Workshop d’autunno con i fiori di Olga’s Flower Farm

Ed ecco che il vero cutting garden sbarca allo SpazioCorsi.

Orticolario 2018

Per chi mi conosce sa che la stagionalità è quella che anima i miei lavori e i miei corsi da sempre. Se poi questa è unita alla possibilità di poter scegliere direttamente sul campo i fiori da utilizzare, allora è una delizia.

Orticolario 2018

Chi meglio di Olga poteva aiutarmi?
Dahlie, zinnie, digitalis, cosmos, amaranti e tutto ciò che questo incredibile autunno ci offre saranno i protagonisti del Workshop di sabato: ‘ortensie,fiori e frutti per la tavola d’autunno’. (ancora due posti liberi)

Olga’s Flower Farm una realtà tutta italiana presente nella zona del Lario, tra Erba e Como. Flower Farm: un luogo dove si coltivano fiori da recidere, fra varietà di fiori non comuni, dal fascino rétro, spesso profumati, sempre di stagione.
Olga, insieme alla mamma Cecilia (vivaista storica della Floricoltura Giussani), coltiva fiori di stagione, con metodi ecosostenibili,  commercializzandoli localmente secondo la filosofia slowflowers.

Per chi volesse saperne di più, trova tutto  qui 

Orticolario 2018

Ma non finisce qui… sempre allo SpazioCorsi potrete acquistare i bulbi di Olga.

Tra poco, infatti, sarà il momento di piantare i bulbi a “fioritura primaverile”, e la proposta di Olga è vasta e ‘“di nicchia”. Alla fine del nostro incontro, come anticipato, potrete scegliere ed acquistare insoliti tulipani e frittillarie, narcisi mai visti e tanto altro ancora.

E a primavera… li potrete recidere per realizzare nuovamente le composizioni floreali che impareremo a fare questo sabato!

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#fioridivenerdì- – – – – Workshop floreale d’autunno in rosa

Ho notato che a settembre e ad ottobre -oltre ai mesi primaverili- c’è tanto rosa nei giardini e nei boschi! Molti sono gli alberi con foglie rosa e bordeaux, innumerevoli sono i fiori, tanti i frutti e non ci avevo mai pensato prima… c’è anche qualche ortaggio.
Ho trovato delle bacche -solitamente rosse o arancio- sui tona del rosa!

C’è tutto quello che serve per il nuovo Workshop da’autunno: ‘Ortensie, fiori e frutti per la tavola d’autunno’

Le iscrizioni sono già iniziate, le info le potete trovare qui.

Ah dimenticavo ho rinnovato il look alla finestra dello SpazioCorsi e il risultato mi piace!

#fioridivenerdì- – – – audentes fortuna iuvat

Sono un po’ affaticata ma molto soddisfatta per l’ultimo evento che ho realizzato… ora ci vorrebbe un po’ di relax!Rispetto ai precedenti, è stato più impegnativo, in quanto, oltre a pensare e a realizzare l’allestimento degli spazi e la mise en place per gli invitati, ho cucinato tutto -tranne la torta- personalmente.

L’occasione è stata il compleanno di Adalberto – scoccavano i 60 – ma lui non voleva festeggiare… così io e la mia complice Benedetta abbiamo organizzato una festa a sorpresacoinvolgendo tutti i nostri amici. Dapprima abbiamo pensato di festeggiare in un ristorante sul lago di Varese, ma poi abbiamo cambiato idea optando per la nostra casa, scegliendo il giardino che a giugno offre angoli suggestivi con fioriture di Rhyncospermum jasminoides, Aspirine Rose, Geranium, Ligustri e Lonicere.

Devo ammettere che è andata molto bene, ho sfidato il meteo, ‘sono stata coraggiosa’ mi ha detto il giorno dopo un’amica. Audentes Fortuna iuvat: la pioggia non ci ha fatto visita, e il festeggiato – ignaro di tutto- non solo è stato contento, ma si è anche emozionato e molto divertito!

Cosi, dopo aver ricevuto i complimenti da tutti, che fanno sempre piacere, dopo aver riposto  stoviglie, vasi, tavoli, una quantità esagerata di bicchieri, lanterne, e la grossa scritta luminosa che ho creato e fatto realizzare, ora mi piacerebbe proprio godermi la mia soddisfazione alle terme, luogo che amo. Peccato la lontananza, altrimenti questa mattina sarei partita per Levico.

