#fioridivenerdì- – – – – – bulbo di amaryllis o hippeastrum?

Non posso mai lasciare incustodito il tavolo di lavoro, che arriva subito Fuchs a curiosare.
Mi ruba legnetti, pigne, muschio e a volte anche la mia rocca di corda lanata.

Quest’anno ho un debole per l’amaryllis bianco. Che sia un fiore elegantissimo, profumato, facile da utilizzare e che duri tantissimo da reciso, si sa, ma che stia bene anche con le cassette in stile country che solitamente realizzo per i miei matrimoni, onestamente non ci speravo.

Ho provato ed il risultato finale mi è piaciuto cosi tanto, che l’ho utilizzato per la mia nuova locandina di “Aspettando il Natale”, il consueto workshop natalizio. Per l’occasione ho messo il mio nome sulla cassetta!
Ovviamente i fiori che vedete li ho acquistati recisi, è ancora presto per avere bulbi fioriti.

Natale is coming e se volete avere bulbi fioriti per il periodo delle feste, potete recarvi presso i fioristi o i garden ed acquistare i bulbi di Hippeastrum -scambiati quasi sempre per Amaryllis- già avviati, vale a dire con un accenno di crescita. Posizionateli in serra fredda, se non l’avete, la cantina o il piano scala andranno benissimo, e verso la fine di Novembre, portateli in casa ed iniziate a bagnarli un pochino. Con la loro crescita vigorosa, fioriranno giusto in tempo!

C’è gran confusione tra Amaryllis e Hippeastrum, il primo è sicuramente più noto, si dice che sia un po’ colpa del nome di quest’ultimo, difficile da ricordare.

L’Amaryllis è una pianta bulbosa di origine sudafricane, importata in Europa nella metà del 600 da navigatori portoghesi. Il suo bulbo è di grandi dimensioni, lo si coltiva in piena terra o in vaso. A seconda della varietà, i fiori trombiformi possono essere più o meno grandi e di diversi colori. Bianco, rosso, rosa e screziato. La coltivazione non ha molte esigenze, ama posizioni assolate in pieno sole o mezzombra, nelle zone a clima invernale rigido, si coltiva al riparo di un muretto esposto a Sud, riparate il terreno con una pacciamatura di foglie secche.
L’Hippeastrum anch’esso un bulbo, invece proviene dal Sud America. Per la sua facile coltivazione, sono stati creati diversi ibridi con risultati eccellenti. Anch’esso lo si trova in svariati colori.
E’ il classico bulbo che si può forzare per anticipare la sua fioritura che avviene in primavera  e che si trova in questo periodo.

Come detto sopra è un fiore che dura tantissimo sia in pianta che reciso.

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un clematis dai fiori blu e profumati per il giardino di ottobre

Ad impreziosire la mia aiuola (qui) di Aspirine Rose, lavande e geranium, una Clematis erbacea dai fiori blu e profumati.Siamo soliti pensare alle clematis come piante rampicanti, a foglia caduca -quasi tutte-  e quasi sempre molto vigorose. Le ammiriamo quando si arrampicano su tralicci, ricoprono porzioni di muro o vecchi tronchi di alberi. Hanno fiori di vari colori e dimensioni ed alcune dopo la fioritura si ricoprono di ‘pappi’ simili a dei leggeri piumini.

Cercavo un cespuglietto leggero da mettere nell’aiuola che avesse piccoli fiori. Ed ecco che a un’ Orticola di anni fa la trovai da Beatrice Consonni. Piantata sulla destra dell’aiuola, Clematis heracleifolia “Wyevale” era quello che cercavo!
Oggi l’aiuola è adulta e la clematis con i suoi piccoli fiori azzurro chiaro -simili a quelli dei giacinti- che fanno pendant con quelli del geranium ci sta benissimo! Anche la sua forma contenuta, leggera e la sua altezza massima di 1 metro, è ben proporzionata e si integra bene con i cespugli delle Aspirine Rose.
Inoltre il suo profumo delicato mi accompagna quando rincaso. 

Clematis heracleifolia “Wyevale” è un’erbacea perenne, proveniente dalla Cina, vigorosa e robusta. Nelle nostre zone resiste bene anche in inverno, quando le temperature minime scendono sotto lo zero. Si adatta bene in qualsiasi terreno da giardino, umido, meglio se poco calcareo. Predilige zone luminose con sole del mattino. Non necessita di potatura, in quanto d’inverno la parte aerea secca del tutto.
Si pianta da ottobre fino a maggio.

Domani  inizia Orticolario, la grande kermesse floreale del lago di Como che si svolge a Cernobbio.  Un’occasione -se vi è piaciuta questa insolita clematide- per cercarla dai vivaisti di erbacee perenni, di rampicanti e ovviamente da chi vende solo clematidi.
E …se non la trovate, ricordate che le mostre d’autunno sono appena iniziate!!!

