#fioridivenerdì – – – – – – – – in Toscana a camminare tra le pratoline

è stato magnifico!
Recentemente ho passato qualche giorno in Toscana, a Saturnia. Sono rimasta molto colpita dal paesaggio e dalla grande quantità di flora e fauna che in questo periodo dell’anno è presente. Oltre  alle pratoline, sotto gli alberi erano già spuntati i Muscari, l’Anemone hepatica, le scille e altri fiori che non conosco. Volpi e conigli attraversavano il campo con tranquillità.

Al mattino e alla sera, quando i raggi del sole non erano ancora arrivati a riscaldare le corolle delle margherite, il prato era di un color rosa intenso. Ma appena giungeva il sole, ad illuminare e a scaldare le lunghe distese di pratoline, i prati diventavano grandi distese tutte bianche!Domani è il primo week-end di primavera, festeggiamolo insieme con un piccolissimo bouquet di pratoline e ulivo.

#fioridivenerdì – – – – – – – – – – rose di legno!

La pigna che sembra una rosa

Tantissimi anni fa, parcheggiai la mia auto in un vicolo del centro, e, quando ne scesi, rimasi stupita per la quantità di piccole e grandi rose di legno che ricoprendo tutta la stradina formava un originale tappeto color marrone opaco. Una delizia che portai a casa, mettendone il più possibile nella mia borsetta! Non le conoscevo o meglio: non le avevo mai notate, se non casualmente, in qualche lavoretto natalizio.

Ero giovane e poco avvezza al mondo naturale che invece oggi, cinge a tutto tondo la mia vita.20140117_cedro del Libano_DSC_0274

Da dove vengono le bellissime rose di legno?

Le produce il Cedrus libani o meglio conosciuto come Il Cedro del libano. L’albero è un piantone possente e maestoso, simbolo di potenza e forza fin dai tempi antichi. Nell’antico testamento: si narra che con il suo legno furono edificate le colonne del Tempio di Salomone. Inoltre i fenici usavano il suo pregiato e massiccio legno, per la costruzione di imbarcazioni, e navi.

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Il Cedro del libano appartiene alla famiglia delle Pinaceae, classificato tra le conifere. Originario dell’Anatolia settentrionale, della Siria e del Libano, il cedro cresce spontaneo lungo i pendii rocciosi e calcarei raggiungendo un’altezza di 40 metri e in casi eccezionali può raggiungere i 60 metri di altezza. I rami assumono un portamento a “candelabro” in altre parole, formano un angolo retto di 90° e salgono verso l’alto.

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In Europa giunge nel XVII secolo. Nel 1683 alcuni esemplari furono piantati al Physic Garden di Chelsea a Londra. Quando produssero le prime pigne, la cosa suscitò un tale scalpore che l’allora presidente della Royal Sociey, Hans Slogane, presentò agli altri soci, un rame dell’albero, carico di ben nove frutti.

Le foglie di un bel color verde-blu, hanno una forma ad aghi e si distribuiscono a ciuffetti sui rami legnosi. I fiori sono grigio-verdi i maschili e gialli quelli femminili. Tutti nascono sulla stessa pianta. I frutti, le pigne, sono grandi e di forma conica, simili a tante altre.

20140124_pigne del cedro del libano

Ma la differenza con le pigne delle altre conifere, che raccogliamo intere dal suolo, è che man mano che le pigne del cedro maturano, si sfaldano lasciando cadere a terra ‘petali’ di legno. Rimane intatta la parte apicale della pigna che ricorda la forma di una rosa appunto.
Non c’è inverno che io non la utilizzi. La trovo graziosa e molto elegante. La sua forma e il suo colore marrone opaco, ben si adattano alle mie composizioni floreali natural-style.
Si può conservare in scatole di cartone o legno da riporre in luoghi asciutti. L’anno seguente, come una qualsiasi pallina di natale, si scarterà per poi riutilizzarla per decorare ghirlande, incollarla ad un nastro di velluto rosso per legare un tovagliolo, chiudere un pacco, o semplicemente per riempire un piatto di vetro come se fosse frutta fresca da mangiare, da posizionare come centrotavola.
Tra le pigne potrete nascondere delle t-light, protette da vetro, per far scintillare le vostre rose di legno.

Numerosi sono gli esemplari da poter vedere in Italia:
Due si trovano a Ferrara nel Parco Massari,
Uno sull’isola della Maddalena, in Sardegna.
Uno a La Morra (CN) nella tenuta Monfalletto
Uno nei pressi di Campobasso nel parco del convitto Pagani
Uno a Chieri, vicino alla stazione ferroviaria

backstage_shooting La Magia del Bianco-natale2013_0021_Walter 

in foto un esempio di tableau de mariage pensato per un matrimonio invernale, a far da corredo le pigne del cedro del libano.
la foto l’ho scattata durante il backstage dello shooting del matrimonio pubblicato su La Magia del Bianco Winter 2013 e che a breve vi posterò
Questo articolo è inserito sempre sul magazine  La Magia del Bianco Winter 2013 a pagina 89

#fioridivenerdì – – – – decorazioni natalizie

Siamo ancora in tempo per realizzare le decorazioni che abbelliranno le nostre case durante il periodo natalizio.
Qualche spunto direttamente dalla Casa del Quartiere di San Salvario di Torino dove si è svolto il workshop.

