#fioridivenerdì- – – – – – – – ricordo giordano

20140627-160313-57793068.jpgRudy la nostra guida in Giordania, durante una sosta, si è avvicinato ad un cespuglio di Jasminum ed ha colto qualche fiore per noi.
Un gesto gentile che ho messo prima sul cappello e poi tra le pagine del libro a ricordo di un bel viaggio.20140628-012133-4893250.jpg

Il Jasminum originario dell’Iran, della Cina e dell’India è un arbusto rampicante caratterizzato da foglie caduche. Produce fiori di colore bianco molto profumati che compaiono all’ascella delle foglie riuniti in infiorescenze dall’inizio dell’estate all’inizio dell’autunno (giugno – settembre).

Comprende circa 200 specie arbustive e rampicanti alte fino a 4-6 metri, tra cui le più note e coltivate come piante ornamentali sono: il Gelsomino comune (Jasminum officinale), il Gelsomino di Spagna (Jasminum grandiflorum), il J. azoricum e il J. polyanthum; specie più rustiche a fiore giallo e fioritura a fine inverno sui rami nudi, sono il J. nudiflorum e il J. primulinum. 

I fiori sono comunemente piccoli e di colore bianco, però esistono anche specie i cui fiori hanno sfumature di rosa sulla pagina inferiore dei petali.

20140928_costiera amalfitanaRavello settembre 2013  costiera amalfitana

Per ben due volte ho acquistato il ‘Granduca di Toscana’ un Jasminum Sambac molto profumato che ricorda il profumo della gardenia . E per ben due volte non è sopravvissuto al clima della zona dove abito e dire che Filippo del vivaio Malvarosa mi aveva avvertito …

20140627-164502-60302925.jpg Foto catalogo Malvarosa

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#fioridivenerdì- – – – – – – – – – – – – – la Kalmia un’acidofila poco conosciuta

20140609_Skimmia_Japonica (1)_Vicino alla vecchia scala  ci sono due grandi cespugli sempreverdi, alti ormai oltre 4 metri, di  Kalmia latifolia. Fioriscono a fine maggio. Uno è rosa e l’altro bordeaux.

Ricordo ancora il primo anno che fiorirono nel mio giardino: uno spettacolo e una sorpresa, non le conoscevo! Gigi Luisetti, l’amico giardiniere, era solito e si divertiva stupirmi con piante insolite… ero giovane e poco conoscevo, anche se già lo amavo, il giardinaggio.

Le kalmie provengono dal Nord America e la loro coltivazione è stata introdotta circa 25 anni fa… . pressapoco lo stesso periodo che arrivarono nel mio giardino.20130608_Kalmia_ 051

Kalmia latifolia tra le sei specie esistenti è la più coltivata, sia per la sua bellezza, ma anche per la sua rusticità. Resiste bene alle basse temperature anche  quando il termometro scende ai -15/-20°C. Ha foglie lanceolate e coriacee, di un bel verde-lucido. La sua fioritura a corimbo è molto attraente per la diversità delle colorazioni. Da fiore chiuso il colore è molto intenso sbiadendo poi con lo sbocciare del fiore.
E la sua fioritura ben resiste alle nostre piogge primaverili! Cosa da non sottovalutare!!!
I suoi fiori aggraziati, possono essere bianchi, rosa e bordeaux.
Qualcuno li paragona a dei paracaduti…
Anche la sua fioritura tardiva, di maggio e giugno, rispetto a quella delle più note acidofile: quali azalee, camelie, rododendri ecc, fa si che la si apprezzi.

Nel mio giardino le acidofile vivono bene. Sicuramente, il sole del mattino ed il terreno acido, favoriscono la loro crescita.
Un terreno è acido, quando il suo pH è inferiore al valore di 6,5: se invece va oltre questa soglia, i terreni vengono definiti basici o alcalini.

ottima anche recisa
In foto, le sue foglie lucide fanno  da base alla composizione floreale posta all’entrata dell’elegante Villa, dove si svolge il banchetto.

nota in più
adagiare in una boule colma d’acqua tra una candelina galleggiante e l’altra, nei colori di  rosa o bordeaux, le singole ‘coppette’. L’effetto sarà scenico!30giugno2011_matrimonio_ChiaraE

il giardino che vorrei

il titolo dell’invito che Il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e l’Azienda Valagro mi hanno riservato.museo-scienza-milanoLogo Valagro

Fa sempre piacere ricevere un  invito, se poi ha come tema il giardinaggio, piace ancor di più.

Cosi un pomeriggio di qualche settimana fa, io e la mia amica Nicoletta Caccia, ortoterapista ed amante dell’orto,  ci siamo recate a Milano alla scoperta dei benefici delle alghe, sulla salute delle nostre piante.

