#fioridivenerdì- – – – – – Il ficodindia

Non è  fra le mie piante preferite, anche se questa succulenta mi piace! Ultimamente però inizio a guardarla con maggior interesse! 20150619_Puglia_Cesarea_Terme (13) 20160624_Sicilia (61)

I fiori, ermafroditi, sono sgargianti, e vistosi. Hanno colori che vanno dal bianco, al giallo, all’arancio a seconda della specie. Fioriscono in modo scalare dalla primavera all’estate. L’impollinazione avviene quasi esclusivamente ad opera degli insetti.

20150619_Puglia_Cesarea_Terme (16)Il ficodindia o fico d’india è una specie succulenta di origine messicana e presente nel Mediterraneo e nelle isole dopo la scoperta dell’America. Cristoforo Colombo giunto nel nuovo continente, ne capì  le sue proprietà e la esportò e credendo di essere arrivato nelle Indie la chiamò Fico d’India.

Nella nostra penisola -al sud, non al nord, perché non resisterebbe alle basse temperature-   Opuntia ficus-indica cresce spontanea nelle campagne oppure la si trova nei giardini come pianta ornamentale o a formare siepi lungo le recinzioni. Le sue lunghe spine formano una barriera impenetrabile.

Quest’estate in Sicilia ne ho viste di begli esemplari e mi sono un po’ documentata. Ho scoperto che è una pianta dalle mille virtù. E’ ricca di Vitamina C, è commestibile, si conserva a lungo. E’ anche un valido cicatrizzante in quanto le pale verdi della pianta -cladodi-, sono costituite da un parenchima spugnoso ricco di mucillagine che presenta alte proprietà cicatrizzanti.
In cucina -sempre le pale – si cuociono, e i frutti si mangiano crudi, dopo averli sbucciati con molta attenzione in quanto la loro scorza è piena di piccolissime e invisibili spine.
20090607_Sicilia (239) 20150619_Puglia_Cesarea_Terme (86)Ho letto che : “Dal punto di vista ecologico è considerata una pianta pioniera in quanto migliora la qualità dei terreni poveri dove altre specie non potrebbero sopravvivere. Svolge infatti sia un’azione puramente fisica, vale a dire semplicemente ombreggiando il terreno  quindi abbassandone la temperatura e quindi diminuendo la velocità di decomposizione della sostanza organica presente, sia chimica grazie alla presenza nelle sue radici di batteri azoto fissatori…”

20150619_Puglia_Cesarea_Terme (13)In Puglia, a casa di amici, ho apprezzato molto, i vasi con le Opuntie posti lungo i muri della casa

#fioridivenerdì- – – – – – le ortensie: quando raccoglierle e come essiccarle

L’ortensia,  il fiore più romantico dell’estate.20160805_ortensie_blu (7)20160805_ortensie_blu (9) Bellissime queste sfere di Hydrangea macrophylla. Oltre ad averle in giardino, tutti le vorremmo belle così,  anche  per abbellire le nostre case.
Ma come fare? Mille dubbi e mille domande ci assalgono!
Quando è il momento giusto per tagliarle? Come fare per farle durare più a lungo? Riuscirò a mantenere vivo il loro bel colore?

Occorrono un po’ di conoscenza, ma anche un po’ di fortuna. Si, perché anche rispettando tutto quello che occorre fare, a volte -ahimè-, nello stesso mazzo un fiore appassisce, mentre un altro – reciso sempre dalla stessa pianta – rimane bello e turgido. Un mistero che non ho ancora capito.
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Come ogni fiore, anche quello delle ortensie, va reciso al mattino presto o la sera tardi. Tra i tanti sceglieremo quello più  maturo, quello che non ha preso acqua, ma soprattutto quello che sta già cambiando colore. Vedi la seconda foto!