Rientro con tante bacche viola

Buongiorno e ben ritrovati!
Sono stata assente perché avrei voluto cambiare look al blog. L’idea era quella di inglobare il sito per farne una cosa sola. Un restyling in piena regola. Come quando viene voglia di tagliarci i capelli 🙂
Ci ho pensato tutta estate e alla fine l’idea non mi ha convinto! E oggi a due mesi esatti dall’ultimo mio articolo, riprendo a scrivere cose serie e semiserie.
Ho rinnovato un pochino il sito -la parte professionale e seria di me- che però non potrebbe esistere senza le piccole composizioni naturali che sperimento e che vi propongo qui o durante gli workshop.
In questi anni di passeggiandoingiardino -ben 5- ho conosciuto tante persone che mi hanno dato fiducia e che continuano ad incoraggiarmi ad andare avanti!
Grazie di ❤
In tanti mi avete chiesto:
il blog è fermo? Non hai più voglia di raccontarci le tue passeggiate in giardino?

Nient’affatto ed eccomi a parlarvi della Phytolacca.Arriva dal nord America questa erbacea perenne dalle belle bacche nere lucide  La sua adattabilità e crescita molto vigorosa, le ha permesso una rapida diffusione diventando un’infestante su quasi tutto il territorio italiano, adattandosi a qualsiasi clima e zona. La troviamo in zone assolate ma anche in quelle ombrose, su terreni ricchi o poveri, in zone siccitose o umide.
E’ a fine estate che con un’altezza di 2.5/3 metri raggiunge il suo massimo splendore. Il fusto è eretto e lignificato solo alla base, i suoi rami sono numerosi, succulenti e lunghi, tanto che le danno un portamento ricadente. Ha foglie lunghe una ventina di centimetri, di forma lanceolata, di un bel verde chiaro. La sua fioritura che continua per tutta l’estate è composta da piccoli fiori bianco- rosa, disposti a grappoli, detti racemi.

Ma sono le sue bacche a rendere la Phytolacca una pianta interessante e particolare. I fiori si trasformano in frutti, dapprima di un bel verdino brillante, per poi virare ad un viola porpora fino a diventare -in questo periodo ad avvenuta maturazione- quasi nere.

Le sue bacche sono sempre state utilizzate come colorante o per tingere i capi di lana. La Fitolacca Americana viene utilizzata come pianta officinale per la sua azione purgativa ed antinfiammatoria contro batteri, funghi e virus di varia natura; inoltre stimola il sistema immunitario.
Pianta e bacche non commestibili!Vi aspetto domani con la consueta rubrica #fioridivenerdi con una composizione che avrà come protagonista la Phytolacca.

trucchi e consigli per i fiori recisi

Luglio è da sempre il mio mese preferito, lo amo per la bella temperatura e per le serate lunghe e chiare che invitano a restare all’aperto fino a tarda sera. Si cena in terrazzo o in giardino, e il più delle volte è un’occasione per fare festa con amici vecchi e nuovi!
Anche se il clima di questi giorni è caldo e afoso, non rinuncio però a recidere qualche fiore del mio giardino per decorare la tavola o arredare un angolo del portico.
Ecco allora qualche consiglio di cosa e come fare per mantenere più a lungo i fiori recisi.

Prediligete il mattino presto o la sera tardi per recidere i fiori, quando l’aria è fresca e i gambi non sono ancora stressati dal caldo della giornata. Assorbiranno meglio l’acqua.
Utilizzate cesoie affilate, pulite  e sterilizzate, praticate il taglio netto in modo obliquo e prima di immergere i fiori in acqua, togliete dal gambo le foglie che saranno sotto il livello dell’acqua.

A seconda delle varietà dei fiori, le modalità per la loro conservazione varia, vediamo come:

fiori appassiti
Se il fiore appare appassito provate ad immergere tutto lo stelo in acqua tiepida per 3/4 ore, o sino a che non si sia ripreso del tutto. Utilizzate dei secchi di zinco. È un sistema particolarmente adatto per le rose. Se le rose hanno un gambo lunghissimo, e non avete un vaso cosi’ alto potete sdraiarle nella vasca da bagno!

gambi legnosi
I fiori a gambo legnoso – vedi lillà, viburni, ortensie, …- hanno difficoltà ad assorbire l’acqua. Prima di disporli nei vasi, potete schiacciare l’estremità dei gambi con un pestello o un sasso; praticare con il coltellino delle incisioni di 3/4 centimetri sempre all’estremità del gambo; oppure immergerli in acqua bollente. In questo modo le spore si chiuderanno trattenendo la linfa. Ottimo per le rose, le foglie di piante tropicali, le euforbie, ecc.

