#fioridivenerdì – – – – – – – a Milano un giardino di tulipani u-pick

Ah certo che mi sono presa un bella gatta da pelare …volervi parlare del tulipano.Conosciuto in tutto il mondo per la sua bellezza e per la sua facile coltivazione, il tulipano è amato da tutti, e innumerevoli sono i testi, manuali, quadri, fotografie e mostre a lui dedicati.

Oggi mi limiterò a raccontarvi -attraverso le foto- del successo che sta riscuotendo il giardino di tulipani di Cornaredo.L’olandese Edwin e la sua compagna Nitsuhe hanno un sogno: rendere il giardino di tulipani il luogo più felice della zona di Milano, e creare il primo‘u-pick’ (tu raccogli) campo di fiori in Italia!

In  un campo di circa 1 ettaro hanno piantato -in autunno- circa 250.000 tulipani di 185 varietà!
E ora, sono fioriti e pronti da cogliere.
Chiunque potrà visitare il giardino e cogliere quelli che desidera. Scattare foto e rilassarsi tra i tanti e colorati tulipani

Dopo aver pagato il biglietto d’ingresso di € 3 (pari al costo di 2 tulipani) si potrà prendere un cesto o un secchio -in dotazione- e aggirandosi tra le aiuole raccogliere quello che più ci piace.  E prima di uscire si passerà alla cassa a pagare. Facile!


Ai lati del campo c’è il giardino espositivo (non per la raccolta), in ogni aiuola ci sono 50 bulbi di tutte le varietà, in ordine alfabetico. Queste varietà avranno un cartellino con il nome della varietà e un numero, che indica dove si possono trovare la varietà nel campo di raccolta.

curiosità sul tulipano
sapevate che nel 1636 il tulipano era quotato in Borsa?  Non sto a riscrivere la lunga storia. Non conoscendone tutti i particolari, mi documenterei prendendo spunti qua e là. Ma se siete interessati e curiosi di sapere che cos’è stata la Bolla del Tulipano, vi invito a leggerla qui.

Jean-Leon-Gerome-The-Tulip-Follyolio di Jean-Leon-Gerome-The-Tulip-Folly

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Grandi Giardini Italiani festeggia 20 anni

Da 12 a 124 giardini

foto web – alcuni dei giardini presenti nel network

1997- 2017, e Grandi Giardini Italiani festeggia questo importante compleanno  con l’ingresso nel circuito di nuovi 8 giardini:
Villa Parravicini Revel (Como) Parco Sola Cabiati (Gorgonzola, MI) Parco di Villa Annoni (Cuggiono, MI) Villa Grock (Imperia) Parco di Villa Ormond (Sanremo, IM) Parco delle Terme di Levico (Levico Terme, TN) Giardino della Rosa (Ronzone, TN) Casa Cuseni (Taormina, ME).

Ma non solo, per l’occasione, numerose sono le  iniziative in programma.
Fra queste segnalo la Mostra Grandi Giardini d’Europa in programma alla Venaria Reale (TO) nel 2018.

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Tutte le informazioni, il programma, gli eventi e la storia dei nostri giardini, si possono trovare consultando il nuovo sito qui. E sempre sul sito -per chi ama il cartaceo- è possibile acquistare la guida pratica e tascabile: Guida Grandi Giardini Italiani 2017.

Ma come nasce Grandi Giardini Italiani?

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Jude Wade, la fondatrice di Grandi Giardini Italiani, dotata di passione e determinazione, aveva in mente un progetto ambizioso, difficile e unico: far conoscere al mondo il nostro patrimonio artistico. Fatto di grandi giardini, castelli e tanta storia.  
E’ nel 1997  che nasce  il network con 12 grandi giardini e che oggi -con gli ultimi entrati, ben 8, sono arrivati a 124.
Jude Wade  ha saputo, attraverso gli anni, comunicare la sua passione e lavorare con grande professionalità.

Il network nel corso degli anni è riuscito a raggiungere tanti scopi che Jude si era prefissata. Come ad esempio: mettere a confronto i sistemi di gestioni delle singole proprietà per creare modelli utili per tutti. Creare una rete efficiente per farsi conoscere velocemente al mondo. Aprire i giardini al pubblico. Ritrovare nei giardini -come un tempo: musica, arte, teatri e feste. E non ultimo creare posti di lavoro qualificati in grado di sostenere e accrescere la proprietà come fossero piccole imprese.

Tanti auguri!!! A volte i sogni si avverano…

#fioridivenerdì- – – – – A Masino il cachepot viene dall’orto

A primavera oltre che nell’orto, piantai due piante di cetriolo vicino al bersó. Pensai che fosse più comodo averle a portata di mano. Piccoli cetrioli da raccogliere per una fresca insalata estiva o per un aperitivo. Ma ahimè proprio quelle le ho dimenticate …e nel frattempo, i piccoli cetrioli sono diventati giganti! Tanto che ho pensato di utilizzarli per farci un insolito cachepot da portare agli amici a Masino!

