presto un mio workshop all’Agricola di Varese

Felice di aver vinto!!!
Conquistata dal profumo delle aromatiche‘ è stata la foto più votata.

Grazie di cuore a tutti Voi che avete regalato il vostro voto alla mia foto.Ringrazio Agricola per avermi dato la possibilità di parteciparvi, e Benedetta, la mia super modella.

Con la mia composizione ispirata alle erbe aromatiche, ho vinto il primo contest #SpringFeeling e la possibilità di organizzare un workshop in Agricola!

Proprio oggi ci siamo incontrati per organizzare il workshop e posso anticiparvi che abbiamo deciso che sarà dopo le vacanze estive. A breve vi comunicheremo la data esatta.

A tutt’oggi non avevo ancora realizzato i vasi per il dehors, un po’ per pigrizia e un po’ perché non ne ho avuto il tempo. Cosi’ ho colto l’occasione e prima di andare ‘in riunione’ sono andata da Max -in serra fredda- mi sono fatta consigliare e vi anticipo che ho cambiato rotta…

Vi aspetto domani con i miei nuovi vasi!

Annunci

#fioridivenerdì- – – – – la Weigelia, un arbusto poco conosciuto

E’ tra maggio e giugno che la Weigelia si fa notare con la sua copiosa fioritura, ricoprendosi completamente di piccoli fiori a forma di imbuto di colore rosa o bianco. La Weigelia è una pianta arbustiva che appartiene alla famiglia delle Caprifoliacee. Ne esistono dodici specie, e la più diffusa nelle nostre zone è la Weigelia florida, per la sua capacità di adattamento al clima locale. E’ un arbusto poco conosciuto, ma riconoscerla è facile; le sue foglie decidue sono ornate da larghi fiori tubolari di colore rosa.

Per le sue grandi dimensioni necessita di spazi aperti, luminosi, anche con esposizione diretta ai raggi del sole per molte ore. Si adatta a qualsiasi tipo di terreno, purché drenante ed arricchito, nei periodi di risveglio della pianta, con adeguata concimazione. Non teme il freddo! Annaffiate abbondantemente in estate, quando il rischio di siccità è maggiore, soprattutto per i primi due tre anni dall’impianto. Ideale per realizzare siepi di recinzioni, aiuole.

La potatura è da eseguirsi con attenzione, si effettua ogni anno per permettere ai nuovi rami di svilupparsi e avere tutto il nutrimento necessario. A gennaio-febbraio, sempre controllando che non ci siano gelate e una nel periodo di giugno-luglio, dopo la fioritura. Non  Si inizia ad eliminare i rami vecchi e ormai secchi. Per procedere in modo corretto è bene sapere innanzitutto che questa pianta fiorisce sia sui rami dell’anno precedente che su quelli nuovi che partono dai vecchi rami. Per i rami che nascono alla base della piante, invece, la fioritura, avviene solo nell’anno successivo.

L’intervento invernale è utilizzato per ripulire la pianta e occorre selezionare i rami su cui intervenire, partendo dal centro, tagliandoli ad un’altezza di circa 30/40 cm. Con la potatura estiva, invece, si eliminano solo quei rami che rendono scomposta la pianta in quanto hanno avuto uno sviluppo eccessivo..

#fioridivenerdì- – –conquistata dal profumo delle aromatiche

Un cesto, le aromatiche e Benedetta per realizzare la foto per il contest indetto da Agricola.

Se vi piace l’idea e la foto, vi invito a votarmi, lasciando un like cliccando qui.
Grazie 

Amo le aromatiche e ho pensato a Benedetta e ai ragazzi giovani come lei, che vivono in città per studio o per lavoro, e che  sempre più amano mangiare bene.

Ho acquistato il cesto, il basilico, la maggiorana, il timo e… una piantina fiorita direttamente da casa!!! Si perché è nata AgricolaShop,

Scopri tutti gli articoli e guarda com’è facile ordinare e ritirare!

Nel cesto già provvisto di cellophane per contenere l’acqua, ho messo uno strato generoso di argilla espansa, del terriccio e le piantine. Benedetta ha pensato ad innaffiare!

Mi aiuta e si diverte però!

#fioridivenerdì- – – perché mi piacciono tanto i mughetti?

Me lo sono domandato tante volte e ora ho trovato una risposta. Nel libro ‘Il linguaggio dei fiori’ di Charlotte de Latour, il mughetto è un fiore che, con il suo inebriante profumo, è capace di acuire la memoria.