Con le cesoie affilate o con il coltellino, tagliate il gambo in senso obliquio,  levate tutte le foglie e immergertelo subito in acqua tiepida. Posizionate i fiori nel contenitore scelto, meglio di vetro per controllare il livello d’acqua, e metteteci 6/7 centimetri d’acqua.  Scegliete una posizione fresca, semi-buia ed arieggiata per la vostra composizione.Hydrangea macrophylla

Hydrangea macrophylla

L’anno prossimo sostituirete quelle dell’anno precedente con quelle nuove.20160805_ortensie_blu (10)

 

 

 

#fioridivenerdì- – – l’amore non ha età

Centrotavola per una coppia di sposi …come posso dire?
Maturi forse? Teneri e innamorati, sicuramente si!IMG_4090_1

Per la scelta dei fiori sono andata sul sicuro: Ortensie macrophylla, verde e rosa, Rose in tre tonalità, rosa acceso per le più grandi,  rosa con bordi verdi per le medie e bianco per quelle con i piccoli boccioli. Inoltre spighe di lavanda ad alleggerire il tutto. A chi non piacciono questi fiori?
Per il contenitore una ciotola bianca, in vetro  che dona un tocco di eleganza.20160723_centrotavola_matrimonio_rose_ortensie (12)20160723_centrotavola_matrimonio_rose_ortensie (10)Una composizione semplice ma di grande effetto, che dura nel tempo.
Le Rose sfioriranno ma le  Ortensie e la Lavanda invece faranno compagnia fino all’anno prossimo!

#fioridivenerdì- – – – – – Fuchsia Magellanica, una perenna molto generosa

VICINO alla vecchia scala da oltre 15 anni c’è un cespuglio di Fuchsia Magellanica.20140701_Pombia_fuchsia_magellanica (4)AUna fuchsia perenne che non soffre il freddo, Winterhardy come dicono gli inglesi.
Fiorisce generosamente da giugno a settembre, e negli ultimi anni fino a novembre. La fioritura è a cascata, i suoi fiori sembrano calici rivolti all’ingiù. 20150727_giardino_di_Pombia_fuchsia_ (19)La Fuchsia Magellanica scoperta in America Centrale nel 1768 appartiene ad un vasta specie. Oggi se ne contano quasi 100. Tra le tante – sicuramente –  la F. Magellanica è stata una progenitrice per le molte varietà, oggi presenti (circa 10.000).

Queste piante sono apprezzate per i loro fiori particolari e per i loro colori vivaci e dal 1954 esiste un registro ufficiale presso cui gli ibridatori possono registrare le loro creazioni. Anni fa insieme ad un gruppo di appassionati di giardino, visitai un noto vivaio: Riverside Fuchsias  in Inghilterra il tempio della fuchsia.

Nel mio giardino  si è ambientata molto bene. Vive  in un angolo in piena terra, vicino alle Kalmie, in posizione di mezzombra. In inverno la parte aerea secca, come una comune erbacea perenne, e in primavera riappare. I rami secchi vanno lasciati per tutto il periodo inveernale a riparo della pianta,  si recideranno a primavera quando spunteranno dal terreno le prime foglioline.
In breve tempo lunghi rami flessuosi riformeranno il cespuglio.

Sicuramente, il sole del mattino ed il terreno molto drenato, ha favorito la sua crescita facendola diventare un bel cespuglio di oltre 120 centimetri di altezza e 150 di larghezza.20140701_Pombia_fuchsia_magellanica (2)AI fiori, punto forte di questa pianta, sono bicolori con colori contrastanti. Sepali color rosso porpora e il tubetto viola. Le foglie sono seghettate e leggere, di un bel verde scuro. Da notare anche il colore del ramo che è rosso brillante. Un bel contrasto con le foglie verdi.