20161021_cetriolo_fiorito_masino-ottobre-Un posto migliore non poteva averlo. Fra stivali e il cesto degli attrezzi per l’orto il cachepot si sente proprio a casa!
I Giardini di San Maurilio
20161021_cetriolo_fiorito_masino-ottobre-90Le dalie di Susanna Tavallini donano un tocco elegante alla composizione country

20161021_cetriolo_fiorito_masino-ottobre-86Le meline -Malus Evereste-, le bacche o i cinorrodi delle piante di Maurizio Feletig rendono la composizione autunnale e intonata con il mood di Masino20161021_Feletig_masino-ottobre-21

Inserire nel pezzetto di spugna precedentemente bagnato: hydrangea macrophylla, H. Annabelle, Abelia, Acero rosso, Aster, Chasmanthium latifolium, Sedum, Craspedia globosa, Anemone, e ovviamente dalie e meline
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#fioridivenerdì- – – – – visita guidata all’Orto Botanico di Brera

20160607_orto_botanico_brera_Wape (37)APer la presentazione della nuova linea – completamente biologica -, VAPE ci ha invitato all’Orto Botanico di Brera. Sicuramente una scelta azzeccata, che ho gradito e molto apprezzato.

Prima di addentrarci tra i vialetti dell’orto, ho spuzzato VAPE DERM 100% ORIGINE VEGETALE SPRAY sulle braccia, collo e anche viso. La profumazione di eucalipto mi ha invaso. Il prodotto è delicato sulla pelle e il marchio CERTIQUALITY garantisce l’origine vegetale dei componenti della formula e dell’intero processo produttivo. La sua durata è di circa sei ore.

La linea si completa con lo stick, la lozione, le salviettine e la penna gel dopo puntura20160607_orto_botanico_brera_Wape (28)A
20160607_orto_botanico_brera_Wape (13)AAd aspettarci Manuel Bellarosa, il giardiniere e curatore dell’Orto, simpatico e preparato alle infinite domande. Brevemente ci ha narrato la storia dell’orto, la nascita, alcuni aneddoti legati alla città di Milano e poi via via che percorrevamo i vialetti cosparsi di lolla di riso – serve a non far crescere le infestanti – , ci indicava piante note e alcune sconosciute. Ci invitava a strofinare tra le dita -in modo delicato- le foglie delle aromatiche, per sentirne il profumo. Ci ha raccontato dei grandi Ginko biloba, la sua meravigliosa foglia è l’emblema dell’orto. Dei suoi fiori e dei suoi frutti, e del loro profumo, più che un profumo un olezzo.20160607_orto_botanico_brera_Wape (35)A

Il clima era giusto per visitare un orto. Non c’era il sole e stava quasi per piovere. I colori  delle fioriture erano stupendi. Le Hydrangee fiorite, molto avanti rispetto alle mie anche se erano le 19 passate,  sotto l’ombra dei grandi alberi avevano un colore brillante che ben spiccava con la cornice verde tutto intorno . Il rosa delle H. Invincibelle e i bianchi delle H. quercifolia erano accesi.20160607_orto_botanico_brera_Wape (27)A

Un cespuglio con belle infiorescenze ha destato la mia attenzione.
Un ippocastano a cespuglio: Aesculus parviflora Walt e Manuel con orgoglio ci dice che l’ha visto -oltre qui- solo in Inghilterra!20160607_orto_botanico_brera_Wape (25)A

20160607_orto_botanico_brera_Wape (16)A20160607_orto_botanico_brera_Wape (31)Ai mattoni troppo cotti, vetrificati, che invece di buttarli sono stati usati per delimitare le aiuole
20160607_orto_botanico_brera_Wape (26)AAlla fine del giro, ho apprezzato il mohito analcolico e ho posato gli occhi sull’elegante e ricco buffet! Molto buono e ben servito. Grazie!

#fioridivenerdì- – – – – autunno, che spasso tra le foglie

L’AUTUNNO che invoglia.
Oggi niente fiori, ma foglie. Gialle, arancio, rosse …

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Una giornata calda e soleggiata come questa non capita spesso e sicuramente è stato l’Hamamelis davanti alla finestra del mio studio che mi ha spinto ad uscire e a rimanere in giardino fino al tramonto.
Con le sue foglie gialle calde mi rallegra e mi fa compagnia quando sono davanti al mio computer.
Anche le foglie delle rosa rugosa stanno pian piano ingiallendo passando dai verdi un po’ acidi ai gialli.

Le foglie delle hoste anch’esse gialle e un po’ mangiate dalle affamate lumache sanno d’autunno.
Mentre raccolgo le foglie di magnolia grandiflora per un piccolo bouquet da portare a Monica, raccolgo anche le pigne che – bellissime – quest’anno in quantità, punteggiano tra le foglie verdi.

Il tappeto di foglie sotto al caco è una meraviglia, da farci una cartolina.

Che altro di giallo in questa stagione qui? Sicuramente anche il ciliegio. Le sue foglie verdi leggere stanno virando al giallo paglierino. Apprezzo molto le betulle, leggere, che con i suoi rami penduli con ancora qualche fogliolina, creano un effetto tenda sul sentiero che porta al prato.

