#iorestoacasa e vi presento ‘In Bella Mostra’

Lieve è l’oprar se in molti è condiviso.
(Omero)
ma mi piace anche:
Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati.
(Michael Jordan)

Per chi li non li conoscesse, ve li presento:
sono Mario Mariani e Matteo Boccardo del Vivaio Central Park.
Pochi giorni fa, nonostante questo momento difficile e surreale, hanno avuto la voglia e l’idea di aiutare la nostra grande famiglia verde, di vivaisti e paesaggisti, facendoceli conoscere tutti!
E’ nata: In Bella Mostra:
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“Ciao a tutti, inizia un nuovo progetto per noi
siamo un gruppo di professionisti nel mondo di piante e giardini e vogliamo condividere con voi la bellezza ed i colori del nostro mondo. Pubblicheremo in questo spazio foto e video del lavoro di vivai e paesaggisti.
Aiutateci a colorare i social seguendoci e invitando i vostri amici!Piante e giardini dai migliori professionisti.
Questa pagina nasce per colorare i nostri monitor con belle immagini ed aiutare ad avere piu visibilità i vivai e i realizzatori di giardini artigianali”
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Solamente in pochi giorni la pagina ha già superato i 1500 like e la grande famiglia verde si allarga!!!

Con In Bella Mostra potete sognare vedendo la nostra primavera che nonostante tutto avanza, potete conoscere piante e fiori vecchi e nuovi, visitare virtualmente i nostri luoghi di lavoro, potete parlare con noi.
Ma soprattutto potete aiutarci a condividere tanta bellezza e tanto lavoro!

Grazie di

Domani seminiamo insieme i pomodori

Termina domani la luna calante e, secondo la tradizione, è il momento ideale per seminare in semenzaio melanzane, peperoni e pomodori; di piantare insalate e cicorie da taglio, ravanelli, piselli, cipolle e patate. Semineremo insieme domani, e oggi vi faccio conoscere un produttore di pomodori eccezionale.

In una delle ultime edizioni autunnali di Masino, passeggiando nel viale centrale della mostra ho conosciuto Michael Schick. Ad attirare la mia attenzione è stata la sua vasta e colorata esposizione di pomodori.
Oltre centinaia di varietà di pomodori creavano una mise en-place golosa, di grande effetto e imperdibile…

La scelta è stata ardua, ce n’erano veramente tanti, grandi, piccoli, tondi, medi, gialli, rossi, e neri ed alcuni piccolissimi come mirtilli come: ‘Small Ball’, ‘Red Spoon’ e io ho scelto secondo il colore, la forma e quello che ho potuto capire dalle sue gentili spiegazioni.

Oggi nel frattempo ho preparato le etichette.

Michael Schick da oltre 20 anni è stato contagiato da una passione: la raccolta e conservazione delle varietà antiche e nuove di pomodoro, provenienti da tutto il mondo. Ne conta circa 700, di tutti i  colori, forme e dimensioni: se ami il pomodoro la sua scelta è invitante.
Ogni pomodoro esposto ha il suo nome e cognome e relativa bustina di semi che puoi acquistare per coltivarli nel tuo orto.
www.naturerlebnisgaerten.de

Il pomodoro più buono è quello che si raccoglie nel proprio orto. Chissà perché?
Io penso perché lo si raccoglie al momento giusto, quando giunto a maturazione, il suo sapore è quello che ci ha promesso sul cartellino.

Vi aspetto domani con terra, semi, cartellino e contenitori.

Una bulbosa al giorno: conosciamo il Leucojum

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.
(Khalil Gibran)

Il genere Leucojum contiene solo due specie, L. aestivum e L. vernum. Oggi al limitare del bosco in zona umida ecco che ho scorto le piccole campanelle bianche: sono i fiori di L. vernum.

source

Chiamato anche Campanelle, il Leucojum è una bulbosa perenne e rustica con fiori aggraziati, molto particolari e leggermente profumati. In Italia cresce spontaneo nelle regioni del Nord, in Molise e anche in Abruzzo.

I suoi fiori sono di colore bianco ad eccezione della punta macchiata di verde o giallo. Raggiunge un’altezza massima di 35 cm, ma di solito allo stato selvatico si presenta molto più piccolo. Ha foglie di color verde scuro, lineari con punta arrotondata.
Finita la fioritura si forma un frutto a forma di capsula che ricorda una pera in miniatura.

Nella composizione floreale non viene quasi mai utilizzato, per l’occasione ho provato a realizzare una piccolissima spilla da appuntare alla mia giacca per la cena di questa sera.

Solo negli ultimi tempi, in alcuni garden specializzati e attenti alle fioriture semplici, lo si trova in vasetti già fiorito.
Se invece volete cimentarvi nella coltivazione, potete acquistare i bulbi presso Floriana BulboseNote colturali:
In giardino scegliete una posizione di mezzombra con terreno molto umido, per avere un buon risultato occorre ricreare il suo habitat. A settembre interrate i bulbi alla profondità corrispondente a due o tre volte la loro altezza.