Opuntia ficus-indica e altre novità per i miei vasi estivi

Ve l’ho detto che quest’anno non ho realizzato io i vasi per l’estate, ma ho portato i vasi e vaschette allAgricola di Varese?
Mi sono fidata del consigliato e mi sono fidata della competenza del personale che ci lavora.
E così ci sono delle novità… ho piante che mai avrei pensato di vedere nel mio giardino.

Sul lato ovest della casa si trova la grande vetrata e sul davanzale nelle solite vaschette in stile country c’è Cuphea hissopifolia, pianta cespugliosa con foglie lineari lanceolate e fiori bianchi, lilla o rosa a seconda della varietà, che compaiono per tutto il periodo estivo.
La Cuphea in Sud America è una pianta perenne, ma qui con il nostro clima è considerata un’annuale.
Difficilmente si riesce a conservarla per l’anno successivo. Ma ad ottobre proverò a ritirarla insieme ai pelargoni.

Se volete la si può piantare anche in piena terra, in zona soleggiata, ove il terreno è ricco e ben drenato. La fioritura, molto bella, è stimolata dalla regolare concimazione e frequenti annaffiature da maggio a settembre.

 

Sul balcone della camera di Benedetta che è rivolto a sud, nel tetto è stata ricavata un fioriera in rame dove sono posizionate quattro vaschette con piante di Mandevillea suaveolens.
Pianta perenne rampicante o arbustiva, con foglie ovali o cuoriformi verde chiaro, in natura può raggiungere i 6 metri. I fiori sono bianchi, profumati, campanulati e piuttosto durevoli, si presentano riuniti in grappoli ascellari. Il fusto è sottile e ramificato. La fioritura si sviluppa nei mesi di giugno- luglio.

La si può coltivare all’aperto solo nelle regioni a clima mite, in posizione riparata, per esempio a ridosso di un muro in posizioni assolate. Il substrato deve essere composto da torba, terriccio da giardino e sabbia in parti uguali, e deve risultare molto ben drenato perché la pianta soffre i ristagni idrici.
Se volete utilizzarla come rampicante necessita di un tutore. E’ bello mescolare i colori fra loro e farli arrampicare su un treillage.
All’arrivo dell’autunno proverò a ritirarla mettendola allo SpazioCorsi, la temperatura non scende mai oltre i 12 gradi, soglia minima per provarci! 

E veniamo alla grande novità: nei vasi davanti alle colonne in mattone c’è Opuntia ficus-indica. 

L’Opuntia ficus indica è una pianta perenne, di varie misure, che generalmente prende il nome di “pianta grassa”, sicuramente perché, grazie alla sua conformazione, riesce ad accumulare e trattenere l’acqua. Dal suo fusto carnoso e succulento e se lo tagliamo ne esce un liquido. Il ficodindia è completamente sprovvisto di rami, infatti i suoi fiori fuoriescono dall’areola, una sorta di “cuscino peloso” sul fusto. Cresce spontaneamente in ‬Sicilia, Calabria, Puglia e in altre regioni d’Italia,‭ ‬anche in Liguria e Toscana.

Il fusto è formato dai cladodi, conosciute anche come pale, che sono ricoperti da una specie di cera che ne impedisce la traspirazione. I fiori sono splendidi, nascono alla sommità dei fusti, dapprima verdi, per diventare gialli, arancioni o rossi nei mesi di maggio e giugno.

Coltivare l’Opuntia ficus indica sembra facile -ve lo saprò dire- , basta semplicemente appoggiare le pale sul terreno‭ ‬per avere l’immediata radicazione, oppure si può effettuare tramite i semi. Il ficodindia si può coltivare sia in vaso che in piena terra come come un qualsiasi cespuglio, in primavera è necessario potare le pale che non si devono toccare fra loro, e togliere quelle malformate, da farsi con dei bei guanti!  E’ necessario concimarla con potassio e fosforo, possibilmente di origine organica. Da ora fino all’autunno irrigare pochissimo e occhio ai ristagni d’acqua (un consiglio è quello di non utilizzare il sottovaso), mentre per il periodo invernale Max mi ha raccomandato di non bagnarlo assolutamente!

I suoi frutti tondeggianti e ovali contengono la polpa colorata e dolcissima piena di semi‭.‭ ‬Nascono verdi,‭ e a maturazione diventano esternamente colorati‭  ‬in giallo,‭ ‬arancione,‭ ‬rosso o bianco a seconda della varietà.‭ Ma qui occorre essere molto ottimisti per riuscire a ad averli.

Ho riflettuto che quest’anno miei vasi estivi,  ho unicamente piante che hanno bisogno del vero sole… sarà per caso le continue e copiose piogge -simili ai monsoni- che mi hanno fatto cambiare rotta?