#fioridivenerdì- – – – – un arco di rose per il Garden Gate

ATTRAVERSO  questa PORTA ho incontrato degli amici
Garden gateGaleotta fu questa meravigliosa immagine, che vista su Facebook mesi fa, mi ha permesso di conoscere prima virtualmente poi di persona Elisabetta e il suo compagno.

Pensando avessero un vivaio di rose scrissi loro se era possibile visitarlo. Invece …20150606_Elisabetta.Bazzarone (47)A

Elisabetta mi rispose:
No, non abbiamo un vivaio …solo una passione viscerale per le rose …a noi piace molto il cottage garden e il nostro giardino è così …le piante sono libere, si incontrano, scontrano, dialogano in continuazione, e poi le rose non sono mai abbastanza …
Se vuoi puoi comunque venire a vedere il giardino..qui non troverai siepi squadrate e giardino a campionario …è il risultato del lavorio continuo mio e di mio marito, dieri che è il risultato del nostro Amore … c’ è ancora molto da fare, ci piacerebbe avere tante perenni ed erbacee che non abbiamo

E così che io e la mia amica Anna, un sabato mattina di buon’ora, ci siamo dirette nel canavese a Castellamonte. Ad attenderci Elisabetta e il suo compagno e un paradiso.
Un luogo tranquillo, molto curato, e creato con Amore come dice la padrona di casa. 20150606_Elisabetta.Bazzarone (60)AOltre alle rose , tante, 600 piante, bellissimi treillage, vasi Versailles, la casetta verde in legno con la panchina per sostare ad ammirare le rose e anche una stia molto carina per le galline. Tutto realizzato in casa dal progetto alla realizzazione.20150606_Elisabetta.Bazzarone (73)ADopo aver visitato il giardino la visita è proseguita all’interno della casa dove un buonissimo tè allo zenzero e una focaccia fatta in casa, si era fatto ormai mezzogiorno ci attendevano!20150606_Elisabetta.Bazzarone (66)ALe rose fiorite erano molte con tanti i diversi profumi. Una delizia. Una fragranza che ci ha accompagnato fino a casa.20150606_Elisabetta.Bazzarone (57)A

 

600 rose

 

La lotta contro le lumache io la faccio utilizzando il rame

Si lo so mi direte: il rame è costoso, ma vi assicuro: FUNZIONA, tanto che riesco a confezionare dei bouquet con le foglie delle mie Hoste!

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Quasi quasi avevano vinto loro! Chi? Le lumache e le limacce!!! Mi avevano fatto passare la voglia di fare l’orto! L’anno scorso -più precisamente l’estate scorsa- è stata piovosa e loro hanno spadroneggiato nel mio orto lasciandomi niente da mangiare! Che rabbia!!!

La lotta la si può fare. Ma qual’è il modo più giusto?
Dunque il metaldeide, quello blu, come viene chiamato, è sconsigliatissimo – a ragione – è dannoso per gli animali che vivono con noi ma anche la per le verdure che poi mangeremo e tra l’altro se piove non è efficace!!!
Andare nell’orto di sera con la pila per schiacciarle sotto i piedi o raccoglierle per buttarle in un secchio con acqua salata non fa per me! Mi conosco lo farei due sere ma poi la pigrizia avrebbe il sopravvento.
Negli anni ho interrato i vasetti vuoti degli yogurt  -meglio piccole bottiglie- contenente la birra.
Ho provato con la cenere, i gusci spezzettati d’uovo, la carta abrasiva, i fondi di caffè … ma poi i metodi naturali, quando piove -spesso-, lasciano un po’ il tempo che trovano.Hosta

Ultimamente utilizzo un’esca organica granulare a base di fosfato di ferro. Oltre a non essere tossica, se non ingerita dalla lumaca, si decompone diventando fertilizzante! La spargo attorno alle piante, e posso annaffiare tranquillamente perché resiste all’acqua anche dopo ripetute bagnature, fino a due settimane.

Quest’anno è l’anno del rame: provo anche questo e poi credo di aver provato con tutto.

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Sembra che il rame riesca a tener lontano le lumache dalle piante. Il solo contatto provoca loro uno elettroshock!  In commercio esistono degli anelli in rame di misure diverse, dei nastri da adesivare ai vasi ed anche una recinzione in filo di rame.

source

Ho chiesto all’amico lattoniere di ritagliarmi – dai suoi scarti – , delle strisce di rame larghe 10/15 centimetri. Alcune le ho usate per  le aiuole dell’ insalata, del basilico, dei fiori e in giardino attorno alle foglie dell’Hosta. Con le altre ho formato degli anelli dove al centro ho piantato la piantina o il cespo di insalata.
La larghezza deve essere di 15/20 centimetri, perché ho letto che le limacce sono delle  acrobate in grado di superare la barriera!!!

Va detto che con il passare del tempo il rame si ossida perdendo la sua proprietà, ma basterà pulirlo con dell’aceto e ritornerà efficace!

 Provateci! Ci risentiremo a fine estate, sono curiosa di sapere le vostre opinioni!