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fare la maschera di carnevale con le foglie

Un invito arrivato quasi all’ultimo momento diceva:
“domani sera vi aspettiamo, non occorre il costume ma solo un accessorio per festeggiare il carnevale!”

Ho pensato e ripensato a come essere carnascialesca senza snaturarmi (?) e poi l’ispirazione mi è venuta dal web, un’amica aveva indossato una bellissima maschera fai da te!20160207_maschera_di_foglie_2Al supermercato ho acquistato due maschere nere in vellutino e in giardino -sotto l’acqua- ho recuperato il materiale da: Magnolia grandiflora, Nandina domestica, AucubaErica arborea, Rincospermum, foglie e fiori di Ciclamino, Muehlenbeckia, rami di Chinomanthus e Hamamelis

20160207_maschera_di_foglieHo iniziato a coprire la maschera con le foglie più grandi e poi ho continuato con quelle più piccole. A darmi una mano la pinzatrice.
Ho rifinito il tutto con rami e boccioli che invece ho attaccato con dei punti di colla a caldo.

Un abito nero e siamo pronti per andare alla festa ….! Fotografati all’arrivo come in una Vera Festa😉 

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#fioridivenerdì- – – – – i fiori di carta cotta

Io porto il materiale -i fiori di carta cotta- e tu mi insegni ad utilizzarli nella composizione floreale.
Si può fare? Mi chiede Lidia di Jardin de papier.
Nasce così un corso ad hoc, dove il protagonista è il fiore assoluto, senza altro elemento se non il contenitore.20160205_jardin_de_papier_1

La carta e i colori da sempre l’hanno affascinata, ma è durante un viaggio negli Stati Uniti che Lidia scopre la tecnica della carta cotta rimanendone affascinata. Dotata di grande manualità e pazienza inizia a cuocere e a colorare la carta crespa, e prendendo spunto dalle piante presenti in giardino, sua grande passione, realizza i primi fiori. Con il passare del tempo Lidia affina la tecnica apportando nuovi accorgimenti e –segreti– per rendere più veri i  fiori. Le corolle presentano sfumature e ‘macchie’ -come li definisce- , reali screziature aggiungo io.  20160205_jardin_de_papier_6Anche se i suoi fiori sono di fantasia, non li copia da uno vero. Io ho riconosciuto (?): tulipani, Camellia japonica ‘The Czar’, Paeonia suffruticosa, garofani e gemme di magnolia stellata.  20160205_jardin_de_papier_7Ottimi complementi d’arredo per luoghi dove non è possibile utilizzare dei veri fiori.
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#fioridivenerdì- – il profumo dell’Hamamelis e la torta Sacher

hanno conquistato anche Benedetta20160129_Hamelis_Promise

In questo inverno anomalo, infatti oggi ci sono 14 gradi,  gli arbusti dalle fioriture invernali hanno anticipato la loro produzione di fiori colorando i nostri giardini. Alcuni sono tutte fioriti altri già sfioriti.
E’ il caso degli Hamamelis, arbusti dalle fioriture delicate, colorate e per molti profumate. Anche il mio Hamamelis x Intermedia “Arnold Promise”  che nel mio giardino solitamente fiorisce a febbraio è ricolmo di fiori profumati.20160129_Hamelis_Promise_1

Le fioriture di questi meravigliosi arbusti, la maggior parte dei quali profumati, donano al giardino luce ed eleganza. Troviamo così:  il profumato H. Mollis,  i  fiori arancio-ramato di H. x Intermedia “Aphrodite” , il rosso  H. x Intermedia “Diane”, il profumato e conosciuto, sa di  muschio umido, H. x Intermedia “Arnold Promise” e tanti altri .

Perché inserire in giardino una pianta di Hamamelis?20160129_Hamelis_Promise_2

In primis perché fiorisce in un periodo dell’anno difficile, l’inverno, quando quasi tutte le altre piante son a riposo. Inizia a gennaio  arrivando a marzo
Il suo profumo è delicato ma intenso
In giardino è leggero e non fa grossa macchia. Adatto a piccoli giardini Il suo portamento leggero ed elegante è dato dai suoi rami disposti a V
La sua fioritura abbondante, prolungata e duratura
In autunno le sue foglie assumono colori intensi e vivaci che vanno dal giallo, rosso e violaceo
Non necessita di potature, occorre solo pulirla dal secco
Ama posizioni soleggiate
Tollera il gelo, fino a -20°
20160129_Hamelis_Promise_4Il profumo dell’Hamamelis ha conquistato anche Benedetta che -non vista- ne ha staccato un rametto.20160129_Hamelis_Promise_3 20160129_quasi_SacherProve di decorazione prima di mettere la copertura della sua prima Sacher!