Era il 7 Dicembre e faceva un po’ freddo, ma siamo riuscite ugualmente a fare una passeggiata al Borgo medievale  di Torino per raccogliere del materiale che ci è servito per le decorazioni floreali.

20131220_workshop__Torino_DSC_0178DSC_017320131220_workshop_Torino_DSC_017820131220_workshop_Torino_2_In breve alcuni passaggi per realizzare la corona:
si parte dalla coroncina handmade di Vitalba, una Clematis che nasce spontanea nel bosco e la si ‘veste’ con piccoli rametti di Abies, Tuja, Cipresso. In aiuto ci viene il fil di ferro per avvolgere i mazzetti

Per la decorazione ognuno farà da sé:
pigne, fette di arance essiccate a casa, in forno o sul termosifone, bacche di rosa, Nandina domestica …
Un nastro o una corda, e voilà, la coroncina è pronta da appendere sulla porta, da posizionare sul tavolo con al centro una candela o ancora da appendere ma alla spalliera della sedia per il gran cenone natalizio. 20131220_workshop_Torino_PicMonkey CollageIl classico conetto farà da segnaposto  e porterà bonheur… di questi tempi ce n’è bisogno

20131220_workshop_Torino_

Per il piccolo centrotavola occorreranno un pezzetto diidro-spugna, quella dei fioristi, un sacchettino per i surgelati  e un elastico. Un po’ di verde, quello che il giardino offre, bacche diCrataegus x Lavalleei ’Carrierei’  due pigne  e al centro ci regaliamo due bellissimi boccioli di rosa, è Natale!!! Ah dimenticavo: per nascondere la spugna utilizzate delle foglie di Magnolia grandiflora fermandole con un cordino o un bel nastro.
Il dettaglio:
Utilizzate la foglia girata al contrario, cioè con la parte marrone a vista, la vostra composizione risulterà più nordica! Potete vederla bene qui

buon lavoro Betti

Per le foto si ringrazia Valentina dell’associazione Sguardo nel Verde, organizzatrice dell’evento.

#fioridivenerdì – – – – -pronta da appendere

la corona realizzata con tante essenze sempreverdi

Dicembre è alle porte
appendiamo sulla nostra porta un segno di benvenuto al periodo più magico dell’anno.

20131129_corona mista_DSC_1170 20131129_corona mista_DSC_1172

20131129_corona mistaDSC_1142Il materiale per realizzare la mia corona l’ho raccolto nel mio giardino. Ho ‘tagliuzzato’ qua e là un po’ di rametti dagli alberi sempreverdi: tujeabies nordmannianacedro del libano, tassoedera. La mia passeggiata è stata velocissima… oggi qui fa freddo: il termometro indica -4 gradi

20131129_corona mista_DSC_1157Volete farne una con me?

Vi aspetto domenica 1 Dicembre al Mercatino di Carnago. Realizzeremo insieme la ghirlanda su misura per il vostro camino o la corona per la vostra porta.

Un’ anteprima di quello che troverete sulla mia bancarella di domenica  

Domenica 1 Dicembre –  Mercatino di Natale di Carnago2131129_corona mista_DSC_1161

#fioridivenerdì – – – – – – – – – – – – – – – – coroncina con le bacche

Avete tagliato i fiori delle rose ogni volta che sfiorivano?
Speriamo di no… altrimenti non potete realizzare questa facilissima coroncina di bacche rosse

Come si fa:
tagliate dei tralci di Rosa Canina, la si trova nei boschi, in giardino  Rosa Rubiginosa,  Rosa Kiftsgate , Rosa Ballerina e tantissime altre
coroncina di bacche_DSC_7087-1

sovrapponeteli intrecciandoli, mettete dei guanti è megliocoroncina di bacche1DSC_7089

e formate il cerchio intrecciando le due estremità
coroncina di bacche5_DSC_7091-1

a questo punto tagliate delle porzioni di tralci possibilmente con tante bacche e intrecciateli sulla coroncina appena eseguita. Se i rami sono corti potete fissarli aiutandovi con del filo di ferro fine, se non l’avete, un filo da cucito o ricamo andrà benissimo

STELLA… ops coroncina

principe con coroncina di bacche1Se siete appassionati di bacche  e volete saperne di più,  vi invito a leggere l’articolo corredato da molte immagini, dell’amico Paolo Cottini. 

