Conoscere il Prunus padus

In questo momento dell’anno la natura si è svegliata o si sta risvegliando, e tutto è sempre una sorpresa!
Fare una passeggiata nel bosco, mi rilassa e mi fa riscoprire -ogni anno accade- piante, fiori e profumi, conosciuti.Anche oggi mi è successa la stessa cosa: vicino ad una roggia ho sentito un lieve profumo di mandorla, mi sono guardata attorno per capire da dove venisse. Poco lontano da me, c’era un gruppo di alberelli tutti carichi di fiorellini bianchi, mi sono avvicinata e ho scoperto che le piante di Pado, (Prunus padus) erano in fiore prima del previsto!

Il Prunus padus, detto anche “ciliegio a grappolo‘ è un albero che cresce spontaneo in Italia, al nord del Po. Lo si trova nei boschi di latifoglie e conifere, specialmente lungo i corsi d’acqua e in ambienti umidi, fino al limite della vegetazione forestale.
Da metà aprile, fino a maggio, produce piccoli fiori bianchi, con pistilli e stami gialli, che raccolti formano una pannocchia lunga fino a 20 centimetri.
Il profumo dei fiori ricorda quello della mandorla, ed è un’attrattiva per le api mellifere.

I frutti sono delle drupe rotonde (bacche) nere e lucide, hanno una forte presenza di tannino che conferisce loro un sapore astringente ed amaro per cui sono mangiate solamente dagli uccelli.

In autunno, le sue foglie si colorano di giallo-arancione fino a diventare amaranto creando un vero spettacolo!

foto web

Il Pado appartiene alla famiglia delle Rosacee, ha fusto sottile e radici profonde che emettono numerosi polloni. Il portamento, varia molto a seconda del substrato, dell’esposizione e dell’acqua a disposizione, da cespugli di poco più di un metro ad alberi alti anche 15 metri, se coltivato, tende ad essere affusolato. Si adatta ad ogni terreno, sopportando bene la siccità e l’umidità.

Nei parchi e giardini, è un albero che può essere facilmente coltivato per la realizzazione di siepi o di esemplari singoli. Grazie alla sua meravigliosa fioritura è molto utilizzato anche nell’arredo urbano

Se nel vostro giardino -nel mio l’ho appena trovato- avete un angolo da dedicargli, io ve lo consiglio vivamente. Le mostre di primavera sono imminenti e spero di trovarlo. Altrimenti mi rivolgerò presso il Vivaio Forestale Vita Verde di Valerio Gallerati.

Perché acquistarlo?
pochissime esigenze di coltivazione, fiorisce generosamente in primavera, è profumato, ha una grande produzione di bacche -una manna per i nostri uccellini-,  ci rallegra in autunno con i suoi colori. Io l’ho sempre trovato un albero molto elegante!

curiosità:
la sua corteccia emana un odore sgradevole, tanto da tenere lontano gli animali erbivori.

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Conoscere il Cornus mas

E’ proprio in questa stagione, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, che sui rami nudi del corniolo, o meglio Cornus mas, appaiono i piccoli fiori giallo intenso, simili a piumini. La sua chioma tondeggiante, al culmine della fioritura forma una bella macchia che si scorge anche da lontano, diventando un richiamo irresistibile per molti insetti, ma in particolare, i suoi fiori, sono cibo prediletto delle api.

Il Corniolo o Cornus mas appartiene alla famiglia delle Cornaceae, è specie propria dell’Europa centro-orientale sino al Caucaso e all’Asia minore; in Italia si trova in tutta la penisola ma è più frequente nelle regioni settentrionali.
È una specie che predilige i terreni calcarei, vive a gruppi nelle radure dei boschi di latifoglie. Ama terreni umidi e ombreggiati calcarei, per cui è facile trovarlo nei boschi d’alta collina o di montagna. Cresce fino ad un’altezza di 6/8 metri con forma tondeggiante.
In natura possiamo dire che la fioritura è, insieme a quella del nocciolo, una delle più precoci nell’Europa a clima mite.

