#fioridivenerdì – – – – – – – – decorazione romantica per la tavola all’aperto

Quando trovo un vecchio gazebo o una pergola nella location dove si svolgerà la festa o il pranzo degli sposi, mi sento molto fortunata.
E’ la volta di un importante compleanno, e il festeggiato ha scelto un’antica residenza in campagna per far festa con gli amici. Sarà un party semplice, dal gusto un po’ campagnolo, ma al contempo elegante.

Il pranzo si svolgerà  sotto il vecchio pergolato di uva fragola, su tavoli lunghi e rettangolari. Sicuramente il posto per le decorazioni floreali sarà limitato cosi ho pensato di realizzare una decorazione che scende dall’alto. Appoggerò i fiori su una tavola che sarà appesa al gazebo tramite delle corde.

Sto facendo delle prove -nel mio giardino- utilizzando i fiori del Viburnum opulus, che quest’anno sono veramente favolosi.  Amo la stagionalità, e cerco sempre di rispettarla in ogni occasione. Il mio stile romantico e morbido, mi porta quasi sempre a realizzare allestimenti floreali dal sapore semplice, con fiori e verde di stagione e che sono  molto vicine alla realtà.  

Un’altra decorazione per la tavola che ha come protagonista le candide sfere del  viburno la potete trovate qui

Tiarella ‘Pink Bouquet’

L’anno scorso ho rinnovato le vaschette per il balcone di Benedetta, inserendo alcune piante di Tiarella ‘Pink bouquet’ tra narcisi e primule obconiche, vedi qui.
Il risultato è stato sorprendente già da subito, ma quest’anno le vaschette sono state un vero tripudio di fiori tanto da destare l’attenzione anche dei miei familiari. 

La Tiarella  solitamente è utilizzata come coprisuolo in zone di mezz’ombra od ombra, ed è ideale anche ai piedi di grandi alberi. Ama terreni umidi, ben drenati, piuttosto calcarei.
L‘affascinate e generosa fioritura della Tiarella ‘Pink Bouquet’ mi è piaciuta tantissimo e così ho acquistato altre piante che ho posizionato in piena terra, ai piedi dell’acero.
L’unico accorgimento -rispetto alle vaschette- sarà quello di pacciamare le piante con delle foglie prima dell’inverno -come di consueto si fa con le erbacee-, per proteggerle da inverni troppo rigidi. 

La Tiarella è un’erbacea perenne, appartiene alla famiglia delle Saxifragaceae, è un sempreverde, tappezzante, originaria dell’Asia e  del Nord America. Ama posizioni di mezzombra in terreno umido, e resiste bene alle basse temperature (fino a – 1o°).  In aprile e maggio, sbocciano delicate infiorescenze a spiga, alte 15-30 cm, formate da piccoli fiori semplici, rosa chiaro. Le sue foglie lobate, sono interessanti e decorative, di color marrone-cioccolato, formano -a primavera- un bel contrasto con la fioritura rosa.

Altre interessanti sono:
Tiarella ‘Pink Skyrocket’
Tiarella Cordifolia
Tiarella wherryi

Se scampiamo alla visita dell’oziorrinco, occorreranno davvero pochi accorgimenti per avere piante belle e sane. Sarà sufficiente concimare le piante a primavera e rimuovere i fiori appassiti sia durante la fioritura che in autunno.

Conoscere il Prunus padus

In questo momento dell’anno la natura si è svegliata o si sta risvegliando, e tutto è sempre una sorpresa!
Fare una passeggiata nel bosco, mi rilassa e mi fa riscoprire -ogni anno accade- piante, fiori e profumi, conosciuti.Anche oggi mi è successa la stessa cosa: vicino ad una roggia ho sentito un lieve profumo di mandorla, mi sono guardata attorno per capire da dove venisse. Poco lontano da me, c’era un gruppo di alberelli tutti carichi di fiorellini bianchi, mi sono avvicinata e ho scoperto che le piante di Pado, (Prunus padus) erano in fiore prima del previsto!

Il Prunus padus, detto anche “ciliegio a grappolo‘ è un albero che cresce spontaneo in Italia, al nord del Po. Lo si trova nei boschi di latifoglie e conifere, specialmente lungo i corsi d’acqua e in ambienti umidi, fino al limite della vegetazione forestale.
Da metà aprile, fino a maggio, produce piccoli fiori bianchi, con pistilli e stami gialli, che raccolti formano una pannocchia lunga fino a 20 centimetri.
Il profumo dei fiori ricorda quello della mandorla, ed è un’attrattiva per le api mellifere.

