settembre al Conero

Adoro settembre per le sue giornate calde e assolate, per niente afose!!!

Mi viene in mente quando, da bambine, portavano me e mia sorella al mare prima dell’inizio della scuola, che, ai miei tempi, cominciava rigorosamente il primo ottobre!!!

Sarà forse per questo motivo… che settembre l’ho sempre considerato un mese vacanziero!

A fine giugno, andando in Puglia in auto, ci siamo fermati un paio di giorni a Sirolo, un paese incastonato nel verde del Parco del Conero che si affaccia sulle bellissime spiagge della Riviera.L’acqua del mare è cristallina e le tante piccole baie offrono riparo e intimità per godersi il sole.
Il Conero, come le Marche non li conoscevo, non ci ero mai stata, ed è stata una piacevole scoperta.

Perché non cogliete l’occasione di questo meraviglioso mese per regalarvi qualche giorno di vacanza a poche ore da casa?
Basterà anche solamente un week end per apprezzare luoghi incantevoli, location impeccabili, gente ospitale e cene a pied dans l’eau.

Noi abbiamo soggiornato qui: due location dove charme e cortesia si sposano bene con il verde ben curato che le avvolge.

NOVECAMERE RESORT – COUNTY HOUSE – Bed & Breakfast di Fabiani Isabella
Sirolo, Riviera del Conero, Marche – Via Cave, 5 – 60020 Sirolo (AN)
tel +39 0719332127 – +39 3395205519 –
E-mail: info@novecamere.it
https://www.novecamere.it/it/

COUNTRY HOUSE L’ANTICO MULINO
Via Molini II 7, 60020 Sirolo (AN), Riviera del Conero –
Tel. +39 071 9330265 | Telefax +39 071 9338315 | Mobile +39 333 7982032 | info@lanticomulino.it
GPS 43.518507, 13.610354

Le rose e le peonie di Teresa

Ci siamo conosciute tre anni fa a Orticola in occasione dell’uscita del libro: Il Giardino Svelato (ne ho parlato qui), con Teresa siamo entrate subito in sintonia, e come succede in questi casi è scattata la solita frase:
‘chissà che meraviglia il tuo terrazzo…’

L’invito è arrivato subito, ma una volta non potevo io, l’altra forse non poteva Teresa, fatto sta che quest’anno libere tutte e due, ho deciso di andare vincendo e sfidando la pioggia, ma un po’ anche la vergogna… arrivo, a patto che mi vieni a prendere: otto piani in ascensore da sola per me sono tanti.

Arrivata in terrazzo sono rimasta a bocca aperta per i colori e per la grandezza delle piante tutte in vaso e non in fioriera.

Grandi rose sarmentose si alternano a quelle a cespuglio coprendo tutto il perimetro del terrazzo. Come in un vero mixer-border si incontrano colorate e leggiadre erbacee perenni e piccoli arbusti.
Sono stata colpita dalle aquilegie che svettando tra le grandi corolle delle rose e peonie alleggeriscono la cornice fiorita.

E poi ci sono loro: le peonie: alcune le riconosco, per le altre chiedo alla padrona di casa.

Ho apprezzato e capito perché è cosi famosa Paeonia ‘Sarah Bernhardt‘. Sicuramente la sua dimensione e il suo profumo fanno si che sia apprezzata da oltre 100 anni.

Io la utilizzo recisa per la sua lunga durata, ma così grande non mi capita mai di averla.

Ma non solo rose e peonie si trovano sul terrazzo: Cotinus Coggygria, un Fico, un Ciliegio, delle Clematis e la famosa Hydrangea Invincibelle che è molto più avanti rispetto alla mia, che vive in piena terra in giardino.


La scelta di avere un terrazzo molto fiorito è audace, e Teresa nel suo libro e sul blog ce ne parla e ci spiega le difficoltà, ma anche le soddisfazioni, che una passione cosi grande riesce a dare.

E’ appena uscito il loro secondo libro: ‘ Il Giardino Pigro’, sempre curato da Laura Caratti. La mia prossima lettura.

#fioridivenerdì- – – – – come realizzare il cuore fiorito

Febbraio: il mese più romantico dell’anno.

Tra poco sarà San Valentino, la festa degli innamorati.