♣ discreta anche recisa

il basilico, l’erba aromatica più amata

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E io questa sera li ho trovati nel mio orto!!!
Finalmente sono maturati! Non sono molti ma sufficienti per l’entrée della cena. 20160605_Pomodori (2) 20160605_Pomodori (3)Li taglio in quattro parti per farci un’insalata e li condisco con un filo di buon olio EVO, qualche granello di sale e delle foglie di basilico.
Ma quale? In commercio da qualche anno se ne trovano tantissime varietà.20160605_Pomodori (1)

Ocymum basilicum è un’erbacea perenne che arriva dall’Asia – suo luogo d’origine – . È qui che troviamo basilici di tante varietà: al limone, alla liquirizia, alla cannella…

Noi – in Italia e anche in Francia – la trattiamo come una classica annuale da orto. La seminiamo a fine inverno in semenzaio per poi trapiantarla in piena terra a primavera inoltrata. Oppure si acquistano le piantine o i vasetti da trapiantare: un’aromatica che nell’orto non manca mai. Il basilico teme il freddo e non sopporta le temperature al di sotto dei 10/12 gradi.

Lo utilizziamo molto spesso in cucina, tanto che chi non ha un pezzetto di terra, lo coltiva in terrazzo in cassetta, oppure si accontenta del vasetto da tenere sul davanzale della cucina. Oppure acquistiamo il mazzetto di piantine di basilico dal fruttivendolo o al supermercato.
Oltre al classico basilico a foglia grande – il cosiddetto genovese o napoletano – , nel mio orto pianto a primavera – o meglio, trapianto – , quello greco (che poi si trova anche in tutto il Sud d’Italia), ha foglie piccolissime e molto profumate; e quello rosso dal sapore delicato, bello da vedere e buono con la misticanza.

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La cassettina o la bag con i vari basilici è corredata dal biglietto con i suggerimenti su come utilizzarli. Sono in vendita da DesinoLento in Via Turati 6,a Milano. Ottimo per l’acquisto al volo da portare a una cena tra amici.
cerco_pomodori_maturiTanti i basilici e tante le officinali che potrete trovare e acquistare singolarmente o in confezione regalo!
officinalis

#fioridivenerdì – – – – – – – Sicilia bedda / relax tra le riserve

Estate e relax.
Continua il mio itinerario in Sicilia alla volta delle riserve naturali. Oasi di pace dove poter sdraiarsi sulla spiaggia in tutta comodità.relax_estivo (2) Davanti a noi il mare: verde, blu, a volte azzurrissimo e intorno un’incredibile natura. Sarà deformazione …ma è un aspetto che non tralascio mai quando scelgo i luoghi da visitare.

Fra Agrigento e Sciacca Riserva Naturale Orientata Torre Salsa20160624_Sicilia_Iphone (16)20160624_Sicilia_Iphone (12) 20160624_Sicilia_Iphone (11)Vi si accede pagando un biglietto di € 5 a persona e dopo un breve tragitto si lascia l’auto per proseguire a piedi. Gli ingressi sono limitati e anche in agosto la spiaggia non è mai affollata. 20160624_Sicilia_Iphone (17)E’ ormai sera quando lasciamo questo paradiso.

Giungiamo a Macari dove ci attende la caletta del Bue Marino, premiata nel 2016 con il concorso di Legambiente “La più bella sei tu”. Una spiaggia di sassi -un po’ scomoda- ma l’acqua del mare così cristallina e calda ti invita ad entrare, dimenticandoti poi che quando esci dall’acqua -se non hai le scarpette- è un po’ faticoso. Ma il bello è questo no?

20160624_Sicilia_Iphone (86)20160624_Sicilia_Iphone (89)Macari un borgo piccolo e molto elegante, che oltre ad avere la spiaggia più bella d’Italia ha uno spettacolo che tutte le sere -a fine giugno alle 20- si ripete -, : il tramonto. Lo scenario è mozzafiato!20160624_Sicilia_Iphone (77)