#fioridivenerdì- – – – – – – – coroncina di fiori pronta da spedire

Ho sempre amato realizzare le coroncine e probabilmente vi ho contagiato, ora le richieste arrivano da molti luoghi e io mi sono organizzata con le spedizioni.Sempre più spesso le ragazze mi chiedono la coroncina di fiori per il giorno della loro laurea.Non vogliono la classica corona di alloro che trovano impersonale, spesso troppo grande -è vero- , ma amano personalizzarla con piccoli fiori colorati.
Quasi sempre sono il rosa ed il bianco tranne la coroncina di mia figlia …che ha voluto esagerare 😉

Auguri Tatiana!

 occorrente:
cm 60 di filo di ferro non troppo spesso
filo di ferro da fiorista
spoletta di filo di ferro
guttaperca
fiori
pinza
forbici
nastri

Aiutandovi con la pinza formate due asole all’estremità del filo di ferro, servirà a far passare il nastro per legare la coroncina. Recidete i gambi dei fiori della stessa lunghezza, pari a cm. 3/4, divideteli per tipo e disponeteli sul tavolo da lavoro. Gambate fiori e foglie con il filo di ferro fine e rigido,  coprite avvolgendo la guttaperca.

Ora tutto è pronto per formare la coroncina. Legate aiutandovi con la spoletta i vari fiori al filo di ferro, secondo la vostra fantasia. Ogni 6/7 centimetri di coroncina, inserite la foglia di alloro che terrete però sul dietro della stessa. Continuate in questo modo per tutta la lunghezza del filo. Così facendo utilizzerete l’alloro senza che lo vedano e nasconderete il filo di ferro. Qualche foglia scapperà tra i fiori …ma un po’ di verde sta bene!

Un matrimonio in giardino

La location è una vecchia cascina, con terrazzi e cortili incorniciati da piante e tanti fiori. Gli sposi sono al loro secondo matrimonio, amano le cose semplici e i toni del rosa e del bordeaux.

I cassetti delle vecchie credenze che si trovano in  terrazzo, ospitano i vasi per i piccoli bouquet, realizzati con le rose ‘The Fairy’ e le foglie degli Anemoni.

I cesti intrecciati color bordeaux, – ne abbiamo utilizzati di grandi e di piccoli- e i cestini in ferro, sono serviti per il pranzo en plain air. Su ogni tavolo sono stati disposti i vari cesti con l’occorrente per la mise en-place che è stata allestita al momento. Lunghe stole in organza di seta con rose e fiori dipinti, sono state adagiate sui tavoli.
Le scodelle rosa riempite di ciliege, hanno donato alla mise en place quel sapore campagnolo!

Tutt’intorno alla zona del ricevimento, legati ai rami delle piante e alle travi del berso’, i lunghi nastri nelle tonalità del rosa, svolazzavano facendo festa.

Si ringrazia Mari Crea Photographer per le foto

#fioridivenerdì – – – – – – – – l’arco fiorito degli sposi

Ogni mattina apro la finestra, mi affaccio e scruto il giardino per vedere se qualcosa è cambiato. In effetti è così, in questa incredibile stagione, ogni giorno sboccia un fiore. Finita la perlustrazione quotidiana, allungo lo guardo: in fondo c’è la collina, e scopro che è tutta bianca. Una macchia leggera che pare un morbido pizzo, ricopre le cime degli alberi.

Lo spettacolo che ogni anno accade e che ogni volta mi stupisce me lo regala la generosa fioritura delle piante di Robinia pseudoacacia. Le loro infiorescenze a grappoli, bianche e profumate deliziano i miei boschi rendendoli romantici. Alcune pianticelle sono oltre la recinzione di casa, se pur piccole sono fiorite ed il loro profumo al mattino e alla sera è cosi intenso e persistente che lascio le finestre aperte, sperando che pervada tutta la casa.

Da aprile è iniziato il periodo dei matrimoni e queste infiorescenze mi hanno acceso una lampadina …con i grappoli di Robinia, decorerò l’arco in ferro per la cerimonia degli sposi.

Ancora una volta cercherò di imitare il più possibile alla natura. Ricopro il classico arco in ferro con piccoli rami di robinia fioriti che fisso con dello spago color naturale. I grappoli rivolti all’ingiù donano un’aria romantica perfetta per la cerimonia degli sposi. Potrò  aggiungere qualche iris, corolle di daucus carota e  qualche piccola rosa, e sarà perfetto!.

 

Perché passare sotto l’arco?
E’ una tradizione antica e significativa; passare insieme sotto l’arco, simboleggia l’inizio di un cammino insieme. L’inizio di una nuova vita.