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#fioridivenerdì- – – – – – – – – – – – – – la Kalmia un’acidofila poco conosciuta

20140609_Skimmia_Japonica (1)_Vicino alla vecchia scala  ci sono due grandi cespugli sempreverdi, alti ormai oltre 4 metri, di  Kalmia latifolia. Fioriscono a fine maggio. Uno è rosa e l’altro bordeaux.

Ricordo ancora il primo anno che fiorirono nel mio giardino: uno spettacolo e una sorpresa, non le conoscevo! Gigi Luisetti, l’amico giardiniere, era solito e si divertiva stupirmi con piante insolite… ero giovane e poco conoscevo, anche se già lo amavo, il giardinaggio.

Le kalmie provengono dal Nord America e la loro coltivazione è stata introdotta circa 25 anni fa… . pressapoco lo stesso periodo che arrivarono nel mio giardino.20130608_Kalmia_ 051

Kalmia latifolia tra le sei specie esistenti è la più coltivata, sia per la sua bellezza, ma anche per la sua rusticità. Resiste bene alle basse temperature anche  quando il termometro scende ai -15/-20°C. Ha foglie lanceolate e coriacee, di un bel verde-lucido. La sua fioritura a corimbo è molto attraente per la diversità delle colorazioni. Da fiore chiuso il colore è molto intenso sbiadendo poi con lo sbocciare del fiore.
E la sua fioritura ben resiste alle nostre piogge primaverili! Cosa da non sottovalutare!!!
I suoi fiori aggraziati, possono essere bianchi, rosa e bordeaux.
Qualcuno li paragona a dei paracaduti…
Anche la sua fioritura tardiva, di maggio e giugno, rispetto a quella delle più note acidofile: quali azalee, camelie, rododendri ecc, fa si che la si apprezzi.

Nel mio giardino le acidofile vivono bene. Sicuramente, il sole del mattino ed il terreno acido, favoriscono la loro crescita.
Un terreno è acido, quando il suo pH è inferiore al valore di 6,5: se invece va oltre questa soglia, i terreni vengono definiti basici o alcalini.

ottima anche recisa
In foto, le sue foglie lucide fanno  da base alla composizione floreale posta all’entrata dell’elegante Villa, dove si svolge il banchetto.

nota in più
adagiare in una boule colma d’acqua tra una candelina galleggiante e l’altra, nei colori di  rosa o bordeaux, le singole ‘coppette’. L’effetto sarà scenico!30giugno2011_matrimonio_ChiaraE

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il giardino che vorrei

il titolo dell’invito che Il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e l’Azienda Valagro mi hanno riservato.museo-scienza-milanoLogo Valagro

Fa sempre piacere ricevere un  invito, se poi ha come tema il giardinaggio, piace ancor di più.

Cosi un pomeriggio di qualche settimana fa, io e la mia amica Nicoletta Caccia, ortoterapista ed amante dell’orto,  ci siamo recate a Milano alla scoperta dei benefici delle alghe, sulla salute delle nostre piante.

Una volta giunte in uno dei laboratori del museo in cui si sarebbe svolto l’evento, ad attenderci Stefano Amadei della Valagro e i responsabili di laboratorio. Il responsabile marketing di Valagro, azienda italiana, leader nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti e concimi ci ha spiegato come opera l’azienda e cos’è Ascophyllum nodosum, l’Alga Bruna.  Con i tecnici di laboratorio invece, abbiamo fatto i piccoli chimici. Semplici esperimenti su piante  e fiori utilizzando microscopi e fornelletti. Abbiamo così potuto verificare la reazione dei fiori, utilizzando trattamenti diversi.

E’ stato interessante e divertente. Sembrava essere tornata sui banchi di scuola.

Il protagonista indiscusso della giornata era solo uno: ONE ESSENCE, essenza di concime per avere piante e fiori rigogliosi.

