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#fioridivenerdì – – – – – tanti semi per il mio bouquet estivo

Per le composizioni e i mazzi floreali misti, da anni coltivo da me, i fiori che altrimenti non troverei recisi.20140307_107

Febbraio, ma anche Marzo sono mesi ideali per effettuare la semina in semenzaio. Con poca spesa, si riescono ad avere tutte le piante e i fiori da coltivare che si desiderano e che non si trovano già cresciute in vaso, o nel mio caso, recisi. 
Veder nascere da un minuscolo seme, un filo verde che poi sboccerà, è sempre una grande emozione!
Seminare accresce il nostro sapere di gardening e
 ci permette di personalizzare il nostro spazio verde: giardino e orto che sia.

Questa estate nel mio orto, è lì che poi trapianterò le mie plantule, svetteranno fiori di craspedia globosa, cosmos sulphureus “Sunny Red”, achillea millefolium, laya platyglossa,, zinnia elegans “Envy”, scabiosatellata “Drumstick” e molte altre ancora.
Una vasta scelta che ho trovato  in un negozio on-line: www.lasemeria.itcosmos, laya, achillea

Sono bastati un po’ di  click  per riempire il mio carrello virtuale di tante bustine, che già, solo dopo 2/3 giorni dall’acquisto,  erano nella mia cassetta delle lettere.

I semi sono confezionati in bustine sigillate con l’indicazione della pianta sul fronte, quelli piccolissimi sono contenuti in un ulteriore busta all’interno della prima. 

20140306_semi_018_1In cantina ho delle seminiere classiche, ma anche delle vaschette in plastica di tutti i tipi. Contenitori che accantono con il motto: forse mi servirà!!! Ma questa volta non mi basteranno, mi sono fatta prendere la mano e … ho esagerato nell’acquisto dei semi!!! Così sono passata dal supermercato a chiedere delle cassette  in polistirolo, quelle della pescheria. I ragazzi al bancone scettici ed un po’ ironici, me ne hanno regalato una decina.

Radunato il tutto ho iniziato a seminare:
sul fondo delle cassette in polistirolo, ho praticato qualche foro per la fuoriuscita dell’acqua, mentre per quelle in plastica dell’insalata, non è stato necessario: sono già bucate. Ho messo il terriccio da semina, lo si trova in sacchi, la sua consistenza  è leggera ed ha una  struttura fine, sparso i semi della bustina, battuto con la mano e bagnato con l’annaffiatoio a pioggia in modo leggero leggero20140304_tanti semi per il mio bouquet estivo_P1090127

Un’altra operazione importante è quella di mettere l’etichetta, che potrà essere in metallo, legno, oppure classica come in foto. Si riporteranno tutti i dati scritti sulla busta. Non mettete la bustina in carta, con le annaffiature, si scolorirà o volerà via.

Ho collocato le cassette al caldo, in un cassone di legno che ho sistemato nell’orto, in una zona riparata, appoggiato al muro. Ho protetto la mia semina con del tessuto non tessuto. Una “copertina” che servirà a riparare il seme aiutandolo nella crescita. Il cassone avrà – sto ultimando – un tetto trasparente  apribile che mi permetterà di sollevarlo, se farà troppo caldo.20140306_semi_021_1

 Domani metterò all’interno del cassone anche un termometro che indicherà i gradi massimi e minimi della giornata.

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il gardening di Febbraio

è andar per vivai 

  • ad ammirare le  meravigliose corolle degli helleborus
  • a visitar giardini privati per ammirare gli hamamelis in fiore
  • a fare del vero gardenig armati di cesoie per imparare a potare le famose rose antiche
  • a Torino per il mio worksop : Mi sposo…con quali fiori?

da Susanna Tavallini: come li presenta lei non lo fa nessuno, ha una dote innata
hellebora hellebora2014
nel giardino privato: l’anno scorso l’ho visitato e ve lo consiglio, le mie foto qui
cammarano_2014da Maurizio Feletig: che incanto questa rosa sulla facciata della sua casa
locandina MAurizio

Domenica 23 Febbraio dalle 10 alle 17
Anche quest’anno abbiamo pensato di organizzare un corso di potatura dedicato alle Rose Antiche. Il corso svilupperà una prima parte teorica, che si svolgerà al mattino, sulla differenza di potatura fra i cespugli e le rampicanti, rifiorenti e non rifiorenti. Nel pomeriggio, dopo uno spuntino, si affronterà la parte pratica durante la quale, forbici in mano, si chiariranno gli eventuali dubbi e perplessità.La durata del corso è di un giorno

E’ consigliabile dotarsi di abbigliamento comodo e caldo, guanti e forbici per potare.

