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#fioridivenerdì – – – – ciclamino in lattina

L’Epifania tutte le feste le porta via e anche tutte le decorazioni natalizie, aggiungo io.

Ma resisto poco con la casa spoglia e oggi ho usato delle comuni lattine per realizzare degli originali e facili cache-pot per i miei ciclamini.20140110_ciclamino occorrente:
un elastico o del biadesivo
foglie di Magnolia grandiflora
lana
un vasetto di ciclamino20140110_ciclamino in lattina

Il ciclamino appartiene alla famiglia delle Primulaceae, è presente in tutto il mediterraneo. Ha fiori grandi o piccoli, colorati, e a volte profumati. Le sue foglie a forma di cuore, bellissime, sono disposte a spirale sul tubero. Se ne conoscono una ventina di specie. Quella più conosciuta è il Cyclanem persicum o Ciclamino di Persia. 

Osservando poche regole, il ciclamino è di facile coltivazione e può dare grandi soddisfazioni.
Questo tubero, può essere coltivato in vaso o in piena terra, in ambienti freschi e umidi e riparati dal sole estivo. Richiede terriccio di foglie e letame maturo mescolato a sabbia e non ama, come moltissime piante, i ristagni d’acqua. Annaffiarlo dal basso senza bagnare il tubero.
Io riempio il sottovaso con poca acqua. Passata un’oretta, quella che non è stata assorbita, la elimino.

E’ una pianta che amo e che ho sempre sul davanzale della finestra della sala, sia in inverno che in estate. Forse ho trovato la giusta esposizione. 

In natura esistono altre specie più rustiche, che ben si adattano a essere piantate in piena terra all’ombra di alberi. Ad esempio il grazioso Cyclamen coum, scoprite qui come coltivarlo

20140110_ciclamino in lattina_3

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#fioridivenerdì – – – – – – – – – – bacio sotto il vischio

Viscum album, meglio noto come vischio è una pianta sempreverde epifita. Cioè parassita di alberi come pioppi, querce, tigli, olmi, pini. È in grado di compiere la fotosintesi come le altre piante (da qui il colore verde), ma la mancanza di sali minerali come l’azoto la obbligano a chiedere aiuto ad altre piante.

Baciarsi sotto il vischio porta fortuna. Perché?20140103_un bacio_sotto_il vischio

“La prima menzione del vischio associato a poteri particolari fu di Gaio Plinio Secondo, storico romano che tra le altre cose studiò le scienze naturali. Plinio prese in giro i druidi del primo secolo avanti Cristo, convinti che «bevuto, il vischio garantirebbe fertilità a tutti gli animali sterili”.

Si pensa poi che il “Ramo d’Oro” che permette a Enea di discendere nell’Ade nell’Eneide sia proprio il vischio, all’epoca considerato simbolo di vitalità da molte popolazioni per la sua natura sempreverde.

“Nascosto entro un albero ombroso c’è un ramo, d’oro le foglie e la verga flessibile, sacro all’inferna Giunone: e tutto il bosco lo copre, entro le oscure convalli protetto lo tengono l’ombre. Ma non prima è concesso scendere sotto la terra che si sia colto dall’albero l’auricomo ramo. Strappalo via, con la mano: da solo verrà, sarà facile se i fati ti chiamano; se no, né con forza nessuna, né con il duro ferro piegarlo o stroncarlo potrai.”

dalla Scandinavia:
La storia racconta che il vischio era la pianta sacra di Frigga, dea dell’amore, moglie di Odino e madre di Balder, il dio del sole. Balder era un giovane forte e buono e per questo era amato da tutti. Frigga aveva anche un altro figlio, Loki, il dio del male, che era molto geloso e invidioso dell’amore che il popolo aveva per suo fratello e per questo motivo lo voleva morto. Una notte Balder sognò che sarebbe stato ucciso. Quando Frigga seppe del sogno di morte del figlio si spaventò moltissimo e per evitare che divenisse realtà andò dall’Aria, dal Fuoco, dall’Acqua, dalla Terra e da tutti gli animali e le piante chiedendo la promessa che nulla di male sarebbe capitato a suo figlio. Balder ora era al sicuro, non gli sarebbe potuto accadere nulla di male né sulla terra né sotto terra. Ma Loki sapeva che c’era una pianta alla quale Frigga aveva dimenticato di rivolgersi. Questa pianta non viveva né sulla terra né sotto terra, ma su un albero di quercia. Era il vischio. Così Loki fece una freccia di vischio e la diede a Hoder, il cieco dio dell’inverno, che la tirò colpendo Balder che morì. Il cielo si oscurò e tutte le cose sulla terra e in cielo piansero per la morte del dio. Per tre giorni tutti gli elementi cercarono di riportare Balder in vita, ma invano. Frigga disperata per la morte di Balder iniziò a piangere sul suo corpo. Le lacrime che la dea versò, a contatto con il vischio si trasformarono nelle bianche perle del vischio e per la contentezza di aver riavuto suo figlio, Frigga baciò chiunque passasse sotto l’albero su cui cresceva il vischio. 
Da quel giorno, la dea fece sì che non potesse capitare nulla di male a chiunque stia sotto il vischio, solo un bacio.