Una volta giunte in uno dei laboratori del museo in cui si sarebbe svolto l’evento, ad attenderci Stefano Amadei della Valagro e i responsabili di laboratorio. Il responsabile marketing di Valagro, azienda italiana, leader nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti e concimi ci ha spiegato come opera l’azienda e cos’è Ascophyllum nodosum, l’Alga Bruna.  Con i tecnici di laboratorio invece, abbiamo fatto i piccoli chimici. Semplici esperimenti su piante  e fiori utilizzando microscopi e fornelletti. Abbiamo così potuto verificare la reazione dei fiori, utilizzando trattamenti diversi.

E’ stato interessante e divertente. Sembrava essere tornata sui banchi di scuola.

Il protagonista indiscusso della giornata era solo uno: ONE ESSENCE, essenza di concime per avere piante e fiori rigogliosi.

Ma dove sta la novità? starete pensando

Il difficile equilibrio, tra tutela dell’ambiente e sviluppo, sembra essere riassumibile in un semplice concetto: SVILUPPO SOSTENIBILE. Ed è proprio a questo principio, tanto declamato nelle Convenzioni internazionali ambientali, ad aver ispirato gli scienziati della Valagro:
creare un nuovo concime che rispetti l’ambiente.
Eh già, perchè il nuovo prodotto ONE ESSENCE, che si aggiunge alla linea ONE ( che contiene preziosi estratti vegetali tra cui l’alga bruna Ascophyllum nodosum), permette di abbattere in modo significativo l’impatto ambientale.
Infatti, grazie alla sua formulazione concentrata (con soli 300 g di cristalli solubili consente di ottenere 100 litri di soluzione), si riducono le dimensioni e il peso del pack e si abbatte l’immissione di plastica nell’ambiente con benefici in termini di emissioni di CO2.

Valagro e Museo_ in laboratorio_3

A conclusione dell’evento il buffet, servito nel chiostro, un luogo incantevole, dove  ho potuto incontrare e conoscere di persona, bloggers e giornaliste del settore.

Ringrazio Valagro, il Museo,  Alice Quitadamo e Roberto Adriani di MSLGroup, persone gentili e molto disponibili, per averci coccolate e viziate ed aver organizzato un evento interessante e riuscito.

Colgo l’occasione, per chi non conoscesse questo museo, di mettere in programma una visita. Oltre ad esserci esposto il famoso sommergibile Toti, e migliaia di  beni tecnico scientifici e artistici che costituiscono le collezioni del Museo, sappiate che vi trovate in un monastero, questo è benedettino.

 

 

 

 

 

#fioridivenerdì- – – – – -in vivaio come in giardino

Questa mattina sono passata in vivaio a prendere delle perenni per terminare un angolo del mio giardino.
Ero di fretta ma ogni volta che arrivo qui dai F.lli Leonelli non riesco ad andare via. ..

vivaio F.lli Leonellivivaio leonelli_1vivaio leonelli_3

Tutorial per realizzare il cerchietto fiorito

Il trend dell’estate?
Indossare tra i capelli il cerchietto che usavamo nella nostra infanzia.DSC_0123_

Lo si è visto nelle ultime sfilate in passerella, e nelle acconciature delle star che lo indossano per ogni occasione. Dal red carpet alla festa glamour.DSC_0120_

Un semplice oggetto che impreziosisce il look donando un tocco di romanticismo ad ogni abito.

DSC_0111_Per realizzare il cerchietto fiorito: ho scelto Limonium Joy nel color bianco.
Un fiore che resiste a lungo senz’acqua.

come si fa
misurate la circonferenza della vostra testa, se è per voi, più 10 cm per l’asola e il gancio alle due estremità.DSC_0129_Tagliate il filo di ferro nella misura ottenuta, e con l’aiuto di una pinza, fate da un’estremità un’asola e dall’altra un gancio. Servirà a chiuderla.

A questo punto prendete un ramo di Limonium e dividetelo in tanti rametti. Iniziate a fissare i piccoli rami fioriti dalla parte dell’asola . Cercate di metterli tutti nella stessa direzione oppure che convergono al centro. Per fissare alla base i rami fioriti, potete usare del fil di ferro, in questo molto fine di color argento, oppure semplicemente della lana o del filo da cucire.
Continuate a fissare i rametti fino all’altra estremità. Chiudete agganciando nell’asola.

DSC_0118_DSC_0124_Io l’ho proposto doppio, inserendo anche dei ‘punti luce’.

Questo modello mi piace!

