Fioridivenerdì – – – il corsage per la graduation

E così che il bambino che hai conosciuto solamente pochi anni fa ti telefona per ordinarti un corsage per una sua amica…
Qualche difficoltà iniziale ma poi il corsage è al suo posto 

È usanza nelle internationalschool che il giorno della graduation le neo-laureate ricevano un corsage dall’amico del cuore.A comporre il bracciale fiorito: minuscoli boccioli di Aspirine rose e rosa Alfred Carrière e un tocco di blu dei fiorellini dell’Amsonia.

#fioridivenerdì- – – – come fare un Dreamcatcher

Mi è sempre piaciuto come oggetto e come significato e ora che lo propongo nei matrimoni, mi piace realizzarlo personalizzandolo nello stile scelto dagli sposi per il loro evento.

L’acchiappasogni è composto da un cerchio esterno in legno flessibile (ad esempio, isalice) che rappresenta il ciclo della vita e l’universo, una rete con perline, che trattiene i sogni negativi i quali svaniscono con le prime luci del mattino lasciando i sogni positivi liberi di fluire, e le piume, che secondo la leggenda Cheyenne simboleggiano l’aria e il volo degli uccelli

Il mio acchiappasogni:
ho creato il cerchio con una ‘liana’ di Clematis vitalba, come per realizzare la solita coroncina. Ho aggiunto all’interno un prezioso centrino realizzato a tombolo che ho fissato al cerchio con un filo in ferro leggerissimo.

L’ho decorato aggiungendo dei nastri bianchi e delle ghirlande di fiori bianchi, qualche perlina uguale a quelle utilizzate per decorare il corpetto dell’abito della sposa, e se la sposa la vorrà aggiungerò una piuma e il mio acchiappasogni cosi’ sarà simile a quelli veri.

Leggete qui sotto come si realizza un vero acchiappasogni e scoprite il suo significato.

Le foto sono state scattate a Chieri in una location d’eccezione: il Mulino della Torre. Il servizio fotografico è a cura di Mari Crea

Come fare un vero acchiappasogni:
serve un rametto di salice, nocciolo, o Clematis vitalba, sono facili da trovare e sono i più flessibili, va stretto a cerchio e fissato con lo spago.
Avvolgere più volte lo spago attorno alla chiusura del rametto e nell’ultima asola far passare la spoletta dello spago in mezzo, in modo da fissarla con un nodo.
Non tagliare mai lo spago.
Ora spostatevi leggermente sulla circonferenza del cerchio e fate un altra asola e proseguite fino a quando non completerete il cerchio. Ora tendete lo spago fino alla metà del passaggio precedente e fate un’asola e proseguite fino a finire il nuovo cerchio.
Procedete fino ad arrivare al centro del lavoro e ricordatevi che la ragnatela deve avere un foro centrale, per cui non chiudetelo completamente. Fissate lo spago con un nodino oppure con un oggetto, una perlina, una piuma, una conchiglia, un bastoncino…

E’ ora di decorarlo, ricordatevi che il numero di piume deve essere dispari. Potete anche ricoprire il bastoncino con un nastro, appenderci ogni sorta di talismano che secondo voi ha un significato. Potete inserire delle perline, dei fiocchi, dei fiori, dei sonagli ma non dimenticate mai le piume, ne basta una (la potete trovare anche nel vostro giardino… sicuramente qualche uccellino ne perderà una per voi!).

 

…“L’acchiappasogni in inglese Dreamcatcher, o Dream Catcher è uno strumento quasi sempre associato agli indigeni del Nord America, soprattutto alle tribù Cheyenne e Lakota, che vivevano in luoghi molto vicini tra loro (gli attuali stati del Wyoming e Dakota), Inoltre pare che siano stati rinvenuti frammenti di scacciaincubi risalenti al 300 a.C. anche nel Sud dell’India (da non confondersi con i territori pellerossa).

In realtà, nelle tribù indiane e americane, il nostro cosiddetto “acchiappasogni” aveva ben altri significati. Veniva posto fuori dalle tende come segnale per informare i visitatori del villaggio, o comunque i “residenti”, riguardo alla professione praticata in modo eccellente da chi abitava nella tenda (es. uomo di medicina, guerriero, cacciatore, ecc.). Ogni oggetto era diverso nei colori, nelle piume e per la disposizione delle “perline” all’interno della trama di fili, tutti elementi variabili a seconda della professione che esso doveva rappresentare.