Ma dove sta la novità? starete pensando

Il difficile equilibrio, tra tutela dell’ambiente e sviluppo, sembra essere riassumibile in un semplice concetto: SVILUPPO SOSTENIBILE. Ed è proprio a questo principio, tanto declamato nelle Convenzioni internazionali ambientali, ad aver ispirato gli scienziati della Valagro:
creare un nuovo concime che rispetti l’ambiente.
Eh già, perchè il nuovo prodotto ONE ESSENCE, che si aggiunge alla linea ONE ( che contiene preziosi estratti vegetali tra cui l’alga bruna Ascophyllum nodosum), permette di abbattere in modo significativo l’impatto ambientale.
Infatti, grazie alla sua formulazione concentrata (con soli 300 g di cristalli solubili consente di ottenere 100 litri di soluzione), si riducono le dimensioni e il peso del pack e si abbatte l’immissione di plastica nell’ambiente con benefici in termini di emissioni di CO2.

Valagro e Museo_ in laboratorio_3

A conclusione dell’evento il buffet, servito nel chiostro, un luogo incantevole, dove  ho potuto incontrare e conoscere di persona, bloggers e giornaliste del settore.

Ringrazio Valagro, il Museo,  Alice Quitadamo e Roberto Adriani di MSLGroup, persone gentili e molto disponibili, per averci coccolate e viziate ed aver organizzato un evento interessante e riuscito.

Colgo l’occasione, per chi non conoscesse questo museo, di mettere in programma una visita. Oltre ad esserci esposto il famoso sommergibile Toti, e migliaia di  beni tecnico scientifici e artistici che costituiscono le collezioni del Museo, sappiate che vi trovate in un monastero, questo è benedettino.

 

 

 

 

 

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Per la cena in bianco il finto gelsomino gira intorno al piatto

DSC_0007_Camminare tra le vie del centro o lungo le recinzioni dei giardini, in questo mese di giugno, è una delizia, per la vista e per l’olfatto.
Non conosco persona, che non abbia in giardino, sul balcone o in terrazzo, almeno un esemplare di  Trachelospermum jasminoides meglio noto come Finto gelsomino 20140604_carnago_03_

Il finto gelsomino è un rampicante sempreverde, che da fine maggio a metà giugno, con la sua  fioritura bianca e abbondante, ricopre muri, recinzioni e berso’. Il suo profumo, inebriante e persistente, talvolta può risultare molto forte e fastidioso. Finita la fioritura, produce lunghi baccelli verdi, che giunti a maturazione, liberano i loro semi.DSC_0013_La grazia dei suoi fiori bianchi, oggi mi ha suggerito, di realizzare dei sottopiatti da utilizzare per l’attesissima Cena in bianco organizzata ancora una volta da Antonella. Il  luogo è ancora segreto ma abbiamo la data: il 15 giugno sempre nella bella Torino.

come si fa 
Recidete i rami con i fiori appena in boccio e disponeteli a scalare, aiutandovi dove è necessario, con del fil di ferro fine o anche semplicemente con del cucirino. Servirà a fissarli fra loro. Arrivati alla misura della circonferenza del piatto scelto per la vostra tavola, chiudete con un nastro rigorosamente bianco e fate un bel fiocco.
Per trasportarla? Nessun problema, infilatela nella borsa frigo, avvolta con della carta assorbente!
Un tocco fiorito che risalterà anche quando sarà buio. Inoltre non sarà troppo di ingombro sulla tavola imbandita.
Ho sostituito la classica tovaglia improvvisando un runner con l’asciugamano della nonna.

Ci sarà un po’ di verde, ma Antonella, me lo permetterai vero? Sono le foglie

Questo è il primo dei miei consigli per realizzare un’insolita, pratica, facilissima  e mobile mise en place, rigorosamente bianca, per la grande kermesse torinese… a presto!!!

 

Se volete partecipare, siete ancora in tempo. Leggete tutte le istruzioni!!!
http://unconventionaldinner.blogspot.it/

 

Ma perché finto gelsomino?

A differenza del vero gelsomino, Jasminum Officinalis, che ha foglie piccole di un verde chiaro e fiori con petali piatti, il finto gelsomino ha foglie verde scuro, coriacee, e petali che girano all’indietro.20140604_carnago_02_

Il Trachelospermum jasminoides appartiene alla famiglia delle Apocynaceae, di origini cinesi è un rampicante robusto che necessita di supporto, come muri, treillage e recinzioni. A differenza del jasminum il  Trachelospermum jasminoides sopporta bene gli inverni rigidi. Può essere coltivato in piena terra o anche in grossi vasi e durante il periodo invernale non necessita di protezione. E’ soggetto alla coccinglia.