Ricordo da bambina Pini (Maria, ma io da piccola non riuscivo a pronunciarlo…) -la mia seconda mamma- che tutte le mattine prima di uscire, e io con lei, mi metteva due gocce di profumo dietro le orecchie… non di più ‘cipollina‘ mi diceva: è un profumo francese, basta poco.
Il famoso Diorissimo!
A maggio andavamo a trovare un’amica che aveva un grande giardino, se il tempo era bello,
mi lasciavano andare a giocare in giardino,
ricordo che vicino al pozzo, in una zona fresca e ombrosa, crescevano i mughetti.
Mentre loro chiacchieravano…tanto (mi sono sempre chiesta che cosa i grandi avessero da di dirsi e come facevano a ricordarsi tutte quelle cose che si raccontavano)
io avevo il permesso di raccoglierli.
Il loro profumo e quei candidi campanellini profumatissimi erano una scoperta e una rivelazione.
Durante il tragitto di ritorno -rigorosamente a piedi- Pini mi spiegava che il nostro profumo era fatto con quei fiori!

Ogni tanto ho cercato di coltivarli, ma ho sempre sbagliato posizione, una volta troppo all’ombra, l’altra in una zona troppo umida, e così via. Ma quest’anno al mio ritorno dal viaggio in Valsugana con Grandi Giardini Italiani -ve ne parlerò a brevissimo- ho trovato una sorpresa: i mughetti comprati ad ottobre a Masino, dall’amico Mario  sono nati e anche fioriti!!! Sicuramente i bulbi avevano almeno tre anni, caratteristica essenziale per iniziare la loro lunga fioritura.

Ho piantato delle varietà particolari – ce ne sono tante- di cui ora non ricordo i loro nomi. Settimana prossima ci sarà Giorni per il giardino al Castello di Masino e con molto piacere e curiosità andrò nello stand di Mario con foglio e penna…

Il mughetto – Convallaria majalis-  è una bulbosa a fioritura primaverile, resistente al freddo, che cresce spontanea nelle zone prealpine italiane e in Europa, Nord America e Asia. Apprezzato e conosciuto per il suo profumo, necessita di un luogo fresco, meglio se in ombra, assai fitta d’estate e con un terreno leggermente umido per mantenere fresche ed attive le foglie durante il periodo estivo.
Io l’ho piantato ai piedi dell’Hydrangea Macrophylla, distanziando le singole piante a 10-15 cm di distanza l’una dall’altra e ad una profondità di 3 – 6 cm. L’apparato radicale deve essere ben disteso ed il rizoma deve trovarsi in posizione orizzontale. Si hanno dei buoni risultati anche coltivandola in vaso, utilizzando un terriccio soffice, ricco e sabbioso (ben drenante).

Tra tutte le cose belle ricordate però che il mughetto è una pianta velenosa!
E’ una delle piante più apprezzate  nelle zone caratterizzate da inverni freddi e da primavere fresche dell’Europa centrale e del nord, ed è il fiore nazionale finlandese.

curiosità:
nei paesi del nord Europa a maggio viene raccolto in grande quantità e i suoi mazzetti diventano il simbolo dell’amore primaverile profondo, un amore ardente e devoto dell’uomo per la sua adorata.

Da sempre le spose amano i bouquet con i mughetti, sicuramente in quanto considerati simbolo di fortuna e felicità, ne è un esempio quello di Kate Middleton, che è un’opera d’arte.

Risultati immagini per bouquet di kate

#fioridivenerdì- – fedeli fioriture del sottobosco

Ed è così che da quasi 20 anni il mio sottobosco fiorisce di giallo e di blu.

Il cortile superiore della casa è a nord, luminoso, ma non assolato tranne che nelle ore centrali della giornata. Varcando il cancelletto ci si imbatte in un grosso acero palmatum- punto di forza- che domina quasi tutto il giardino.

Sotto alle sue fronde leggere, cresce benissimo un ‘ortica’ Lamium galeobdolon, che oltre a fare da buon tappezzante, in primavera regala una  fioritura incredibile di un bel giallo tenue. Questa erbacea ve la consiglio vivamente: è generosa – un po’ invadente- e non richiede nessuna cura.

Insieme avevo messo delle piante di Vinca major – che però- negli anni un po’ si sono perse.