Apprezzato e conosciuto sin dall’antichità per le sue molteplici caratteristiche, il corniolo è una pianta, che vi suggerisco di considerare per i vostri giardini. Ammiriamo a fine inverno il Corniolo per la sua fioritura quando il giardino ancora dorme, in primavera inoltrata, quando inizia a produrre piccole bacche tondeggianti commestibili, che ricordano le olive,  e che a luglio giunte a maturazione diventano rosso ciliegia. In cucina vengono utilizzate per la preparazione di deliziose gelatine, marmellate, sciroppi e salse per accompagnare carni arrostite. E in autunno, quando tutt’intorno si colora, anche le sue foglie diventano di un bel rosso ramato

Oltre alle qualità sopra citate il corniolo ne ha anche un’altra: quella di avere un legno resistente, robusto e bello. Si presenta all’esterno con una corteccia rossastra, mentre all’interno è di colore bruno-chiaro. E’ il legno più duro, tenace, compatto e pesante esistente in Europa. E’ bello per la sua lucentezza che una volta lavorato diventa liscio e setoso.

usi
“..In passato, sia il tronco che i rami di Corniolo erano ricercati per costruire attrezzi agricoli che richiedevano lunga durata e notevole robustezza come: ruote, ingranaggi, aratri, erpici, forconi, doghe, ecc. Oggi artigiani e scultori ricercano questo prezioso legno per farne piccole sculture, bastoni d’ombrello o da passeggio, oggetti intarsiati, ma è particolarmente apprezzato per lavorazioni di tornitura e per la produzione di pipe. Dalla corteccia si estrae tannino di colore giallo per la concia delle pelli…”

dall’antica Roma
…”Plinio il Vecchio narra come il suo legno durissimo e compatto fosse usato nei più svariati utensili, come raggi di ruote, perni dei frantoi e poi frecce e lance, tanto da essere chiamato il “legno dei prodi”, e da qui l’appellativo “maschio”.

E con i rami fioriti del corniolo vi aspetto domani per una composizione natural-style

segnaposto per la tavola delle feste al profumo di pino

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occorrente:
aghi di pinus nigra
filo di ferro in bobina
provetta in vetro o plastica
nastro
fiore reciso

Pino nerofoto web

Staccate gli aghi dal ramo e iniziate a formare un piccolo mazzo pareggiandoli sopra. Prendete una provetta in vetro o in plastica -quelle delle orchidee andranno benissimo -, e nascondetela unendo ,in modo uniforme e preciso, gli aghi di pino tutt’intorno.

Formato il mazzetto, chiudetelo passando il filo di ferro tre volte.

A questo punto: è ora di decorare.
Scegliete un piccolo fiore, quello che più vi aggrada. Io ho scelto: Helleborus niger -detto anche rosa di Natale-, e sistematelo all’interno della provetta (dove prima avrete messo un po’ d’acqua, spero!). Un giro di nastro -nasconderà il filo di ferro-  e rifinirà il vostro mazzetto!

Mi piacciono i contrasti e trovo che stia bene abbinare il piatto di famiglia in porcellana bianca e il bordo in oro, con il sottopiatto nero antichizzato.
Anche per il segnaposto naturale ci sono dei contrasti: helleborus e pino sono elementi presenti nel bosco, semplici e naturali, ma molto eleganti.

Questa piccola realizzazione insieme a tante altre, le potete vedere domenica mattina prima di iniziare a realizzare la ghirlanda.
Una breve mia dimostrazione precederà il nostro workshop: Facciamo la ghirlanda?

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Domenica prossima, 4 dicembre ore 10.00, Castelletto sopra Ticino (NO) presso il nuovo spazio Brain in Progress (sopra la Compagnia della Bellezza)

Ad aspettarvi tanto pino, bacche, rami e gli immancabili biscotti al profumo di cannella e zenzero.

♠ info e prenotazioni li trovate sulla locandina oppure ai miei soliti contatti.