Lo trovo romantico ma allo stesso tempo glamour. Lo consiglierei anche per le spose

 

 

Se vi piacciono le ghirlande o coroncine eccone alcune:

#fioridivenerdì- – – – – sapore shabby chic per il bouquet della sposa

l’ultimo regalo del fidanzato… DSC_0018__Davanti al luogo della celebrazione, lo sposo aspetta la futura sposa con in mano il bouquet.
Consiglio sempre alle mie spose, lo trovo molto romantico, di ricevere il bouquet dal fidanzato prima dell’inizio della cerimonia.

Pizzo e juta wedding shooting-173 ridotta_ Un’antica tradizione che ogni volta che la propongo, viene accettata con entusiasmo.Pizzo e juta wedding shooting-179 ridotta_

Lo sposo saluta il papà della sposa, il futuro suocero
.
L’usanza di recarsi alla cerimonia con dei fiori è molto antica e risale al periodo pre-cristiano. Il mazzolino era composto da mirto, rosmarino o erbe profumate, simboli di fecondità e fedeltà.
Ma la scelta delle piante aromatiche, o essenze profumate, non era casuale, serviva anche per prevenire gli svenimenti della sposa, che all’epoca erano frequenti.Pizzo e juta wedding shooting-182_

la sposa riceve il bouquet… non è romantico?

Il mazzo della sposa semplice e shabby è stato realizzato con Asparagus virgatus, Fresie bianche profumate,Wax flower, Statice rosa

Le foto sono un’anteprima dello shooting fotografico realizzato al Mulino dell’Olio.
MariCrea alla macchina fotografica,
 Cinzia alla regia e la sottoscritta agli allestimenti floreali.
Il team di Je t’aime

 Presto tutto il servizio e… anche una sorpresa…

Per la cena in bianco il finto gelsomino gira intorno al piatto

DSC_0007_Camminare tra le vie del centro o lungo le recinzioni dei giardini, in questo mese di giugno, è una delizia, per la vista e per l’olfatto.
Non conosco persona, che non abbia in giardino, sul balcone o in terrazzo, almeno un esemplare di  Trachelospermum jasminoides meglio noto come Finto gelsomino 20140604_carnago_03_

Il finto gelsomino è un rampicante sempreverde, che da fine maggio a metà giugno, con la sua  fioritura bianca e abbondante, ricopre muri, recinzioni e berso’. Il suo profumo, inebriante e persistente, talvolta può risultare molto forte e fastidioso. Finita la fioritura, produce lunghi baccelli verdi, che giunti a maturazione, liberano i loro semi.DSC_0013_La grazia dei suoi fiori bianchi, oggi mi ha suggerito, di realizzare dei sottopiatti da utilizzare per l’attesissima Cena in bianco organizzata ancora una volta da Antonella. Il  luogo è ancora segreto ma abbiamo la data: il 15 giugno sempre nella bella Torino.

come si fa 
Recidete i rami con i fiori appena in boccio e disponeteli a scalare, aiutandovi dove è necessario, con del fil di ferro fine o anche semplicemente con del cucirino. Servirà a fissarli fra loro. Arrivati alla misura della circonferenza del piatto scelto per la vostra tavola, chiudete con un nastro rigorosamente bianco e fate un bel fiocco.
Per trasportarla? Nessun problema, infilatela nella borsa frigo, avvolta con della carta assorbente!
Un tocco fiorito che risalterà anche quando sarà buio. Inoltre non sarà troppo di ingombro sulla tavola imbandita.
Ho sostituito la classica tovaglia improvvisando un runner con l’asciugamano della nonna.

Ci sarà un po’ di verde, ma Antonella, me lo permetterai vero? Sono le foglie

Questo è il primo dei miei consigli per realizzare un’insolita, pratica, facilissima  e mobile mise en place, rigorosamente bianca, per la grande kermesse torinese… a presto!!!

 

Se volete partecipare, siete ancora in tempo. Leggete tutte le istruzioni!!!
http://unconventionaldinner.blogspot.it/

 

Ma perché finto gelsomino?

A differenza del vero gelsomino, Jasminum Officinalis, che ha foglie piccole di un verde chiaro e fiori con petali piatti, il finto gelsomino ha foglie verde scuro, coriacee, e petali che girano all’indietro.20140604_carnago_02_

Il Trachelospermum jasminoides appartiene alla famiglia delle Apocynaceae, di origini cinesi è un rampicante robusto che necessita di supporto, come muri, treillage e recinzioni. A differenza del jasminum il  Trachelospermum jasminoides sopporta bene gli inverni rigidi. Può essere coltivato in piena terra o anche in grossi vasi e durante il periodo invernale non necessita di protezione. E’ soggetto alla coccinglia.