#fioridivenerdì- – – – – aggiungiamo un po’ di colore

Dalla finestra il giardino è tutto grigio e spoglio, anche se solitamente mi piace, sento la necessità di mettere tra i miei occhi e lui, del colore.
Oggi è una giornata uggiosa e fredda, il giorno ideale per andare a fare un giro al garden e cercare qualche cosa di molto semplice che mi aiuti.Oltre a primule, skimmie, viole ecc, non posso non notare questi interessanti quadri che scendono dall’alto, dove i vasi posati rispecchiano lo stesso articolo del vassoio sottostante. Perfetto il colore della cornice intonato con la piante scelte. 

Che bello questo Eranthis Winterling, anticipa la primavera! Infatti il suo nome deriva da due radici greche: er (= primavera) e anthos (= fiore) e fa riferimento alla sua precoce fioritura.
A fine inverno i suoi fiori gialli e la sua lunga fioritura colorano tutta la stradina che da casa mia porta al bosco.

Onestamente anche in gennaio il giardino è vivo, fiorito e colorato con tinte tenui e delicate. Se guardo oltre l’Acero giapponese, vedo sotto le grandi Betulle il vecchio Calicanthus tutto fiorito, -il mio fiorisce più tardi rispetto ad altri- sarà sicuramente la posizione un po’ infelice …ma era già li. Nell’aiuola all’ingresso della casa, le Aspirine Rose regalano ancora delle corolle -che in questa stagione fredda- non sono bianche ma di un bel rosa chiaro. Anche il piccolo albero di Magnolia stellata è carico di gemme grigio, il Malus evereste è ancora carico di meline rosse  e gli Helleborus sono prontissimi a sbocciare.

Ma avevo la necessità di un giro rianimante!!! …Chissà che cosa avrò comprato all’Agricola del lago? Lo scoprirete nel prossimo post!

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Nel vecchio cesto il vaso di sedum

Anche se siamo in pieno inverno non rinuncio ad arredare l’esterno della mia casa. Dall’interno è piacevole poter vedere ‘tutto in ordine’. 

Ho scelto  Sedum adolphii, una specie rustica che si  coltiva all’aperto e che sopporta molto bene le basse temperature e anche il gelo.

Giorni fa le temperature erano molto basse, cosi’ ho pensato di riparare il vaso mettendolo nel vecchio cesto rinnovato. Ho aggiunto un pochino di muschio per rifinire la composizione che mi terrà compagnia ancora per qualche settimana.

I sedum sono piante generose che danno molte soddisfazioni anche a chi non ha il pollice verde. Provatele!!!

Sono già passati quasi due anni da quando ho realizzato il famoso abito di sedum, realizzato con i sedum della Floricoltura Bonetto e con la preziosa collaborazione di Paola Piovesan.

Qui potete trovare altre foto dell’abito indossato da Marta e Ilaria, due modelle speciali.

#fioridivenerdì – – – – – – – – arrediamo l’esterno con il ciclamino profumato

Dopo aver fatto l’albero, appeso la corona alla porta e il ramo di abies sul cancello, oggi mi sono dedicata al giardinaggio. Mi piace decorare anche il portico e le finestre, con vasi di fiori -non prettamente natalizi- ma invernali. Creo delle composizioni che mi accompagneranno per quasi tutto il periodo invernale.

Il tavolo sotto il portico è molto riparato cosi’ mi sono lasciata conquistare dal Ciclamino Masako, una novità appena arrivata dal Giappone, dal nome regale nato come omaggio alla principessa giapponese Masako, di cui porta il nome.

A colpirmi sono stati i suoi boccioli stellati e quei fiori doppi che sembrano arruffati e che profumano. Ancora non so bene di che cosa..
L’ho acquistato bianco con sfumature leggere di rosa, ma lo trovate anche con i fiori tutti rosa.

Purtroppo il ciclamino Masako non sopporta il gelo e per proteggerlo dal freddo ho scelto di inserirlo in un cachepot di betulla, e di circondare il tutto con qualche ramo del grosso Abies Nordmanniana che c’è in giardino. Spero che sia sufficiente!!!
…E se le temperature scenderanno sotto lo zero, lo porterò con me allo SpazioCorsi, dove per esigenza non fa mai tanto caldo. In questo modo avrò una fioritura profumata fino a primavera!

La neve sullo sfondo mi ha suggerito di mettere anche un ciocco di legno e le pigne del Cedro del Libano, un tocco che sa di montagna e di Natale!

#fioridivenerdì- – – – – – bulbo di amaryllis o hippeastrum?

Non posso mai lasciare incustodito il tavolo di lavoro, che arriva subito Fuchs a curiosare.
Mi ruba legnetti, pigne, muschio e a volte anche la mia rocca di corda lanata.

Quest’anno ho un debole per l’amaryllis bianco. Che sia un fiore elegantissimo, profumato, facile da utilizzare e che duri tantissimo da reciso, si sa, ma che stia bene anche con le cassette in stile country che solitamente realizzo per i miei matrimoni, onestamente non ci speravo.