In vaso non dà buoni risultati.

Ricordate che una volta fioriti, i bulbi hanno finito il loro ciclo vegetativo e non vanno più annaffiati al fine di non snervarli.

Una bulbosa al giorno: conosciamo il giacinto orientale

“Vorrei poterle mostrare i Giacinti che ci mettono in imbarazzo con il loro incanto, anche se avere soggezione di un fiore forse è insensato – ma la Bellezza è spesso timidezza – forse ancora più spesso – sofferenza.”
(Emily Dickinson)

Hyacinthus orientalis è una bulbosa perenne molto conosciuta e apprezzata per il suo intenso profumo, per i suoi fiori colorati e per la sua resistenza alle basse temperature.

Il giacinto per i suoi colori accesi -bianco, rosa, rosso, violetto e perfino blu- è molto utilizzato sia in giardino per formare aiuole, che nei vasi per adornare terrazzi o balconi.
Nella composizione floreale lo si utilizza per comporre cesti, centrotavola o petit-cadeau, come quelli in foto. Solitamente lo si accompagna al muschio che ne esalta la sua bellezza.

Nei garden già a fine novembre si trova fiorito, sono bulbi forzati, lavorati per essere fioriti prima del loro periodo, che solitamente coincide con la primavera. Il colore del vasetto determina il colore del fiore.

Mi è stato chiesto di preparare un ‘pensiero fiorito‘ da regalare alle amiche della padrona di casa. L’occasione è stata una cena a base di cassoeula -piatto tipico della cucina lombarda- dove la verza è la protagonista della pietanza.
A tal proposito ho preparato un segnaposto che poi è diventato il petit-cadeau per le signore. Ho ricoperto il vasetto di giacinto con una foglia di verza, l’ho fermata con dello spago animato e colorato, e ho ricoperto la base del vasetto con un pochino di muschio.
Infine ho personalizzato il segnaposto con un cartellino hand-made.

Note colturali:
In giardino scegliete una posizione di mezzombra e interrate i bulbi da novembre fino a metà dicembre in gruppi (5/7/9), contornateli di altre bulbose come scille, mini tulipani e crocus. Quando saranno fioriti sembreranno grossi e colorati mazzi floreali. Una volta sfioriti potete lasciarli nel terreno.

In vaso: interrate i bulbi ad una profondità pari ad una volta e mezzo la loro altezza e a una distanza tra di loro applicando il criterio “uno sì, uno no”. Innaffiate con regolarità durante il ciclo vegetativo somministrando un concime complesso liquido a dosi inferiori rispetto a quelle indicate sulla confezione. I bulbi in vaso devono essere dissotterrati ogni anno, asciugati all’ombra e conservati in un luogo areato fino all’autunno successivo.

Ricordate che una volta fioriti, i bulbi hanno finito il loro ciclo vegetativo enon vanno più annaffiati al fine di non snervarli.

Una bulbosa al giorno: conosciamo la calla

LE CALLE SONO COSI BELLE DA SEMBRARE FINTE.
(Carmen Llera Moravia)

Zantedeschia meglio conosciuta come Calla, in Africa -sua terra d’origine- è una pianta erbacea con forma a cespuglio, perenne, molto resistente e sempreverde. Nelle nostre zone invece, dove il clima è freddo, la calla si comporta come una pianta decidua.

La più conosciuta è sicuramente la calla a fiore bianco Z. aethiopica, ma in natura ne esistono altre specie, a fioritura precoce o tardiva. A fiore giallo come Z. elliottiana, a fiore blu come Z. schwarzwalder, a fiore giallo zolfo come la Calla nelsonii.

Il suo fiore elegante e molto duraturo sia sulla pianta che reciso, è molto apprezzato nell’arte della composizione floreale. Inoltre sempre per la sua resistenza, bellezza e versatilità, è spesso utilizzata per decorare parti di giardino: come i bordi delle piscine o dei laghetti.

Note colturali:
Di facile coltivazione la calla dà buoni risultati sia in vaso che in piena terra. La scelta va dalle piantine che potete trovare in serra, oppure dai bulbi da interrare in vaso o direttamente in giardino.

In vaso: riempiamo con del terriccio universale un vaso di 25-30 cm di diametro, posizioniamo il bulbo a 7-10 cm di profondità e ricopriamo con dell’altra terra.
In piena terra: dovremo prima di tutto lavorare il terreno con una vanga per smuoverlo e renderlo leggero, unire del concime organico, interrare il bulbo e procedere come fatto nel vaso.

La fioritura della calla -generosa e aggraziata- a seconda della specie va da maggio a settembre. I fiori crescono sulla sommità di lunghi steli e sono formati da un’unica foglia imbutiforme. Il fiore viene chiamato ‘spata‘ e racchiude al suo interno lo spadice di colore giallo vivo il cui aspetto ricorda molto quello di una spiga.