Dopo l’invasione delle Americhe, l’acchiappasogni fu interpretato, nella cultura occidentale, come un oggetto che serviva ad allontanare sogni molesti o che comunque non aiutavano la crescita spirituale del possessore. Si dice che venisse donato alla nascita a ogni bambino, che lo conservava per tutta la vita. In Sud-India invece gli acchiappasogni erano scomparsi già da tempo, dopo l’invasione degli Indu che si stima nel 100 a.C….`

Conoscere le rose e le peonie

L’estate quest’anno tarda ad arrivare, le temperature sono ancora basse ed il sole è quasi sempre sostituito dalla pioggia, ma noi allo SpazioCorsi siamo già in vacanza.Sto riordinando tutte le cose utilizzate ai workshop ‘Decorare con rose e peonie’ e ogni tanto mi soffermo a pensare ai pomeriggi passati a Villa della Porta Bozzolo e alle amiche vecchie e nuove conosciute allo SpazioCorsi.

Durante l’ultimo workshop ho chiesto alle partecipanti di portare qualche rosa o peonia del loro giardino e di condividere durante il corso i propri i successi e insuccessi nella coltivazione di queste piante.
E così ho scoperto l’esistenza di rose e peonie delle quali sapevo solo il nome.

Le rose le ho messe tutte qui nel mio solito vaso e le peonie le ho disposte in un vasetto. Oggi potrete vedere le rose e nel prossimo post le peonie.

Ringrazio tutti i partecipanti ai workshop che si sono svolti
nelle belle sale di Villa della Porta Bozzolo e allo SpazioCorsi.

E ancora una volta grazie a chi si è privato dei ‘propri frutti’ (rose e peonie ndr) per farceli conoscere. Sono stati dei pomeriggi molto interessanti che sicuramente riproporrò  ai prossimi workshop.

p.s.
chi volesse conoscere i nomi delle rose, può contattarmi ai miei soliti contatti.

#fioridivenerdì- – – – sabato, domenica e lunedì workshop dedicati alle rose e alle peonie

A Villa della porta Bozzolo, domenica ore 15: “Decorare il cestino per la merenda en plein air”.

Un laboratorio per conoscere i romantici fiori di maggio che inizierà con la dimostrazione di una grande composizione floreale per l’estate dalla linea molto attuale.
A seguire realizzeremo una decorazione per il cestino del pic-nic. Una divertente e romantica composizione per il cesto della merenda da utilizzare per le gite fuori porta.

Se il tempo ce lo permetterà saremo nel Parco insieme agli espositori di piante, sotto la vecchia filanda e davanti al grande giardino che ospita il roseto con oltre 400 rose.
In giardino potrete ammirare una mise en-place per le cene d’estate.

Per partecipare occorre prenotarsi presso la segreteria della villa qui.
Il costo del biglietto comprende: visite guidate alla villa, al roseto, la partecipazione al mio workshop e ad altri eventi che si svolgono alla Villa.

Allo SpazioCorsi, sabato e lunedì ore 15: ‘Decorare con rose e peonie’
E’ l’ultimo workshop di primavera e i corsi sono sold-out!

Vi ringrazio anticipatamente per l’adesione e per l’affetto che mi dimostrate sempre

Vi auguro buon week-end e vi anticipo una delle composizioni che faremo:  so che vi piace tanto e che me l’avete chiesta in passato.

Le rose e le peonie di Teresa

Ci siamo conosciute tre anni fa a Orticola in occasione dell’uscita del libro: Il Giardino Svelato (ne ho parlato qui), con Teresa siamo entrate subito in sintonia, e come succede in questi casi è scattata la solita frase:
‘chissà che meraviglia il tuo terrazzo…’

L’invito è arrivato subito, ma una volta non potevo io, l’altra forse non poteva Teresa, fatto sta che quest’anno libere tutte e due, ho deciso di andare vincendo e sfidando la pioggia, ma un po’ anche la vergogna… arrivo, a patto che mi vieni a prendere: otto piani in ascensore da sola per me sono tanti.

Arrivata in terrazzo sono rimasta a bocca aperta per i colori e per la grandezza delle piante tutte in vaso e non in fioriera.

Grandi rose sarmentose si alternano a quelle a cespuglio coprendo tutto il perimetro del terrazzo. Come in un vero mixer-border si incontrano colorate e leggiadre erbacee perenni e piccoli arbusti.
Sono stata colpita dalle aquilegie che svettando tra le grandi corolle delle rose e peonie alleggeriscono la cornice fiorita.

E poi ci sono loro: le peonie: alcune le riconosco, per le altre chiedo alla padrona di casa.

Ho apprezzato e capito perché è cosi famosa Paeonia ‘Sarah Bernhardt‘. Sicuramente la sua dimensione e il suo profumo fanno si che sia apprezzata da oltre 100 anni.