Ho pensato di festeggiare questa festa realizzando un cuore fiorito per decorare la tavola della colazione.
Un gesto d’amore dedicato alle persone che amiamo.

Occorrente
cuore di spugna o 2 mattonelle di spugna
pellicola trasparente
filo di ferro
bastoncini o stuzzicadenti lunghi
muschio
rose
rami
margherite

Disegnate un cuore su un foglio e ritagliatelo. (dima_a_cuore) Unite due mattonelle di spugna e appoggiatevi sopra la dima che avete appena fatto. Con l’aiuto di un coltellino incidete la spugna lungo la dima, ricavando il cuore.  A questo punto prendete due lunghi bastoncini e infilateli a croce nella spugna per unire i due pezzi fra loro.

Avvolgete il cuore con della pellicola trasparente fissandola con delle cambrette realizzate con il filo di ferro. Ora la base è pronta per essere decorata.

Iniziamo a rivestire il bordo esterno utilizzando il muschio e fissandolo alla spugna sempre con le cambrette.
È ora dei fiori: potete utilizzare un fiore solo oppure tanti misti in vari colori. È semplicissimo: recidete il gambo a 2/3 centimetri dalla corolla e a secondo di uno schema preciso oppure a caso infilate i fiori nella spugna.

Una volta terminato completate con un nastro rosso.


i cuori delle foto sono stati realizzati durante il workshop’ Tutto sulle bulbose’ dell’anno scorso.

#fioridivenerdì- – – – – corsi floreali

“cogli la rosa quando è il momento, che il tempo, lo sai, vola e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà.”
“Gerard Pitts” dal film L’attimo fuggente

Un felice e sereno 2019 con le nuove date dei corsi!20150115_calicanthus_ (4)_prova

Quattro stagioni, cinque appuntamenti per scoprire insieme tutti i segreti del giardino  …ma prima voglio ringraziare tutti voi per i bei pomeriggi passati insieme allo SpazioCorsi ma anche in esterna.
sabato 23 febbraio “Tutto sulle bulbose”
sabato 23 marzo “Festa di primavera”
sabato 25 maggio “Decorare con rose e peonie”
sabato 12 ottobre “Ortensie, fiori e frutti per la tavola d’autunno”
sabato 30 novembre “Aspettando….il Natale”
Tutti i corsi si ripetono anche di lunedì 

#fioridivenerdì- – – – –ho reciso il Chasmanthium latifolium per il prossimo workshop

La voglio, la voglio, la voglio!!!
E ora che ce l’ho… in abbondanza, sarò felice di regalarne un po’ a chi ne vorrà.

La conobbi anni fa in un giardino in Inghilterra e subito mi piacque. Arrivate le fiere della primavera la cercai e con qualche difficoltà riuscii a trovarla, e ad acquistarla.
Io ne avrei voluto due piante, ma me ne vendettero una dicendomi: una basterà…

In pochi anni la timida piantina di Chasmanthium latifolium ha colonizzato tutta la riva dove l’avevo piantata, nascondendo Sedum, Hermerocallis e qualcos’altro che non trovo.
Non sapevo che si autodisseminasse con grande facilità!!!

La chiamano anche Avena dei boschi, arriva dal Nord America e la si trova spontanea anche nelle zone settentrionali del Messico. Predilige terreni freschi e sopporta bene il freddo. A luglio fiorisce producendo sugli steli arcuati una profusione di spighette pendule, altamente decorative anche in autunno-inverno e molto utili per la decorazione floreale. Al soffio leggero dell’aria in ogni luogo del mio giardino vibrano steli con le spighette.
A fine estate, prima che sparga tutti i suoi semi in giro, un po’ la recido per utilizzarla nelle composizioni floreali. Ma è a fine inverno -come tutte le graminacee- che va tagliata alla base.

Se vive qui è sicuramente una pianta molto rustica e confermo chi dice che è un po’ vagabonda!

Chasmanthium latifolium è una graminacea poco rizomatosa… facile da estirpare. A chi ne fosse interessato, quest’anno divido  i cespi da regalare.
Per ritirarla chiamatemi o scrivetemi qualche giorno prima di passare, non sono sempre allo SpazioCorsi.