ranocchio con coroncina di bacche3

si ringrazia il Vivaio F.lli Leonelli per le immagini e l’ospitalità

#fioridivenerdì – – – – – – – – – – con le foglie

ho realizzato un cilindro, e al centro ho inserito quello che il mio giardino ancora offre.20131108_rotolo di foglie__DSC_1118

20131108_LuganoDSC_0965 20131108_lugano_DSC_0968Le foglie le ho raccolte a Lugano mentre passeggiavo sul lungo lago con tanto imbarazzo per chi era con me. Ma insomma devi raccoglierle  proprio  qui?
Questi alberi meravigliosi, hanno grandi e frastagliate foglie gialle che ben si prestano per le decorazioni.
20131108_lugano_IMG_3376

Per realizzare il cilindro ho usato la rete dei polli. Ho tagliato un rettangolo che ho arrotolato. Una volta fatto il cilindro per fissarlo gli ho avvolto del nastro adesivo tutt’attorno. A questo punto la base è pronta. Ho preso le foglie e le ho incollate senza seguire uno schema preciso.p_DSC_1113

Al centro del cilindro, ho praticato un’apertura per nascondere un pezzo di idrospugna precedentemente imbevuta d’acqua e avvolta con la pellicola trasparente affinché non goccioli.  Ho decorato con quello che ho trovato nel mio giardino oggi: boccioli di rosa, foglie di Nandina domestica , un grappolo secco di uva americana e diverse bacche di rosa.

20131108_io e le foglie20131108_Rotolo di foglie_DSC_1126

 L’ho già realizzato qualche anno fa e posso dire che ha una bella resistenza. Candida ancora lo conserva sulla sua madia.

da Maurizio Feletig

ho trovato tantissime bacche 20131026 workshop Feletig1_IMG_3327

Al ‘rosebacche‘ ci sono andata l’ultimo sabato dell’ottobre scorso, per il mio laboratorio di composizione floreale che si è svolto in occasione dell’open day del vivaio. Il luogo è raffinato come lo sanno essere i luoghi torinesi, con pochi fronzoli ma eleganti e accoglienti. Incantevole! Ad attendermi Maurizio e Alessandra, persone speciali con le quali ho legato subito. In loro compagnia si respira un’aria serena.20131026 workshop Feletig_IMG_3331Il laboratorio è iniziato con una passeggiata in vivaio, alla scoperta e conoscenza delle pianta da bacca che si è trasformata con l’aiuto di Maurizio, in una vera lezione sul campo.
La curiosità e le domande sono state così tante che ho faticato a riunire il gruppetto di signore, questa volta neanche un signore, per dar inizio al laboratorio che si è svolto all’aperto sotto il glicine. ( a sinistra in foto)

Tra le innumerevoli bacche viste, oltre ai cespugli di rose che in questo momento sono ricoperti di cinorrodi, bacche o frutti, vi segnalo:

Malus evereste1Malus
carichi di graziose meline dalle diverse dimensioni e colore.
Giallegialle-rosse e anche viola scurissimo.

cotoneaster_lacteus_Cotoneaster lacteus
spicca da lontano un’alta siepe rossa

Crataegus x lavallei 'Carrierei' Crataegus x Lavalleei ‘Carrierei’
veri e propri alberi alti fino a 5 metri

La novità di questo workshop è stata quella di aver utilizzato solo bacche, tutte del vivaio, e neanche un fiore per le realizzazioni eseguite: il centrotavola, la ghirlandina e il cuore.
Alle numerose perle abbiamo aggiunto qualche foglia, della paglietta di Chamaerops humilis (palma) e pochi elementi naturali stagionali, che ho raccolto nel mio giardino o lungo la strada collinare che porta al vivaio.
 Purtroppo non ho neanche una foto dei lavori eseguiti, spero che qualche gentile signora me la invii.

Ogni volta che vado, mi perdo sempre. E’ una cosa mia perché l’ubicazione del vivaio è semplice e la strada facile! Sarà nel mio DNA raggiungere sempre questi luoghi attraversando le colline…! Sono una meraviglia però, e lo consiglio vivamente perdersi!!! 

biglietto laurea Enrico_IMG_3402con le bacche:
ho usato delle bacche di Rosa Rubiginosa ( r. Eglantine)  per dare un tocco di rosso al biglietto handmade che accompagnerà il regalo di laurea di Enrico. In bocca al lupo Larry!!!
Benedetta che va sempre di fretta e… la foto non è a fuoco!

Tutte le note culturali delle piante descritte le potete trovare sul http://www.rosebacche.it

Azienda Agricola Maurizio Feletig
Cascina della Rocca Via Garibaldi,38 10020 Arignano TO
Tel. 0119462377 – 3475766672
mail  info@rosebacche.it