 

 

 

 

 

 

 

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#fioridivenerdì- – – – – – – – – una tettoia di rose color perla

Non la si può non notare quando si arriva a casa mia in questo periodo20140528_PombiaIMG_4845 (3)_Rosa New Dawn (una pianta)
20140528_PombiaIMG_4845 (6)_

La piantai anni fa -forse 15-  su consiglio di un’esperta giardiniera: Susanna Magistretti.
I primi anni faticò a crescere e a fiorire, ma poi …
20140528_PombiaIMG_4845 (10)_…un bell’anno mi stupì con una fioritura straordinaria. E continua a farlo!

note colturali
Rosa New Dawn è una rosa rampicante che ha dato origine a molti climber moderni rifiorenti, e ancora a tutt’oggi si può dire che sia la migliore.
Creata in Usa, da Dreer, è frutto di un incrocio  tra la botanica Wichuriana e un ibrido di tea.
Questa meraviglia -tutti ne rimangono affascinati-  vanta un primato: è stata la prima pianta in assoluto, e quindi non soltanto la prima rosa, a essere brevettata, Stati Uniti 1930.

Il suo aspetto armonioso e vigoroso, il più delle volte, la fa sembrare una rosa antica. I fiori di un color rosa pallido, quasi perlato, risaltano tra le foglie, piccole, che da verde chiaro mutano in verde scuro brillante, conferendo alla pianta una nota di eleganza. Il loro profumo ricorda la mela verde con note di gelsomino.

Fiorisce un po’ più tardi rispetto alla stagione delle rose.
Infatti inizia a fine maggio, raggiungendo il suo splendore a giugno.Ma quest’anno, dove tutto è in anticipo, è quasi tutta fiorita.
Rosa New Dawn rifiorisce continuamente, ma con meno vigore, durante tutta la bella stagione fino all’inverno.

2014_rosa new dawn (2)A

Ama posizioni assolate, anche se ben si adatta nelle zone di mezzombra. E’ robusta e difficilmente si ammala.
La potatura per queste rose è solo di pulizia e contenimento e la si tratta come si fa con tutte le sarmentose. Si tagliano i rami secchi che si formano sotto, per far circolare l’aria, e  si accorciano di due/tre gemme i rami laterali che hanno fiorito. Si guidano invece quei rami, che serviranno per coprire pergole, archi, o anche per allungarsi su un albero. Mt 3.50 x 4.50.

20140530_NewDawn_03_
Album vintage di nozze a forma di conchiglia color perla e rosa ‘New Dawn’

 

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#fioridivenerdì- – – – – – – corona primaverile

da mettere sulla porta aspettano la Pasquacorona primaverileLe corone sono il mio cavallo di battaglia, amo decorarle in tutte le stagioni dell’anno con fiori freschi e piccoli oggetti. Ho realizzato la base intrecciando ‘liane’ di clematis vitalba,  e ho scelto quattro punti per decorarla. Il fiore principale è il tulipano rosa e a far da contorno: margherite, limonium, un garofanino molto carino, qualche boule di viburnum opulus e  dei rami verdi che si rincorrono.
A Pasqua aggiungerò, secondo la fantasia del momento: piccole uova di quaglia, un uccellino o un coniglietto

Il viburnum opulus l’ho raccolto nel mio giardino, ora i fiori sono verdi ma è quasi pronto a fiorire.
Sarà uno spettacolo vederlo fiorito con tutte quelle sfere bianche.

viburnum opulusgiardino di Pombia esemplare alto quasi metri 6

Viburnum opulus
arbusto di forma cespugliosa può raggiungere anche i 6 metri di altezza. Ama posizioni di mezzombra, quasi boschive. Ben si adatta a qualsiasi tipo di terreno anche se preferisce suoli calcarei. A primavera ci regala un’abbondante fioritura profumata. I suoi fiori sferici sono  bianchi, tant’è che la pianta è chiamata anche Viburno palla di neve. In autunno ci regala bacche colorate di un rosso brillante, molto decorative.

Indicato per uno stile romantico, amo utilizzarlo nelle mie composizioni anche se, delicato e di durata limitata.
Appassisce in fretta. Consiglio di utilizzarlo per realizzare composizioni compatte.viburnum opulus_fiore