#fioridivenerdì- – – basta una rosa per far bella una tavola

Questa sera al mio rientro a casa ho trovato una piacevole sorpresa. Un’amica nel pomeriggio è passata a trovarmi e mi ha lasciato un sacchettino ed un biglietto con scritto: sono andata a Milano e passando davanti a questo fioraio mi sei venuta in mente. 

Nella graziosa borsetta ho trovato tanti petali di fiori colorati ed un secchiello piccolissimo con un bocciolo di rosa ed un po’ di muschio. 

Basta davvero poco per far felice un’amica e rendere romantica una tavola.

Au Nom De La Rose un concept store nato a Parigi nel 1991 e che oggi conta tantissimi negozi in tutto il mondo.

 

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Nel vecchio cesto il vaso di sedum

Anche se siamo in pieno inverno non rinuncio ad arredare l’esterno della mia casa. Dall’interno è piacevole poter vedere ‘tutto in ordine’. 

Ho scelto  Sedum adolphii, una specie rustica che si  coltiva all’aperto e che sopporta molto bene le basse temperature e anche il gelo.

Giorni fa le temperature erano molto basse, cosi’ ho pensato di riparare il vaso mettendolo nel vecchio cesto rinnovato. Ho aggiunto un pochino di muschio per rifinire la composizione che mi terrà compagnia ancora per qualche settimana.

I sedum sono piante generose che danno molte soddisfazioni anche a chi non ha il pollice verde. Provatele!!!

Sono già passati quasi due anni da quando ho realizzato il famoso abito di sedum, realizzato con i sedum della Floricoltura Bonetto e con la preziosa collaborazione di Paola Piovesan.

Qui potete trovare altre foto dell’abito indossato da Marta e Ilaria, due modelle speciali.

Buon anno con le nuove date dei corsi

“…quando s’incomincia, il meglio  viene poi da sé”
“Peter Camenzind” di Hermann Hesse

Mi piace questa frase, mi infonde coraggio per il bel progetto che ho iniziato alla fine del 2017.
Un felice e sereno 2018 con le nuove date dei corsi!20150115_calicanthus_ (4)_provaEd anche quest’anno quasi tutto quello che ho utilizzato per decorare la mia casa nel periodo natalizio è stato riposto. La punta dell’albero, un Abies Nordmanniana, l’ho trasferita in giardino, seccherà senza perdere neanche un ago, cosi’ potrò riutilizzarla… I decori che lo hanno adornato sono nella scatola insieme alle luci, ai babbi e alle stelle.
Anche la grossa ghirlanda appesa alle travi è stata tolta, cosi’ come  i centrotavola che sono stati sostituiti con il consueto -ma tanto atteso- vaso con il mazzo di rami di Calycanthus. Gli auguri sulla vetrata -rigorosamente scritti a mano- sono stati rimossi. Una novità che presto ripeterò 😉

Le foto potrebbero  ispirare per le decorazioni dell’anno prossimo

Quattro stagioni, cinque appuntamenti per scoprire insieme tutti i segreti del giardino  …ma altri in preparazione
sabato 10 febbraio “Tutto sulle bulbose”
sabato 17 marzo “Festa di primavera”
sabato 26 maggio “Decorare con rose e peonie”
sabato 13 ottobre “Ortensie, fiori e frutti per la tavola d’autunno”
sabato 01 dicembre “Aspettando….il Natale”
Tutti i corsi si ripetono anche di lunedì 

Auguri sinceri e di  per un sereno anno nuovo!

Biglietto d’Auguri

Un biglietto d’auguri -oggi dove tutto è veloce e social- può sembrare una cosa antica, un po’ semplice e banale. Invece quando lo ricevete, credetemi, apre il cuore!

Oggi ne ho ricevuto uno speciale, da una persona speciale: dipinto a mano e con un augurio che voglio condividere con tutti voi senza aggiungere altro!

A presto!

#fioridivenerdì – – – – – – – – arrediamo l’esterno con il ciclamino profumato

Dopo aver fatto l’albero, appeso la corona alla porta e il ramo di abies sul cancello, oggi mi sono dedicata al giardinaggio. Mi piace decorare anche il portico e le finestre, con vasi di fiori -non prettamente natalizi- ma invernali. Creo delle composizioni che mi accompagneranno per quasi tutto il periodo invernale.