Lamium galeobdolon è una perenne sempreverde, dal fogliame maculato di grigio. Predilige posizioni di mezzombra in terreno, ricco, leggero, fresco. Fiorisce a Maggio e giugno e quest’anno -nonostante il freddo che c’è stato- è già fiorita… miracoli della natura!

La Magnolia stellata

È sera quando penso di raccogliere due fiori dalla mia modesta pianta di magnolia stellata, so che dureranno poco, ma il loro profumo e la loro eleganza mi affascinano e non resisto alla tentazione di portarmeli in casa.

È tutt’altra pianta quella che invece vive nel giardino di Luca da almeno 30 anni.

Un esemplare strabiliante che con la sua straordinaria fioritura profumata, ti accoglie e ti dà il benvenuto come un’ottima padrona di casa.

Se consultate la scheda della magnolia stellata potete leggere che è un piccolo albero spogliante, alto fino a 2 m e largo fino a 1,5 m, con crescita medio-lenta; foglie grandi, lucide, verde chiaro, emesse dopo la fioritura; fiori grandi, a forma di stella, bianchi o rosa, in marzo-aprile, sui rami nudi. Sicuramente il terreno fresco e fertile, forse un poco acido, e la posizione riparata dai venti ha fatto si che questa bella pianta sia diventata un vero albero. Tutte le magnolie in generale, e il gruppo delle cultivar appartenenti al genere M. stellata in particolare, risentono al trapianto. Meglio scegliere per una pianta coltivata in vaso oppure rivolgersi presso un vivaista serio che saprà preparare una bella zolla alla pianta.
Il primo anno abbondate nelle annaffiature e poi lasciate fare al tempo. Dopo la fioritura e anche in autunno è bene dare un po’ di concime universale a lenta cessione.

Se occorre potarla, fatelo in modo leggero subito dopo la fioritura. Un’altra caratteristica e che le malattie sono quasi inesistenti.

Nella composizione floreale questo bellissimo e grande fiore non ci aiuta molto. I suoi fiori -come tutti quelli delle magnolie-  se recisi, durano ancor meno che sulla pianta. Io li colgo ugualmente e da mattina fino a sera mi fanno compagnia. 

Un fiore di Bergenia cordifolia per la Festa del papà

Questa mattina sul tavolo della colazione oltre al tè e al cappuccino, nella vecchia bottiglia c’era un fiore di Bergenia Cordifolia che ho colto da una delle piante che sono presenti nella piccolissima aiuola vicino al cancello.

Eh si anche se la primavera tarda ad arrivare e con essa tutti i fiori di questo periodo, la Bergenia ha iniziato la sua fioritura ugualmente sfidando le basse e rigide temperature.

A fine inverno le Bergenie producono sottili fusti, che si elevano di circa 15-20 cm al di sopra della rosetta di foglie, su cui sbocciano numerosi piccoli fiori di colore rosa intenso che durano a lungo.
Solitamente in concomitanza con la Festa del papà ed è per questo che la si conosce anche con il nome di ‘Fiore di San Giuseppe‘ o ‘Giuseppina‘.

La Bergenia è un’erbacea perenne sempreverde, originaria dell’Asia, diffusa in coltivazione in giardino da secoli, e poi un po’ dimenticata. Ma negli ultimi anni -grazie al lavoro di vivaisti appassionati-, sta avendo un rinnovato successo.
Nel genere si contano una decina di specie, e la più diffusa è sicuramente B. cordifolia, con fogliame coriaceo di grandi dimensioni. Le sue foglie a forma di cuore sono di un bel verde scuro, e con il freddo tendono ad arrossarsi.

Facile da coltivare la Bergenia è’ una pianta perenne molto rustica che ben si adatta a quasi tutte le condizioni. Sopporta abbastanza bene il freddo, e i fiori sono presenti in giardino speso ben prima che il clima ci permetta di mettere a dimora delle annuali. Non necessita di posizioni particolari anche se cresce meglio in posizioni di mezzombra. Predilige terreno soffice e permeabile e in estate -se i raggi del sole- sono troppo forti ama il terreno umido. Il gelo persistente a volte può rovina leggermente il fogliame che si trova nella parte più esterna della rosetta; il problema si risolve rapidamente in primavera, rimuovendo le foglie esterne più rovinate dal freddo, per favorire lo sviluppo di quello nuovo.

si ringrazia Mari per le belle foto