223px-The_Pickwick_Papers_-_Project_Gutenberg_eText_19222Alla fine del diciottesimo secolo, in Inghilterra si inizia ad appendere il vischio come celebrazione del Natale.
In un racconto del 1820, Washington Irving descriveva il vischio tra le decorazioni natalizie, ed è stato Charles Dickens nel 1836 a fare per la prima volta riferimento al bacio, ne Il circolo Pickwick, raccontando una scena di massa sotto il vischio: le ragazze “urlarono e si dimenarono, si nascosero negli angoli, fecero di tutto tranne lasciare la stanza, fino a quando… tutte insieme capirono che era inutile fare ancora resistenza e si lasciarono baciare di buon grado”.
In questo caso, il vischio era visto come un portafortuna per le coppie che si baciavano sotto la pianta.
Qualcuno dice, che l’etichetta vorrebbe, che si staccasse una bacca dal vischio a ogni bacio.

 

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una cascata di fiorellini gialli

da inizio a primavera fino ai primi freddioxalis_1235Oggi è stata una giornata uggiosa. Molto buia e molto piovosa!
Tra una goccia e l’altra sono uscita a fare qualche foto a questo bellissimo oxalis.
Se non lo conoscete, ve lo consiglio!

oxalis_1248

Oxalis vulcanicola ‘Burgundy’ è un’erbacea perenne originaria dell’America centrale. Proviene dalle zone montuose a carattere vulcanico, da qui il suo nome vulcanicola. Sensibile al freddo, solitamente la si tratta come annuale. Dà ottimi risultati se piantata  in vaso, ma anche in piena terra per formare delle  bordure basseAma terreni fertili e drenati e posizioni assolate o con poca ombra. Raggiunge un’altezza massima di 25/30 centimetri. 

I suoi fiori sono formati da cinque petali (sarà anche per questo che mi piace?) color giallo intenso con sfumature porpora/bordeaux, alla base. Svettano leggeri tra le foglie scure creando un bel contrasto. La sua fioritura inizia a maggio e arriva fino a settembre.

Il 23 Ottobre nel mio giardino è ancora fiorita e in buona salute!!!

oxalis 1237

In primavera acquisto la piantina e la metto a dimora in un vaso capiente del 40,  che sistemo sotto al portico, stando più verso il prato rispetto alla casa. In questa posizione avrà il sole per buona parte del giorno. 

Come tutte le piante che mi piacciono tantissimo, anche l’oxalis l’ho collocato in una zona della casa dove lo posso vedere anche con giornate come queste quando la pioggia incessante non ti permette di uscire in giardino. Fa parte delle mie Piante da Compagnia

Noto con orgoglio: che quest’anno è proprio diventata un bel esemplare. Riuscirò a salvarla?

oxalis v burgundy

 

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il dopo gardening

Durante un viaggio in Inghilterra, tutto a visitar giardini, ho scovato in un booksoop della National Trust questo CD. Appena l’ho visto ho pensato: questo fa al caso mio!cd...

Questi primi giorni di settembre, li ho dedicati al giardino. Ho iniziato con accorciare e sfoltire i melograni, diventati ormai degli alberi. Strappato un po’ d’erba nelle aiuole, tagliato i fiori sfioriti di Lavanda Hidcote, ma soprattutto ridimensionato i rhyncospermum jasminoides comunemente detti falsi gelsomini, anche loro diventati enormi! Quando rientro in casa, stanca anzi, very tired, mentre mi preparo il the ascolto questo CD.
Ve lo consiglio, contiene bellissimi brani che fanno rilassare!

Eccone uno: http://youtu.be/n5pcJBOJRvE

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scende dal vaso in zinco

I vasi in zinco, vecchi come lo sono questi usati fino a 50 anni fa per farci il bucato settimanale, mi sono sempre piaciuti. Mi sono stati regalati qualche anno fa, dicendomi: “so già che ci metterai dei fiori”. Li ho posizionati in una zona assolata del  giardino dove d’estate passo una buona parte delle mie giornate.
vaso con calliroe involucrata.tPrima di piantarci dei fiori, aiutandomi con la punta del trapano,  ho praticato dei fori sul fondo, per permettere all’acqua di uscire evitando ristagni.

In uno dei tre “vasoni”,  come li chiamo io, ho piantato Callirhoe Involucrata: un’erbacea perenne che con i suoi fiori color porpora fiorisce da giugno a settembre ininterrottamente.
Il suo portamento è strisciante, morbido, cresce in altezza non più di 20 centimetri. Se la piantate in vaso, questa ricadrà fino a terra. Appartiene alla famiglia delle malvaceae. Data la sua rusticità, cresce bene anche in terreni magri e sassosi, in zone assolate o di mezzombra.  La sua foglia frastagliata, a mio avviso, le conferisce eleganza e leggerezza.

fiore di callirhoe involucrata.rosa

callirhoe involucrata.ttSe amate il giardino ordinato e preciso, forse questa pianta non fa al caso vostro, ma al mio si, che lo amo un po’ disordinato e selvaggio. Callirhoe Involucrata  si autodissemina facilmente… con mia immensa gioa, un praticello violetto cresce tutt’intorno ai vasoni.

Sto uscendo per assistere ad una cerimonia di breve durata, so che la mia bouttonière sopravviverà. bouttoniere con callirhoe