Per informazioni o per iscriversi vi preghiamo contattarci ai seguenti numeri di telefono:
0119462377-3495630513 o all’indirizzo di e-mail: info@rosebacche.it

e con il mio corso
faremo un giro virtuale per giardini e vivai alla scoperta del fiore di stagione più adatto da utilizzare nel giorno del vostro matrimonio

Betti_spose

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#fioridivenerdì- – – – – – — pansé e violette

20140122_pansè_DSC_0252D’inverno, durante le giornate grigie, come oggi ad esempio, guardo il giardino attraverso il vetro. Fuori gli alberi sono ancora spogli, il prato è verde grigio, ma qua e là si vedono delle  macchie di colore che mi rallegrano. Sono le tante viole orticole che ho piantato  in autunno.

Il loro modesto costo mi permette di acquistarne in discreta quantità che uso per formare delle aiuole ai piedi degli alberi, fare dei centrotavola per gli spazi esterni, e anche per sostituire le lantane nelle vaschette che ho sul balcone della mia camera da letto.20140207_panse e violette_DSC_0159

Al mattino, quando apro le persiane, è bello ammirarle! Ferme ed immobili, grandi quasi, come quando le ho piantate. Aspettano pazientemente il calore della primavera per crescere e fiorire in abbondanza.

Le violette con i loro bei colori accesi mi fanno compagnia e mi danno la carica per iniziare bene la giornata!

Alle viole del pensiero,  preferisco le violette orticole – da non confondersi però con le specie spontanee dei boschi e dei prati, come la profumatissima mammola- per la loro lunga fioritura, la loro resistenza al caldo, ma soprattutto per la grande scelta di forme e colore che i produttori ci propongono. Tra l’altro sempre con fiori più piccoli.

Qualche giorno fa sono state sommerse dalla neve… poverine!
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Un secolo fa William Robinson piantava le viole nel prato per avere un giardino il più possibile naturale e informale. Autore del grande libro Il giardino naturale, con il suo stile ha rivoluzionato le tecniche del giardinaggio del diciannovesimo secolo in Inghilterra e in europa.

note culturali
Oltre che in autunno, le viole si possono piantare anche in questo periodo. Amano: terreno da giardino, umido e ben drenato e posizioni soleggiate. Sono piante fantastiche, rustiche, che ben sopportano le basse temperatura come le alte. Riescono a fiorire bene fino a giugno inoltrato. Se nella tarda primavera riducono la fioritura, tagliatele a 5 centimetri dal terreno, torneranno a fiorire entro tre settimane.
Eliminate i fiori appassiti, aiuterete la piantina a rifiorire!

♥♥♥ Un’altra mia passione è il ricamo a punto croce.
E a proposito di viole, oggi voglio presentarvi una ricamatrice di punto croce molto particolare
20140207pansè e viole_DSC_0020
Marie-Thérèse Saint Aubin, osservatrice impareggiabile della natura.
Il suo stile inconfondibile mi colpì tanti anni fa e anche se fino ad oggi ho ricamato un solo suo schema, da allora la seguo e acquisto tutti i suoi volumi.
20140207_pansé e violette_

Inizia il suo ricamo fissando sul lino con l’acquarello o a pastello i piccoli momenti che la colpiscono in natura. Il volo di un uccello, il movimento di un pesce, lo splendore di un fiore. Solo in un secondo momento i suoi quadri diventano ricami passando con il filo le sue pennellate di colore. Una vera artista!

J’adore!
Anni fa andai alla kermesse che si svolge ogni anno nel Monferrato: Riso e Rose, precisamente a Rosignano per incontrarla e conoscerla!

Dal suo blog
Le genre Viola se décompose en 2 groupes caractérisés généralement par la disposition des pétales :

  • les violettes : 2 pétales vers le haut et trois vers le bas.
  • les pensées : 4 pétales vers le haut et un vers le bas.

indirizzi:
le mie violette io le compro da Il sumenzat Tunnel interi di innumerevoli violette di colori e forme diverse
a chi ama il mondo della broderie: il blog di Marie-Thérèse Saint Aubin

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Fioriture invernali

ci annunciano che la primavera è in arrivo.20140205_viburno_bodnantense

Lo so è ancora un po’ presto per pensare alla nuova stagione! Tra l’altro piove molto, e le giornate sono buie e tristi. Quello che mi rallegra però, è vedere questi fiorellini sbocciare. Li guardo dalla finestra della  mia cucina e mi fanno compagnia.20140204_viburnobodantense1_DSC_0063 x Bodnantense ‘Dawn’
tra i viburni – che conosco- questo sicuramente è quello che preferisco.
Adoro le piante che fioriscono sul ramo  nudo, cioè prima di mettere le foglie!20140204_viburno bodnantense-DSC_0053

Il V. Bodnantense è un arbusto a fioritura invernale, deciduo e di facile coltivazione. In autunno le sue foglie bellissime e ovali si tingono di un bel color violaceo. Cadendo, scoprono il portamento armonioso di questa varietà. Nel mio giardino occupa una posizione di mezz’ombra, in terreno umido. Fiorisce abbastanza bene già ai primi di dicembre, anche se ho letto che è più generoso se posto al sole.  I suoi fiori rosa sono profumati, fanno capolino sui rami nudi assomigliando a piccoli globi.  