Oppure un’occasione potrebbe essere il Workshop d’autunno ‘Ortensie, fiori e frutti per la tavola d’autunno’ che si terrà sabato 13 ottobre alle ore 14.30 sempre allo SpazioCorsi.

#fioridivenerdì- – – – – workshop floreale presso Agricola di Varese

Vi ricordate il contest di primavera presso Agricola? Benedetta che bagna le aromatiche?
Sii?!?
Ed ecco che come annunciato ci sarà il mio workshop floreale

Sabato 22 settembre alle ore 10 presso Agricola
Workshop: Colori d’autunno – centrotavola

Affrettati!!!
Iscrizioni aperte fino a Venerdì 21 Settembre 2018, ore 18:00.

Costo: € 20,00
Il corso è comprensivo dei materiali da utilizzare durante il laboratorio: il pagamento potrà essere effettuato nel giorno della partecipazione.

Vi aspettiamo!

clicca su: ISCRIVITI SUBITO

la scheda in formato .pdf

Soffici e profumati tappeti di Thymus

Avete mai sognato di camminare all’aria aperta a piedi nudi su un tappeto erboso fitto e morbido? Io tante volte, e in Puglia a casa di amici finalmente il sogno si è avverato.
Una zona del giardino è ricoperta interamente da Thymus serpyllum ‘Snowdrift’ e Thymus pseudolanuginosus. Camminandoci sopra a piedi nudi, si ha una piacevole sensazione di morbidezza che  sprigiona -a seconda della specie- profumo di limone, di pino, e di cumino.

E così nel nostro percorso non poteva certo mancare il Timo, pianta officinale originaria delle regioni del Mediterraneo, la cui storia si perde in tempi antichi.
In natura ne esistono tantissime specie, più di 300, alcune rare, altre più comuni, differenti fra loro per aspetto e colore. Molte hanno la forma di un tondo cespuglio, con un’altezza massima di 40/50 centimetri. Altre sono molto basse e con andamento strisciante.

Puglia

Da sempre, questa aromatica è apprezzata per il suo intenso aroma e per i suoi molteplici usi. Le foglie molto profumate sono assai utilizzate in cucina e in erboristeria, mentre con i fiori -ricchi di nettare- si confeziona un miele molto pregiato.
Anche in giardino il Timo è un’ottima pianta, si possono creare aiuole ai bordi delle scalinate, formare rocciosi e confezionare insolite sedute per panchine.

Sissinghurst castle

Thymus vulgaris -il più conosciuto-  è una pianta perenne officinale che appartiene alla famiglia botanica delle Lamiaceae (al pari della lavanda, il basilico e la menta). Cresce spontaneo sui pendii aridi e soleggiati, sia in collina che in montagna. Resiste bene alle gelate, ma teme invece gli inverni umidi. Ama i suoli asciutti e calcarei, ma ben si adatta anche ai terreni argillosi e poveri.
Le sue piccole foglie lanceolate -neanche un centimetro- possono essere verde-cenere o verde-brillante, e i suoi rami, piccoli e sottili, l’anno dopo saranno dei veri legnetti.

Da maggio fino a luglio -a seconda della specie- avviene la fioritura. Sui rami compaiono minuscoli fiori: bianchi, rosa o violetto.

Per la coltivazione, non ci sono grossi problemi. Il Timo ama luoghi assolati e asciutti, resiste molto bene al caldo e al freddo, ma, come tutte le piante mediterranee, teme i ristagni d’acqua!
Se decidete di piantarlo in piena terra (è perfetto anche in vaso) ponete le piantine ad una distanza di circa 30 centimetri una dall’altra. Eliminate le erbe infestanti che si intrecciano fra i loro rami e i rami secchi per evitare il propagarsi delle malattie. Dopo qualche anno, potete dividere i cespi o fare delle talee, staccando un rametto.
Nell’orto, oltre a garantirci pietanze profumate, il Timo aiuta a tener lontano parassiti e insetti nocivi.

A fine inverno, recido di 2/3 i rami e invece di buttarli nel compost li intreccio per farne basi profumate per ghirlande!

Rosemoor Garden

Se scovate un posticino ideale per questa bellissima aromatica, potete creare una piccola collezione scegliendo tra le diverse specie, eccone alcune:
Thymus serpyllum
Thymus zygis
Thymus citriodorus
Thymus citriodorus aureus