La vacanza è giunta quasi al termine, e come ultima meta abbiamo scelto di fermarci a San Vito Lo Capo. Un paese nuovo, nato circa 120 anni fa e noto perché è uno dei due ingressi -l’altro è Scopello- per la famosa Riserva Naturale Orientata “Zingaro“. Prima riserva in Sicilia affidata in gestione all’Azienda Regionale Foreste Demaniali.
La Riserva si estende nella parte Occidentale del Golfo di Castellammare, nella penisola di San Vito lo Capo che si affaccia sul Tirreno tra Castellammare del Golfo e Trapani.20160624_Sicilia_Iphone (52)sullo sfondo Punta Raisi -Palermo20160624_Sicilia (70)20160624_Sicilia_Iphone (55)20160624_Sicilia (79)Anche qui vi si accede a piedi, si lascia l’auto -noi la moto- si pagano i soliti 5 Euro a persona per il biglietto d’ingresso e il percorso ha inizio. Nella riserva ci sono tre sentieri: uno in lato, uno a metà altezza e uno in basso -quello che abbiamo percorso noi- per accedere al mare. Il cammino è agevole e si snoda tra le piante della macchia mediterranea. Tante le essenze rare, una tra queste il Limonium_todaroanum (Limonio di Todaro). Un limonium che fiorisce da Giugno a settembre, l’ho fotografato ma con il sole non ho avuto grandi risultati.

L’ho cercato in rete e l’ho trovato qui, sue le foto. Oltre alle foto potete trovare una spiegazione dettagliata.

 

#fioridivenerdì – – – – – – – Sicilia bedda / itinerario 1 e i forti contrasti

Scusateci per l’assenza dalla solita rubrica del venerdì, ma io e il mio portatile ci siamo presi una pausa. Lui è andato dal ‘dottore’ e io in vacanza.
Una vacanza fatta di ritmi lenti, storia,  sole, mare, natura, tante cose buone e tante cose belle.

Il mio viaggio è iniziato in moto per poi proseguire in nave alla volta di Palermo, che poi ero solo lo sbarco, perché la prima meta è stata Sciacca.20160624_Sicilia_Iphone (1)Sicilia vera, con i profumi e i contrasti che la contraddistinguono e che proprio per questo amo, anche se a volte la capisco poco. Un’isola gettonata da molti turisti. Ai tavolini delle pasticcerie -sublimi-  si incontrano americani, finlandesi, svedesi, russi, spagnoli ma anche tantissimi italiani intenti ad assaporare la classica granita al caffè con la panna, la brioche col gelato, la cassata, il cannolo, il parfait alle mandorle. Sono nata in Piemonte, ma le mie origini sono siciliane e ogni volta che ci ritorno resto affascinata da questa bell’isola che conosco poco.20160624_Sicilia_Iphone (3)da Palermo a Sciacca sulla SS624,
Qualche foto del mio viaggio dove c’è storia e dove c’è natura!

20160624_Sicilia_Iphone (19)20160624_Sicilia_Iphone (18)Palazzo Tagliavia San Giacomo20160624_Sicilia_Iphone (20)in Piazza Scandagliato una siepe di Magnolia grandiflora20160624_Sicilia (43)la veduta dal nostro alloggio a Sciacca20160624_Sicilia_Iphone (32)Verso Akragas, l’antica città. Agrigento la Valle dei Templi 20160624_Sicilia (7)Tempio di Giunone20160624_Sicilia_Iphone (27)Tempio della  Concordia

Contrasti forti.
Il tempio in stile dorico e la scultura in bronzo raffigurante Ikaro caduto di Igor Mitoray, opera del 2011
sotto
le fondamenta del Tempio di Zeus e sullo sfondo l’agglomerato della città di Agrigento20160624_Sicilia_Iphone (30)Ritornando a Sciacca ci siamo fermati a Porto Empedocle ad ammirare la Scala dei Turchi. Una falesia viva costituita da uno sperone di marna bianca a picco sul mare.
Il contrasto tra il bianco della marna e l’azzurro del mare e del cielo è molto suggestivo.

scala dei Turchi

scala dei Turchi

 

falesia

falesia

20160624_Sicilia_Iphone (9)A fine giornata un bicchiere di Grillo, vino bianco leggermente fruttato e su crosta di sale un filetto di sarago e gambero rosso di Mazara.

…il viaggio continua