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#fioridivenerdì- – – – -una culla di betulla per i boccioli di rose

Quanto dura questa composizione?
E’ una domanda che frequentemente mi sento fare quando consegno le mie creazioni. pomi_d'Umbria_3Cosi’ ho realizzato per Voi una piccola composizione floreale moderna ma con un’aria naturale che non sfiorisce. Al massimo con il tempo che passa si impolvererà un pochino

come si fa:
ho costruito il mio contenitore utilizzando la corteccia della betulla ricavata da un tronco che giace in legnaia da  anni. Con la colla a caldo ho attaccato alla betulla un pezzo di spugna per fiori secchi dove ho inserito le rose stabilizzate di un bel colore giallo carico. Un manto di muschio nordico nel colore nero ha nascosto la spugna e ha conferito quel tocco di modernità alla composizione. Finissimi rametti precedentemente sbiancati richiamano il bianco della corteccia
pomi_d'UmbriaHo posizionato la mia piccola creazione sul tavolino accanto alla graziosa boccetta quadrata -amo questa forma- che per mezzo dei soliti legnetti sprigiona una fragranza per ambienti dalle note  legnose.

E’ Pomi d’Umbria e ce la propone Initinere, un’azienda umbra con il desiderio di valorizzare e diffondere i valori del suo territorio. Studi e approfondimenti grazie anche al contributo prezioso di Isabella Dalla Ragione, Presidente di Fondazione Archeologia Arborea, esperta di antiche varietà locali fruttifere dell’Umbria e non solo.,

L’essenza è presentata con tre tappi speciali la cui forma ricorda i vecchi frutti antichi. In foto la Merangola, , ma in catalogo trovate la Mela Conventina e la Pera Monteleone. – Nulla è stato lasciato al caso ma studiato nei minimi particolari – I copri-tappo, cioè i frutti, sono realizzati dal ceramista Olivieri di Mano Libera che attraverso la stampa a mano su calchi in gesso.

la nota in più:
il copri tappo una volta terminata la fragranza sarà un originale porta penne.

pomi_d'Umbria_2l’idea
perfetta anche per un favor o bomboniera

Ho seguito il consiglio che Initinere, creatore dei pomi, suggerisce, “…chiudere gli occhi… Nasi all’opera, le note armoniche di legni fruttati, bacche e tabacco concorrono a ricomporre nella memoria olfattiva l’esperienza Umbria…” Cosi’ ho ricordato quella volta in Umbria quando accompagnai Adalberto ad un riding…

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I giardinieri scrivono, intrigante no?

Featured Image -- 17074L’Associazione Maestri di Giardino presenta il suo 12 Campus e lo fa in una veste insolita ma molto accattivante. Non si vangherà né poterà e non ci sarà il riconoscimento delle piante come nelle altre edizioni, ma si verrà a conoscenza di tutta quella parte di libreria che è dedicata al Giardinaggio. Si perché fare Gardening oltre che a lavorare sul campo è leggere ma anche scrivere. Leggere per informarsi e studiare sul da farsi e scrivere per testimoniare e lasciare ai posteri i successi ma anche gli insuccessi del proprio lavoro. Testimonianze di valida importanza che ci hanno aiutato a crescere. Tante le donne giardiniere che hanno fatto la storia del giardinaggio

Il luogo scelto per questo Campus mi è familiare e vicino. Siamo ad Ameno sul bel lago d’Orta tra alberi di castagni e querce ospiti del Museo Tornielli situato in un gradevole parco.

Immaginelago d’Orta isola San Giulio – foto Daniele Mongera

Tantissimi gli appuntamenti e i momenti di aggregazione.

Di seguito il programma completo

Avatar di daniele mongeraAssociazione culturale Maestri di Giardino

Un incrocio di passioni, ormai entrato nella tradizione: fare giardini e scrivere. Grandi libri sono nati dal contatto e dal lavoro quotidiano con la terra, gli animali e le piante, con il tempo atmosferico e con quello dalla “T” maiuscola. Ma altri grandi giardini sono cresciuti sul filo di queste letture, traendone ispirazione, apertura di sguardo e perfino regole, suggerimenti, tecniche: aspetto decisivo – ma forse sottovalutato – nella formazione di un giardiniere, troppo spesso occupato dal “come” delle cose e distratto invece sul “perché”.
Magari basterebbe un passo di Giuseppe Ungaretti, di giusto un secolo fa (da “Commiato”, Il porto sepolto, 1916), per capire che cosa leghi uno scrittore a un giardiniere, o perché spesso le due figure coincidano, anche se in una dimensione amatoriale: tentano forse entrambi di dare parole a ciò che è muto? Ora sono gli alberi, ora i fiori, ora gli stati d’animo e…

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