Il tavolo sotto il portico è molto riparato cosi’ mi sono lasciata conquistare dal Ciclamino Masako, una novità appena arrivata dal Giappone, dal nome regale nato come omaggio alla principessa giapponese Masako, di cui porta il nome.

A colpirmi sono stati i suoi boccioli stellati e quei fiori doppi che sembrano arruffati e che profumano. Ancora non so bene di che cosa..
L’ho acquistato bianco con sfumature leggere di rosa, ma lo trovate anche con i fiori tutti rosa.

Purtroppo il ciclamino Masako non sopporta il gelo e per proteggerlo dal freddo ho scelto di inserirlo in un cachepot di betulla, e di circondare il tutto con qualche ramo del grosso Abies Nordmanniana che c’è in giardino. Spero che sia sufficiente!!!
…E se le temperature scenderanno sotto lo zero, lo porterò con me allo SpazioCorsi, dove per esigenza non fa mai tanto caldo. In questo modo avrò una fioritura profumata fino a primavera!

La neve sullo sfondo mi ha suggerito di mettere anche un ciocco di legno e le pigne del Cedro del Libano, un tocco che sa di montagna e di Natale!

#fioridivenerdì- – – – – – – – decorare di bianco la corona di Natale

Anche quest’anno ho rispettato la tradizione che vuole che si addobbi la casa l’8 dicembre.
Solitamente si inizia a decorare l’albero, che puo’ essere tanto un abete vero quanto uno finto, con luci e palline. C’è chi lo mette fuori sul terrazzo o chi in giardino, io, personalmente, per creare piu’ atmosfera, lo tengo in soggiorno.
Si prosegue con la realizzazione del presepe, e, da ultimo, si arreda qualche angolo di casa con candele e soprammobili a tema natalizio.

Negli ultimi anni, è d’uso anche appendere alla porta d’ingresso o al cancello una ghirlanda o una corona fai da te, realizzata con materiali naturali. Per realizzarla, ho realizzato innanzitutto la base, intrecciando su un cerchio di filo di ferro i rametti di Abies Nordmanniana in modo da creare una corona circolare.

Poi ho spruzzato di bianco un po’ di  pigne, tra cui quelle bellissime del Cedro del Libano, che assomigliano a rose di legno. Da ultimo, ho fissato alla corona con il filo di ferro tutte le pigne, tranne le rose di legno, che invece ho incollato.

Manca il nastro per ‘legare’ la piccola fascina di legnetti e che dona un tocco d’allegria alla mia corona!

#fioridivenerdì – – – gli alberi monumentali di Federica Galli

Federica Galli preferiva gli alberi nello spazio naturale, piuttosto che nei giardini. Ha percorso tutta la nostra penisola per immortalare con il suo bulino, quelli più grandi d’Italia , non conosceva la botanica ma conosceva l’’essenza, l’’anima degli alberi:

«L’’albero monumentale è una creatura egocentrica che crescendo fa il vuoto intorno a sé. Per questo esercita il fascino tutto particolare di un grande direttore d’’orchestra. Anche i grandi direttori d’’orchestra sono creature monumentali. E spesso fanno il vuoto intorno a loro».
Il castagno
dei cento cavalli, 1998
Acquaforte su zinco,
490 x 796 mm.

Era il  2007 quando vidi per la prima volta le sue acqueforti, da sempre amo i grandi alberi e ne rimasi affascinata. Da allora seguo le sue mostre … chissà prima o poi un’acquaforte me la regalerò.

A lei devo la conoscenza del gigantesco Olmo di Mergozzo in Piemonte (in foto), la Quercia delle Streghe in Toscana, il Castano dei Cento Cavalli nel Parco dell’Etna,, i platani di Napoleone a Cherasco, il Ficus di Palermo e tanti altri, oltre a tutti quelli di Milano, come i platani all’Arena, gli alberi della Chiesa Rossa e quelli che circondano San Simpliciano.La quercia delle streghe, 1995

Acquaforte su zinco, 490 x 975 mm.

Segnalo che fino al 5 dicembre si tiene una mostra presso la Fondazione Federica Galli di Milano, che vede una selezione di acqueforti degli Alberi monumentali di Federica Galli in dialogo con le fotografie di Renato Luparia.

In questa occasione la Fondazione Federica Galli finanzia i propri progetti educativi con la vendita delle stampa originali della sua fondatrice.

Le acqueforti sono disponibili, con numerosi altri soggetti, alla galleria Salamon