Ho provato ed il risultato finale mi è piaciuto cosi tanto, che l’ho utilizzato per la mia nuova locandina di “Aspettando il Natale”, il consueto workshop natalizio. Per l’occasione ho messo il mio nome sulla cassetta!
Ovviamente i fiori che vedete li ho acquistati recisi, è ancora presto per avere bulbi fioriti.

Natale is coming e se volete avere bulbi fioriti per il periodo delle feste, potete recarvi presso i fioristi o i garden ed acquistare i bulbi di Hippeastrum -scambiati quasi sempre per Amaryllis- già avviati, vale a dire con un accenno di crescita. Posizionateli in serra fredda, se non l’avete, la cantina o il piano scala andranno benissimo, e verso la fine di Novembre, portateli in casa ed iniziate a bagnarli un pochino. Con la loro crescita vigorosa, fioriranno giusto in tempo!

C’è gran confusione tra Amaryllis e Hippeastrum, il primo è sicuramente più noto, si dice che sia un po’ colpa del nome di quest’ultimo, difficile da ricordare.

L’Amaryllis è una pianta bulbosa di origine sudafricane, importata in Europa nella metà del 600 da navigatori portoghesi. Il suo bulbo è di grandi dimensioni, lo si coltiva in piena terra o in vaso. A seconda della varietà, i fiori trombiformi possono essere più o meno grandi e di diversi colori. Bianco, rosso, rosa e screziato. La coltivazione non ha molte esigenze, ama posizioni assolate in pieno sole o mezzombra, nelle zone a clima invernale rigido, si coltiva al riparo di un muretto esposto a Sud, riparate il terreno con una pacciamatura di foglie secche.
L’Hippeastrum anch’esso un bulbo, invece proviene dal Sud America. Per la sua facile coltivazione, sono stati creati diversi ibridi con risultati eccellenti. Anch’esso lo si trova in svariati colori.
E’ il classico bulbo che si può forzare per anticipare la sua fioritura che avviene in primavera  e che si trova in questo periodo.

Come detto sopra è un fiore che dura tantissimo sia in pianta che reciso.

un clematis dai fiori blu e profumati per il giardino di ottobre

Ad impreziosire la mia aiuola (qui) di Aspirine Rose, lavande e geranium, una Clematis erbacea dai fiori blu e profumati.Siamo soliti pensare alle clematis come piante rampicanti, a foglia caduca -quasi tutte-  e quasi sempre molto vigorose. Le ammiriamo quando si arrampicano su tralicci, ricoprono porzioni di muro o vecchi tronchi di alberi. Hanno fiori di vari colori e dimensioni ed alcune dopo la fioritura si ricoprono di ‘pappi’ simili a dei leggeri piumini.

Cercavo un cespuglietto leggero da mettere nell’aiuola che avesse piccoli fiori. Ed ecco che a un’ Orticola di anni fa la trovai da Beatrice Consonni. Piantata sulla destra dell’aiuola, Clematis heracleifolia “Wyevale” era quello che cercavo!
Oggi l’aiuola è adulta e la clematis con i suoi piccoli fiori azzurro chiaro -simili a quelli dei giacinti- che fanno pendant con quelli del geranium ci sta benissimo! Anche la sua forma contenuta, leggera e la sua altezza massima di 1 metro, è ben proporzionata e si integra bene con i cespugli delle Aspirine Rose.
Inoltre il suo profumo delicato mi accompagna quando rincaso. 

Clematis heracleifolia “Wyevale” è un’erbacea perenne, proveniente dalla Cina, vigorosa e robusta. Nelle nostre zone resiste bene anche in inverno, quando le temperature minime scendono sotto lo zero. Si adatta bene in qualsiasi terreno da giardino, umido, meglio se poco calcareo. Predilige zone luminose con sole del mattino. Non necessita di potatura, in quanto d’inverno la parte aerea secca del tutto.
Si pianta da ottobre fino a maggio.

Domani  inizia Orticolario, la grande kermesse floreale del lago di Como che si svolge a Cernobbio.  Un’occasione -se vi è piaciuta questa insolita clematide- per cercarla dai vivaisti di erbacee perenni, di rampicanti e ovviamente da chi vende solo clematidi.
E …se non la trovate, ricordate che le mostre d’autunno sono appena iniziate!!!

Rientro con tante bacche viola

Buongiorno e ben ritrovati!
Sono stata assente perché avrei voluto cambiare look al blog. L’idea era quella di inglobare il sito per farne una cosa sola. Un restyling in piena regola. Come quando viene voglia di tagliarci i capelli 🙂
Ci ho pensato tutta estate e alla fine l’idea non mi ha convinto! E oggi a due mesi esatti dall’ultimo mio articolo, riprendo a scrivere cose serie e semiserie.
Ho rinnovato un pochino il sito -la parte professionale e seria di me- che però non potrebbe esistere senza le piccole composizioni naturali che sperimento e che vi propongo qui o durante gli workshop.
In questi anni di passeggiandoingiardino -ben 5- ho conosciuto tante persone che mi hanno dato fiducia e che continuano ad incoraggiarmi ad andare avanti!
Grazie di ❤
In tanti mi avete chiesto:
il blog è fermo? Non hai più voglia di raccontarci le tue passeggiate in giardino?