stelo cavo
I fiori a stelo cavo come gli amaryllis, i delphinium, i lupini, ecc,  si capovolgono e si riempie d’acqua lo stelo, chiudendolo poi con un batuffolo di ovatta umido o carta velina. Questo evita il formarsi di bolle d’aria che impedirebbero l’assorbimento dell’acqua. Oppure recidete i gambi direttamente sotto l’acqua per evitare il formarsi delle bolle d’aria.

bucare lo stelo
Può succedere che nonostante gli accorgimenti presi, il fiore una volta posto nel vaso, tenda ad avvizzire ugualmente. Quasi sicuramente nello stelo si sono formate delle bolle d’aria. Lasciando il fiore immerso nell’acqua, praticate dei fori nello stelo ogni 4 centimetri -due dita- con un ago.
Un sistema molto valido per i tulipani.

E ora arriviamo a come mantenerli 
Una compressa di aspirina sciolta nell’acqua del vaso la mantiene piuttosto limpida e prolunga la vita dei fiori recisi. Anche un cucchiaio di aceto o succo di limone vanno bene. Valide sono le polverine specifiche da sciogliere nell’acqua -le bustine- che si trovano in commercio, particolarmente utili per fiori rari e costosi. Inoltre ogni giorno aggiungete acqua fresca e  non gelata  a quella esistente, e senza smontare tutta la composizione floreale, sostituite i fiori avvizziti con quelli freschi!

sciroppo con i fiori di sambuco

Brindiamo all’inizio dell’estate con una bevanda rinfrescante, buona e genuina. Nel bosco ho raccolto i fiori di sambuco per fare il famoso sciroppo.

Anche nel mio giardino c’è un grosso cespuglio di Sambuco, onestamente, si trova nel bosco oltre la rete di recinzione, ma la rete è nascosta dalla siepe informale, e io da sempre lo considero mio. Nelle notti di maggio e giugno, al culmine della sua fioritura, lo illumina creando un’atmosfera magica.

Il Sambucus nigra  o sambuco comune è un arbusto perenne, a portamento eretto, deciduo. Cresce spontaneo in Italia -in ambienti ruderali- lungo le strade, le linee ferroviarie e nei boschi umidi.Da maggio fino a giugno fiorisce, e da cespuglio verde diventa tutto bianco. Le infiorescenze, corimbi, sono formati da minuscoli fiori a forma di piccole stelle color bianco-panna, profumatissime, che ricordano il muschio. Hanno una dimensione di 10 centimetri circa, ma alcune piante producono fiori molto grandi, larghi fino a 20 centimetri!

I fiori lasciano il posto ai frutti, drupe rotonde (bacche), nere e lucide. Si raccolgono a fine estate per preparare gelatine e confetture.

foto web

Oltre al Sambuco comune, presso i vivai specializzati in arbusti, è possibile reperire delle varietà interessanti da inserire nei nostri giardini. Io sono stata attratta da Sambucus nigra ‘Black Lace’. Bellissima cultivar di sambuco che ha la caratteristica di avere foglie frastagliate, sottili, di colore porpora-nero e fiori che nascono rosa per poi andare sul classico colore bianco. Ha dimensioni leggermente più contenute della specie. Ama terreni fertili e ben drenati in posizione soleggiate. L’ho piantato vicino al vecchio fico, dove c’è un’ombra luminosa, perfetta per le sue foglie colorate, che si conservano meglio.

Ancora una volta ho provato a realizzare una composizione floreale, ma purtroppo ho constatato che il fiore reciso non dura, appassisce subito. Peccato! Con il suo dolce profumo ed il suo portamento morbido, si potrebbero realizzare deliziose composizioni per le tavole estive.

Gratificante invece è lo sciroppo. Facile da preparare, buonissimo da bere con acqua ghiacciata.
Che soddisfazione!!!
L’ho servito al mio ultimo Workshop di stagione: Decorare con rose e peonie ed ha avuto un gran successo, tanto che le partecipanti -ormai tutte amiche- mi hanno chiesto la ricetta che lascio anche a voi!

Tempo di preparazione: 15 minuti + 48 ore di riposo + 15 minuti di cottura
Ingredienti:
– 30-40 grappoli di fiori di sambuco;
– 6 limoni biologici;
– 1/2 litro di acqua;
– 1,5 kg di zucchero (potete usare anche lo zucchero grezzo di canna);
– 2 cucchiaino di aceto di mele biologico
Preparazione:
Pulite i fiori di sambuco dai rametti verdi più grossi e lavateli delicatamente sotto l’acqua fredda.
Lavate i limoni, spazzolate la buccia
Tagliate i limoni a fettine eliminando le estremità.