I frutti sono delle drupe rotonde (bacche) nere e lucide, hanno una forte presenza di tannino che conferisce loro un sapore astringente ed amaro per cui sono mangiate solamente dagli uccelli.

In autunno, le sue foglie si colorano di giallo-arancione fino a diventare amaranto creando un vero spettacolo!

foto web

Il Pado appartiene alla famiglia delle Rosacee, ha fusto sottile e radici profonde che emettono numerosi polloni. Il portamento, varia molto a seconda del substrato, dell’esposizione e dell’acqua a disposizione, da cespugli di poco più di un metro ad alberi alti anche 15 metri, se coltivato, tende ad essere affusolato. Si adatta ad ogni terreno, sopportando bene la siccità e l’umidità.

Nei parchi e giardini, è un albero che può essere facilmente coltivato per la realizzazione di siepi o di esemplari singoli. Grazie alla sua meravigliosa fioritura è molto utilizzato anche nell’arredo urbano

Se nel vostro giardino -nel mio l’ho appena trovato- avete un angolo da dedicargli, io ve lo consiglio vivamente. Le mostre di primavera sono imminenti e spero di trovarlo. Altrimenti mi rivolgerò presso il Vivaio Forestale Vita Verde di Valerio Gallerati.

Perché acquistarlo?
pochissime esigenze di coltivazione, fiorisce generosamente in primavera, è profumato, ha una grande produzione di bacche -una manna per i nostri uccellini-,  ci rallegra in autunno con i suoi colori. Io l’ho sempre trovato un albero molto elegante!

curiosità:
la sua corteccia emana un odore sgradevole, tanto da tenere lontano gli animali erbivori.

#fioridivenerdì – – – – – – – – metti una sera sul lago tra i fiori

Quando lo vedo, capisco quanto mi manca
E’ il lago Maggiore! Sia in  primavera, in estate, in autunno, ma anche in inverno, io lo adoro. Sono nata in un paese vicino ad Arona, e fin da bambina, ho frequentato Arona, Stresa e Verbania, cittadine che si affacciano sulla sponda piemontese.
Gli anni sono passati, …ma l’abitudine è rimasta. Per qualsiasi esigenza -ancora oggi che non vivo più in zona- ci ritorno.

Ieri sera una cena sull’Isola dei Pescatori, con gli amici di sempre, e sorella, mi ha fatto stare bene e capire quanto mi piace starci.
In questo periodo il cielo è terso, e l’orizzonte sembra vicinissimo, tanto da poter toccare la vicina Verbania, le montagne e le altre due isole: Isola Madre e la famosa Isola Bella.

Visitare il lago in primavera, con le sue belle ville d’epoca e i loro vecchi giardini fioriti, è come essere in mezzo ad un giardino infinito. Tutto, o quasi, è fiorito!

Maestosi ciliegi in fiore accolgono i visitatori e curiosi. Sui vecchi muri e sui piantoni si arrampicano i glicini secolari e le Banksiae.
La fioritura più appariscente è data dalle Camelie, che trovando un terreno acido ma non troppo, riescono ad essere bellissime e generose.
Nei giardini si intravedono siepi di Paeonia lactiflora a fiore doppio.Buon venerdì a tutti!

#fioridivenerdì – – – – – – – a Milano un giardino di tulipani u-pick

Ah certo che mi sono presa un bella gatta da pelare …volervi parlare del tulipano.Conosciuto in tutto il mondo per la sua bellezza e per la sua facile coltivazione, il tulipano è amato da tutti, e innumerevoli sono i testi, manuali, quadri, fotografie e mostre a lui dedicati.

Oggi mi limiterò a raccontarvi -attraverso le foto- del successo che sta riscuotendo il giardino di tulipani di Cornaredo.L’olandese Edwin e la sua compagna Nitsuhe hanno un sogno: rendere il giardino di tulipani il luogo più felice della zona di Milano, e creare il primo‘u-pick’ (tu raccogli) campo di fiori in Italia!