Io la utilizzo recisa per la sua lunga durata, ma così grande non mi capita mai di averla.

Ma non solo rose e peonie si trovano sul terrazzo: Cotinus Coggygria, un Fico, un Ciliegio, delle Clematis e la famosa Hydrangea Invincibelle che è molto più avanti rispetto alla mia, che vive in piena terra in giardino.


La scelta di avere un terrazzo molto fiorito è audace, e Teresa nel suo libro e sul blog ce ne parla e ci spiega le difficoltà, ma anche le soddisfazioni, che una passione cosi grande riesce a dare.

E’ appena uscito il loro secondo libro: ‘ Il Giardino Pigro’, sempre curato da Laura Caratti. La mia prossima lettura.

‘Maggio in fiore’ a Villa delle Porta Bozzolo, io ci sarò e voi?

Tutti i fine settimana di maggio sarà possibile, grazie a speciali visite guidate, scoprire  le oltre 500 varietà di rose che rendono unico il roseto della Villa porta Bozzolo e partecipare ai miei workshop floreali.

Domenica 12 maggio il primo dei tre workshop in programma

Ore 15.00: Workshop “Decorare con rose e peonie” (su prenotazione fino ad esaurimento posti)
Un laboratorio per conoscere i romantici fiori di maggio che inizierà con la dimostrazione di una grande composizione floreale di inizio estate dalla linea molto attuale.
A seguire in occasione della Festa della Mamma realizzeremo una coroncina a forma di cuore decorata con rose, lillà e i fiori di primavera.
In giardino potrete ammirare una mise en-place per la cena d’inizio estate.

i prossimi:

domenica 19 maggio
Ore 15:00 –  Workshop Floreale – lattina green con peonia e rose (su prenotazione)
domenica 26 maggio
Ore 15:00 –  Workshop Floreale – cestino fiorito per pic-nic (su prenotazione)

Vi aspettiamo numerosi!

Le iscrizioni sono già aperte!!!

Per tutte le info cliccate qui

#fioridivenerdì_ci incontriamo a Masino alla Tre Giorni per il giardino?

Domani a Caravino nel Parco del Castello di Masino si inaugurerà la 28ma edizione di Tre Giorni per il Giardino.

Da venerdì 3 a domenica 5 maggio nel grande prato del Castello si svolgerà la più importante mostra-mercato floreale.
Riconosciuta a livello internazionale come una delle manifestazioni più prestigiose del settore, offre a professionisti e ad appassionati, un’occasione unica per ammirare e acquistare piante e fiori di qualità. I vivaisti presenti, provenienti da tutta Italia e dall’estero, saranno circa 140.

Come sempre l’appuntamento sarà arricchito da un programma fitto di conferenze e incontri tematici, presentazioni di libri sulla cura del verde e sui giardini, laboratori didattici per i più piccoli.

Sul web si fanno molte conoscenze e Masino è un ritrovo ed un’occasione per conoscersi di persona, domani, sarà una giornata ricca di acquisti, di chiacchiere, di nuove conoscenze e scoperte.
Io sarò a Masino domani mattina dalle ore 10 ca.

La mostra apre al pubblico alle 14, ma per i tesserati FAI e Soci dell’Accademia Piemontese del Giardino c’è la possibilità di entrare alle 10 e di visitare  la”Tre giorni per il giardino” prima dell’orario di apertura ufficiale.

perdetevi negli spettacolari viali di Spirea Vanhouttei

La manifestazione è nata nel 1928 da un progetto di Marella Agnelli e Paolo Pejrone con l’obiettivo di promuovere e fornire al pubblico un prodotto di qualità, incentrato sulla bellezza e sulla diversità.
Un luogo dove far incontrare i migliori espositori in circolazione con i giardinieri e gli appassionati del verde.

Prezzo biglietti d’ingresso (si possono acquistare on-line qui: )
11 euro (15 euro con visita al Castello)
5 euro – under 14
5 euro – tesserati FAI e Soci dell’Accademia Piemontese del Giardino (con possibilità, venerdì dalle 10 alle 14, di visitare “Tre giorni per il giardino” prima dell’orario di apertura ufficiale)
gratis – residenti a Caravino e Cossano Canavese.

Informazioni
Per contattare il Castello di Masino (FAI) telefonare al numero 0125.778100, oppure scrivere via email a faimasino@fondoambiente.it.

Per uno spuntino veloce nel Parco saranno presenti dei punti ristoro con piatti caldi e prodotti tipici del canavese, le aree bar. Per una pausa più lunga si potrà pranzare al Ristorante del Castello che si trova nel Salone della Marchesa.