In un recipiente capiente con coperchio a chiusura ermetica (io uso dell Tupperware), mettete alternando i fiori con le fettine di limone e coprite con il mezzo litro d’acqua.
Lasciate macerare il tutto per circa 48 ore in un luogo fresco o in frigorifero.
Trascorso il tempo filtrate con un colino a trama fitta , quello che ottenete sarà quasi lo sciroppo.
Trasferite il liquido ottenuto in un pentolino, aggiungete lo zucchero, l’aceto di mele e portate ad ebollizione.
Tenete il fuoco basso e fate cuocere per altri 5-10 minuti.
Lasciate raffreddare lo sciroppo di sambuco, imbottigliatelo e conservatelo in frigo.
Come usare lo sciroppo di sambuco:

Bevanda:
Diluite due cucchiaini di sciroppo in un bicchiere di acqua fredda e aggiungete del ghiaccio. Aumentate o diminuite la quantità di sciroppo a vostro piacere.

Tisana:
a una tazza di acqua calda aggiungere due cucchiai di sciroppo
Ottimo anche per profumare l’impasto di torte e crostate

 

con le bacche invece
a fine agosto raccolgo i frutti di sambuco, giunti ormai a maturazione. Prima saccheggio il mio e poi vado nel Parco del Ticino, gli arbusti lungo la strada non sono tanto alti, e riesco a fare la raccolta in modo semplice.
Il procedimento per fare questa confettura è un po’ laborioso. Prima si sgrana il racemo tenendo le bacche nere e scartando quelle verdi, in quanto velenose. Le bacche si fanno bollire e a cottura raggiunta si deve passare tutto al setaccio per eliminare i semi.
Ma ne vale la pena, il risultato è ottimo! Una confettura che io utilizzo per guarnire le crostate.

Nei vasi del terrazzo

Ci aspettano 3 giorni di vacanza con tempo bello e caldo. Il clima invita a stare all’aperto in terrazzo o in giardino. Se ancora non avete pensato a che cosa mettere nei vasi per il vostro dehors, questo fine settimana è l’occasione giusta per farlo.

Sono ormai anni che nei grossi vasi posti vicino alle colonne del portico, inserisco un mix di piante fiorite. L’anno scorso mi sono cimentata con le piante di Petunia Sweetunia ‘Black Satin’, vedi qui, ma sono rimasta un po’ delusa.Dopo poco tempo le belle petunie nere si sono ammalate!
Quest’anno ho voluto ritentare con il colore scuro -quasi nero- acquistando due piante di salvia guaranitica ‘Black and Bleu‘.

Una pianta l’ho posta al centro del vecchio vaso in cotto  insieme a tre piante di Sundaville (Dipladenia) ‘Beauty White’, e l’altra sempre in un vaso in cotto, un po’ più moderno, da sola. Sembra che diventi grandissima e molto larga. Io me lo auguro, amo le piante che escono dai vasi.
Pare dicano: brava giardiniera!!!

Come sempre sul fondo di ogni vaso, prima di inserire del buon terriccio, ho fatto uno strato di 4 centimetri ca. di argilla espansa – ma vanno bene anche alcuni pezzi dei vasi rotti in cotto – , servirà per drenare.

Al centro ho inserito una pianta di Pelargonium odoroso, bellissimo! Leggero ma riempitivo, con fiori quasi inesistenti ma molto eleganti. Sul retro del vaso, una novità: sembra una Margherita ma con le foglie e il portamento di un Cosmos …non so il nome pero’! Mi informerò! …amo sperimentare ormai lo avete capito. La sua crescita è discreta e dona colora alla composizione. A sinistra una pianta di Scaevola ‘Print White’, pianta generosa, cascante e che ama stare in compagnia.

Una composizione mista risalta se ha movimento!
Ora siamo all’inizio della stagione e sono già rigogliose, chissà a fine estate…

#fioridivenerdì- – – – – – – seduta sulla panchina ad osservare il mio giardino

Guardo compiaciuta il lavoro svolto in questi anni: un bell’angolo verde! Non era proprio così quando arrivai qui, un po’ di anni fa. A dire il vero, c’erano tanti grossi alberi ad alto fusto, perlopiù sempreverdi, nessuna erbacea perenne, nessun rampicante e disseminate qua e là nel prato piante di rose moderne.

… Ma non voglio tediarvi con la storia del mio giardino, che poi sarà sicuramente simile alle vostra.

Oggi nella giornata dedicata ai lavoratori, vorrei invece invitarvi, a riposare sulla vostra panchina. Soffermarsi ogni tanto fa bene, aiuta a rigenerarsi.