In  un campo di circa 1 ettaro hanno piantato -in autunno- circa 250.000 tulipani di 185 varietà!
E ora, sono fioriti e pronti da cogliere.
Chiunque potrà visitare il giardino e cogliere quelli che desidera. Scattare foto e rilassarsi tra i tanti e colorati tulipani

Dopo aver pagato il biglietto d’ingresso di € 3 (pari al costo di 2 tulipani) si potrà prendere un cesto o un secchio -in dotazione- e aggirandosi tra le aiuole raccogliere quello che più ci piace.  E prima di uscire si passerà alla cassa a pagare. Facile!


Ai lati del campo c’è il giardino espositivo (non per la raccolta), in ogni aiuola ci sono 50 bulbi di tutte le varietà, in ordine alfabetico. Queste varietà avranno un cartellino con il nome della varietà e un numero, che indica dove si possono trovare la varietà nel campo di raccolta.

curiosità sul tulipano
sapevate che nel 1636 il tulipano era quotato in Borsa?  Non sto a riscrivere la lunga storia. Non conoscendone tutti i particolari, mi documenterei prendendo spunti qua e là. Ma se siete interessati e curiosi di sapere che cos’è stata la Bolla del Tulipano, vi invito a leggerla qui.

Jean-Leon-Gerome-The-Tulip-Follyolio di Jean-Leon-Gerome-The-Tulip-Folly

Ipheion un bulbo semi-sconosciuto

Grazie all’amico Mario Mariani ho conosciuto questo splendido fiorellino dai colori delicati.
L’ho notato due anni fa nel suo vivaio durante l’open-day di primavera, e me ne sono innamorata.

Stelline bianche, rosa striate e azzurrine, i suoi tepali, cinque o sei, formano una piccola stella piatta, molto carina e profumata. Gli inglesi lo chiamano “Spring Starflower“, un nome che descrive bene la caratteristica principale dei fiori di Ipheion uniflorum.

Indecisa -come sempre- sui colori da prendere, -li vorrei tutti-. Ho scelto quelli bianchi, e Mario mi ha regalato quelli lilla striati.

Ho aspettato a metterli a dimora sotto la Spiraea Bumalda, e li ho utilizzati per creare un insolito centrotavola.
Il sabato successivo in occasione del workshop di primavera “Hello Spring”, li ho tolti dai vasetti in plastica e adagiati in centro sulla vecchia porta -che fungeva da tavolo- e coperti da pezzetti di corteccia. Un insolito centrotavola che le signore hanno molto apprezzato!

L’ Ipheion, bulbosa perenne, arriva dal sud America e appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae. Ama posizione di mezzombra, in terreni umidi. I suoi fiori, alti 10/15 centimetri, compaiono già a fine inverno.

Anche le foglie dell’Ipheion uniflorum sono da non sottovalutare. Lineari, piatte e verde chiaro, sono disposte in maniera che gli steli fiorali siano ben visibili.

In autunno interrate i bulbi sotto un cespuglio deciduo, e a fine inverno potrete apprezzare i fiori in tutta la loro bellezza. Oppure, interrateli sotto i cespugli e arbusti a foglia scura, le foglie lunghe, lineari e chiare, spiccheranno fino a tarda primavera.

Prima di spostare i bulbi -operazione da eseguire a giugno- aspettate qualche anno dalla messa dimora. Sono bulbi generosi e facilissimi nella coltivazione, ma difficili ai cambiamenti.

#fioridivenerdì – – – – – – – – in Toscana a camminare tra le pratoline

è stato magnifico!
Recentemente ho passato qualche giorno in Toscana, a Saturnia. Sono rimasta molto colpita dal paesaggio e dalla grande quantità di flora e fauna che in questo periodo dell’anno è presente. Oltre  alle pratoline, sotto gli alberi erano già spuntati i Muscari, l’Anemone hepatica, le scille e altri fiori che non conosco. Volpi e conigli attraversavano il campo con tranquillità.

Al mattino e alla sera, quando i raggi del sole non erano ancora arrivati a riscaldare le corolle delle margherite, il prato era di un color rosa intenso. Ma appena giungeva il sole, ad illuminare e a scaldare le lunghe distese di pratoline, i prati diventavano grandi distese tutte bianche!Domani è il primo week-end di primavera, festeggiamolo insieme con un piccolissimo bouquet di pratoline e ulivo.