20140204 viburnum_bodnantense_DSC_0047Solo più tardi, con il passare delle settimane, appunto in questo periodo, il globo si schiude  mostrandoci dei minuscoli fiori color rosa pallido.

Credo che in un giardino non debba mancare!

Negli anni ho reciso più volte i suoi rami fioriti per metterli in vaso ottenendo dei validi risultati. Ve lo consiglio per durata e per eleganza! In un mazzo di tulipani, i suoi rami donano leggerezza ed eleganza. 20140204-viburnobodnantense_

Aggiungo queste immagine che ho scattato l’anno scorso in una giornata di sole!

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#fioridivenerdì – – – – – – – – – – rose di legno!

La pigna che sembra una rosa

Tantissimi anni fa, parcheggiai la mia auto in un vicolo del centro, e, quando ne scesi, rimasi stupita per la quantità di piccole e grandi rose di legno che ricoprendo tutta la stradina formava un originale tappeto color marrone opaco. Una delizia che portai a casa, mettendone il più possibile nella mia borsetta! Non le conoscevo o meglio: non le avevo mai notate, se non casualmente, in qualche lavoretto natalizio.

Ero giovane e poco avvezza al mondo naturale che invece oggi, cinge a tutto tondo la mia vita.20140117_cedro del Libano_DSC_0274

Da dove vengono le bellissime rose di legno?

Le produce il Cedrus libani o meglio conosciuto come Il Cedro del libano. L’albero è un piantone possente e maestoso, simbolo di potenza e forza fin dai tempi antichi. Nell’antico testamento: si narra che con il suo legno furono edificate le colonne del Tempio di Salomone. Inoltre i fenici usavano il suo pregiato e massiccio legno, per la costruzione di imbarcazioni, e navi.

20140124_cedro_del_libano.PicMonkey Collage

Il Cedro del libano appartiene alla famiglia delle Pinaceae, classificato tra le conifere. Originario dell’Anatolia settentrionale, della Siria e del Libano, il cedro cresce spontaneo lungo i pendii rocciosi e calcarei raggiungendo un’altezza di 40 metri e in casi eccezionali può raggiungere i 60 metri di altezza. I rami assumono un portamento a “candelabro” in altre parole, formano un angolo retto di 90° e salgono verso l’alto.

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In Europa giunge nel XVII secolo. Nel 1683 alcuni esemplari furono piantati al Physic Garden di Chelsea a Londra. Quando produssero le prime pigne, la cosa suscitò un tale scalpore che l’allora presidente della Royal Sociey, Hans Slogane, presentò agli altri soci, un rame dell’albero, carico di ben nove frutti.

Le foglie di un bel color verde-blu, hanno una forma ad aghi e si distribuiscono a ciuffetti sui rami legnosi. I fiori sono grigio-verdi i maschili e gialli quelli femminili. Tutti nascono sulla stessa pianta. I frutti, le pigne, sono grandi e di forma conica, simili a tante altre.

20140124_pigne del cedro del libano

Ma la differenza con le pigne delle altre conifere, che raccogliamo intere dal suolo, è che man mano che le pigne del cedro maturano, si sfaldano lasciando cadere a terra ‘petali’ di legno. Rimane intatta la parte apicale della pigna che ricorda la forma di una rosa appunto.
Non c’è inverno che io non la utilizzi. La trovo graziosa e molto elegante. La sua forma e il suo colore marrone opaco, ben si adattano alle mie composizioni floreali natural-style.
Si può conservare in scatole di cartone o legno da riporre in luoghi asciutti. L’anno seguente, come una qualsiasi pallina di natale, si scarterà per poi riutilizzarla per decorare ghirlande, incollarla ad un nastro di velluto rosso per legare un tovagliolo, chiudere un pacco, o semplicemente per riempire un piatto di vetro come se fosse frutta fresca da mangiare, da posizionare come centrotavola.
Tra le pigne potrete nascondere delle t-light, protette da vetro, per far scintillare le vostre rose di legno.

Numerosi sono gli esemplari da poter vedere in Italia:
Due si trovano a Ferrara nel Parco Massari,
Uno sull’isola della Maddalena, in Sardegna.
Uno a La Morra (CN) nella tenuta Monfalletto
Uno nei pressi di Campobasso nel parco del convitto Pagani
Uno a Chieri, vicino alla stazione ferroviaria

backstage_shooting La Magia del Bianco-natale2013_0021_Walter 

in foto un esempio di tableau de mariage pensato per un matrimonio invernale, a far da corredo le pigne del cedro del libano.
la foto l’ho scattata durante il backstage dello shooting del matrimonio pubblicato su La Magia del Bianco Winter 2013 e che a breve vi posterò
Questo articolo è inserito sempre sul magazine  La Magia del Bianco Winter 2013 a pagina 89