Una bulbosa al giorno: conosciamo il Cyclamen coum

Il Cyclamen coum (ciclamino dei boschi) è un ciclamino precoce molto generoso nella sua fioritura, quasi indispensabile per avere un giardino fiorito in ogni mese dell’anno.
Un regalo nel periodo invernale che si può utilizzare per le nostre composizioni floreali.
Direte che è un peccato reciderne i fiori, quest’anno sono pochi, ma già l’anno prossimo saranno molto di più.

Per dar risalto a questo bellissimo e minuscolo fiore ho scelto dei vasi segnaposto in vetro da mettere direttamente sul piatto nero.
Ho pensato a un modo carino per servire il dolce durante la cena di San Valentino.
Questa mattina con gli scarti della centrifuga ho realizzato dei muffin a forma di cuore.
Per me è stata la prima volta, e devo dire che sono molto buoni e leggeri.

Note colturali:
Se volete provare a coltivare questa varietà di ciclamino, scegliete una zona del giardino ombrosa/luminosa e un po’ umida, dove quasi sicuramente ci sarà un terreno fresco e profondo, ricco di materia organica e di elementi nutritivi che favoriscono a questi bulbi una lunga fioritura ed il loro habitat ideale.

Io li ho piantati l’anno scorso sotto alle piante di Camelie, anche se starebbero meglio sotto ad alberi decidui.
Interrate i tuberi ad una profondità di 3-5 centimetri e ad una distanza di 8-15 cm.

Potete anche coltivarli sul balcone o terrazzo, sappiate però che periodicamente i tuberi vanno dissotterrati spostando i piccoli in vasi singoli.

Fiorisce a inizio dell’inverno con fiori bianchi o rosa o rossi. Come tutte le bulbose finito il periodo vegetativo va a riposo seccando sia i fiori che le foglie.
A tal proposito vi suggerisco, se siete distratti come me, un piccolo accorgimento per ritrovarli l’anno seguente. Piantateli vicino ad altri fiori a fioritura invernale, come gli ellebori, oppure segnalate la loro presenza con dei bastoncini.

Solitamente conosciamo del ciclamino la varietà ornamentale, che è più grande (a destra un fiore del mini-ciclamino) e che produce un maggior numero di fiore, ma che è più delicata.
Poco resistente alle basse temperature il vaso di ciclamino va tenuto preferibilmente all’interno durante la stagione fredda, se non si vogliono sciupare i suoi bei fiori.

abbinamenti in giardino:
potete accostare i ciclamini alle primule, un matrimonio perfetto per ragioni ornamentali, ma soprattutto per motivi colturali.

Le rose e le peonie di Teresa

Ci siamo conosciute tre anni fa a Orticola in occasione dell’uscita del libro: Il Giardino Svelato (ne ho parlato qui), con Teresa siamo entrate subito in sintonia, e come succede in questi casi è scattata la solita frase:
‘chissà che meraviglia il tuo terrazzo…’

L’invito è arrivato subito, ma una volta non potevo io, l’altra forse non poteva Teresa, fatto sta che quest’anno libere tutte e due, ho deciso di andare vincendo e sfidando la pioggia, ma un po’ anche la vergogna… arrivo, a patto che mi vieni a prendere: otto piani in ascensore da sola per me sono tanti.

Arrivata in terrazzo sono rimasta a bocca aperta per i colori e per la grandezza delle piante tutte in vaso e non in fioriera.

Grandi rose sarmentose si alternano a quelle a cespuglio coprendo tutto il perimetro del terrazzo. Come in un vero mixer-border si incontrano colorate e leggiadre erbacee perenni e piccoli arbusti.
Sono stata colpita dalle aquilegie che svettando tra le grandi corolle delle rose e peonie alleggeriscono la cornice fiorita.

E poi ci sono loro: le peonie: alcune le riconosco, per le altre chiedo alla padrona di casa.

Ho apprezzato e capito perché è cosi famosa Paeonia ‘Sarah Bernhardt‘. Sicuramente la sua dimensione e il suo profumo fanno si che sia apprezzata da oltre 100 anni.

Io la utilizzo recisa per la sua lunga durata, ma così grande non mi capita mai di averla.

Ma non solo rose e peonie si trovano sul terrazzo: Cotinus Coggygria, un Fico, un Ciliegio, delle Clematis e la famosa Hydrangea Invincibelle che è molto più avanti rispetto alla mia, che vive in piena terra in giardino.


La scelta di avere un terrazzo molto fiorito è audace, e Teresa nel suo libro e sul blog ce ne parla e ci spiega le difficoltà, ma anche le soddisfazioni, che una passione cosi grande riesce a dare.

E’ appena uscito il loro secondo libro: ‘ Il Giardino Pigro’, sempre curato da Laura Caratti. La mia prossima lettura.