Nient’affatto ed eccomi a parlarvi della Phytolacca.Arriva dal nord America questa erbacea perenne dalle belle bacche nere lucide  La sua adattabilità e crescita molto vigorosa, le ha permesso una rapida diffusione diventando un’infestante su quasi tutto il territorio italiano, adattandosi a qualsiasi clima e zona. La troviamo in zone assolate ma anche in quelle ombrose, su terreni ricchi o poveri, in zone siccitose o umide.
E’ a fine estate che con un’altezza di 2.5/3 metri raggiunge il suo massimo splendore. Il fusto è eretto e lignificato solo alla base, i suoi rami sono numerosi, succulenti e lunghi, tanto che le danno un portamento ricadente. Ha foglie lunghe una ventina di centimetri, di forma lanceolata, di un bel verde chiaro. La sua fioritura che continua per tutta l’estate è composta da piccoli fiori bianco- rosa, disposti a grappoli, detti racemi.

Ma sono le sue bacche a rendere la Phytolacca una pianta interessante e particolare. I fiori si trasformano in frutti, dapprima di un bel verdino brillante, per poi virare ad un viola porpora fino a diventare -in questo periodo ad avvenuta maturazione- quasi nere.

Le sue bacche sono sempre state utilizzate come colorante o per tingere i capi di lana. La Fitolacca Americana viene utilizzata come pianta officinale per la sua azione purgativa ed antinfiammatoria contro batteri, funghi e virus di varia natura; inoltre stimola il sistema immunitario.
Pianta e bacche non commestibili!Vi aspetto domani con la consueta rubrica #fioridivenerdi con una composizione che avrà come protagonista la Phytolacca.

trucchi e consigli per i fiori recisi

Luglio è da sempre il mio mese preferito, lo amo per la bella temperatura e per le serate lunghe e chiare che invitano a restare all’aperto fino a tarda sera. Si cena in terrazzo o in giardino, e il più delle volte è un’occasione per fare festa con amici vecchi e nuovi!
Anche se il clima di questi giorni è caldo e afoso, non rinuncio però a recidere qualche fiore del mio giardino per decorare la tavola o arredare un angolo del portico.
Ecco allora qualche consiglio di cosa e come fare per mantenere più a lungo i fiori recisi.

Prediligete il mattino presto o la sera tardi per recidere i fiori, quando l’aria è fresca e i gambi non sono ancora stressati dal caldo della giornata. Assorbiranno meglio l’acqua.
Utilizzate cesoie affilate, pulite  e sterilizzate, praticate il taglio netto in modo obliquo e prima di immergere i fiori in acqua, togliete dal gambo le foglie che saranno sotto il livello dell’acqua.

A seconda delle varietà dei fiori, le modalità per la loro conservazione varia, vediamo come:

fiori appassiti
Se il fiore appare appassito provate ad immergere tutto lo stelo in acqua tiepida per 3/4 ore, o sino a che non si sia ripreso del tutto. Utilizzate dei secchi di zinco. È un sistema particolarmente adatto per le rose. Se le rose hanno un gambo lunghissimo, e non avete un vaso cosi’ alto potete sdraiarle nella vasca da bagno!

gambi legnosi
I fiori a gambo legnoso – vedi lillà, viburni, ortensie, …- hanno difficoltà ad assorbire l’acqua. Prima di disporli nei vasi, potete schiacciare l’estremità dei gambi con un pestello o un sasso; praticare con il coltellino delle incisioni di 3/4 centimetri sempre all’estremità del gambo; oppure immergerli in acqua bollente. In questo modo le spore si chiuderanno trattenendo la linfa. Ottimo per le rose, le foglie di piante tropicali, le euforbie, ecc.

stelo cavo
I fiori a stelo cavo come gli amaryllis, i delphinium, i lupini, ecc,  si capovolgono e si riempie d’acqua lo stelo, chiudendolo poi con un batuffolo di ovatta umido o carta velina. Questo evita il formarsi di bolle d’aria che impedirebbero l’assorbimento dell’acqua. Oppure recidete i gambi direttamente sotto l’acqua per evitare il formarsi delle bolle d’aria.

bucare lo stelo
Può succedere che nonostante gli accorgimenti presi, il fiore una volta posto nel vaso, tenda ad avvizzire ugualmente. Quasi sicuramente nello stelo si sono formate delle bolle d’aria. Lasciando il fiore immerso nell’acqua, praticate dei fori nello stelo ogni 4 centimetri -due dita- con un ago.
Un sistema molto valido per i tulipani.

E ora arriviamo a come mantenerli 
Una compressa di aspirina sciolta nell’acqua del vaso la mantiene piuttosto limpida e prolunga la vita dei fiori recisi. Anche un cucchiaio di aceto o succo di limone vanno bene. Valide sono le polverine specifiche da sciogliere nell’acqua -le bustine- che si trovano in commercio, particolarmente utili per fiori rari e costosi. Inoltre ogni giorno aggiungete acqua fresca e  non gelata  a quella esistente, e senza smontare tutta la composizione floreale, sostituite i fiori avvizziti con quelli freschi!