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#fioridivenerdì- – – – – – un pomeriggio tra i fiori

Rose ramificate color arancio, garofani giallo chiaro e scuro, fresie gialle, rosse e bianche, santini color violetto insieme ai fiori del Viburnum tinus e le foglie della Nandina domestica raccolti in giardino sono stati i protagonisti di un pomeriggio floreale!

Un buono-corso da regalare alla mamma che poi si è trasformato in un corso  mamma & figlia.
E’ sempre più frequente che ci siano richieste di un  buono corso da regalare alla mamma o alla figlia, ma che poi quasi sempre chi lo regala decida anche di frequentarlo.

Sulla base della ghirlanda in spugna, abbiamo realizzato un centrotavola primaverile, pasquale e colorato. Abbiamo iniziato inserendo nella spugna i verdi per formare la base, continuato con i fiori e in ultimo -per simulare gli ovetti– inserito i mini cavoletti viola acquistati al Super.

Dopo aver realizzato la sfera in muschio ci siamo dilettate con un po’ di modernità. Con delicatezza abbiamo staccato i fiori dal racemo del giacinto e li abbiamo infilati uno ad uno sul fil di ferro per formare lunghe catene.

Ed ecco alcuni dei lavori ambientati.
Un grazie di per il bel pomeriggio passato insieme, per lo scambio di utili informazioni e per le foto!

 

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#fioridivenerdì- – – – – gli ellebori ispirano a scrivere

Oggi sul mio blog ospito un pezzo di “scrittura & foto” di una mia cara amica: Anna Maroni

Anche lei come me – credo, siamo in molti –  è rimasta affascinata dalla bellezza degli ellebori, dai profumi delle fioriture invernali, dagli animali veri e in sasso che abitano e animano il giardino-vivaio di Susanna Tavallini.

Da Hellebora 2015

 Gli Ellebori di Susanna Tavallini2015.02.28 Vivaio La Montà primo fiore sottotitoloSerissimi, in pietra dei giardini, terracotta o ferro battuto antico, piccoli ranocchi, custodi del giardino, aspettano

Intorno, oltre il vialetto a bossi d’archi e gettate lineari, fioriscono gli ellebori. Meraviglie d’inverno, come velluti e damaschi, questi fiori elegantissimi parlano, nel loro andamento flessuoso, di un mondo scivolato lontano. E molto piemontese. Ecco, dunque, l’ Helleborus Dark, con le cuspidi morbide dei suoi petali tra porpora e violetto e le coroncine impazzite degli stami d’oro, racconta la storia di strappate crinoline e corse lungo corridoi che non  hanno fine.2015.02.28 Vivaio La Montà composiz Betti Calani[1]
Ma la Bela Madamin?
Passo nel gabinetto cinese, attraverso le sale di raso cilestre, cremisi, salice, fragola, canarino dell’appartamento della Regina, sosto nel Corridoio Persiano ad ascoltare i commenti di due dame. “Un amore! un amore!”. Si parla di lei; è dunque vicina. Eccomi nel gabinetto delle miniature, nella galleria pompeiana; un profumo acutissimo m’annuncia il penetrale del fiore riposto. E sulla soglia sosto abbagliato, dinanzi alla più delicata interpretazione vivente che mai sia stata fatta di
La toilette de la Mariée.

***

   Maria Carolina Antonietta di Savoia Duchessa di Sassonia è in piedi, tra le sue cameriere chine o ginocchioni, intente all’opera delicata. La cognata, che presiede da parigina esperta, le ha tolto lo specchio di mano:
– Ti vedrai dopo,
mignonne, quand le rêve sera achevé.

   Maria Carolina è una visione abbagliante di neve e d’argento. Bianco il ciuffo di penne che le adorna l’alta acconciatura incipriata, bianco il viso passato alla cerussa, bianca la veste di raso splendente dal guardinfante mostruoso, bianche le scarpette, le ghirlande, il cagnolino, il ventaglio. In tanto candore spicca il rosso delle labbra e delle gote, il nero degli occhi e dei sopraccigli. La cognata stessa, Adelaide di Francia, nipote di Luigi XV, ha dipinto il volto della bimba sedicenne secondo che l’ultimo dettame di Parigi consiglia; le ha cancellato col cosmetico i delicati sopraccigli biondi e due altri ne ha disegnato a mezzo della fronte: nerissimi, arcuati, imperiosi. Molto s’è discusso sull’acconciatura; il parrucchiere di Corte, De Regault, voleva riprodurre con gl’immensi capelli biondi il Palazzo Madama o la Galera Capitana degli Stati Sardi; ma la Regina, la Principessa si sono opposte e l’artista ha costrutto con la chioma densa un edificio a tre piani, coronato da un nido dove una colomba cova teneramente assistita dalla compagna.

Ravissante! Ravissante! – mormora la cognata che le sta alle spalle puntandole di sua mano un fiore o una piega del guardinfante.[2]

E che dire, ora, dell’Helleborus Guttatus Yellow? Su uno sfondo tra un verde tenero e un giallo primula pallidissimo, una tempesta di gocce marsala invadono graziosamente il campo. Un giro sparso di granati minutissimi, piccole bocche miniate, stridio di grilli tra le tuie e gli allori. Cosa leggere, dunque, in questo affascinante Rorschach vegetale?

pensa una principessa delle nevi

volta in farfalla per un malefizio… [3]

A dominare l’area verde circostante, è la casa-castello settecentesca: ancora solido, squadrato, serio, il bell’edificio sfida, nel suo diritto di barriera, vecchio baluardo di mattoni sanguigni, il vento che sa di neve e soffia dai profili di cristallo del Rosa a sfiorare tetti, campanili, torri e ponti sospesi su antiche arcate.  Veloce, tenendo tra le mani due lunghe chiavi di ferro, Susanna Tavallini mi accompagna nelle scuderie, seminterrate a livello della parete di fondo e dal grande portone che si apre, invece, sulla strada principale del paese: << Qui, mio padre teneva i cavalli! >>. Ora, al posto dei sauri o dei roani, ci sono i gomitoli d’ombra agli angoli stondati del soffitto, gli intrecci scuri di ramaglie per le coperture esterne, gli attrezzi che non servono più e, su una mensola, alcune grate di reti sottili color ruggine.  Susanna ne sfila con agilità una e mi mostra come ottenere con poche semplici pressioni un fascinosissimo cachepot, abbracciato dall’interno da lunghi e sottili fasci d’erba essicata dal colore del topazio paglierino: il risultato è una sorta di nido, sede perfetta per un viburno rosa confetto o un’hamamelis stellata.

E il profumo è una bellezza magica.

[1] Composizione floreale di Betti Calani
[2] Guido Gozzano, Torino d’altri tempi – La bela madamin la völo maridè, in L’altare del passato, inPoesie e prose, Alberto De Marchi ( a cura di ), Milano, Garzanti, 1966, pp.  631 – 632.
[3] Op.cit., Del Parnasso, in Le farfalle – Epistole entomologiche, p. 346.
[4] Composizione floreale di Betti Calani.

Anna Maroni
“Tra poesia e giardini antichi, letteratura e profumo di cedrina, insegna letteratura italiana e latino al liceo scientifico di Varese”

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#fioridivenerdì- – – – – sul balcone fiori di primavera

Si lo so forse è un po’ presto per pensare alle balconette. Ma il sole di oggi fa pensare che la primavera ormai sia alle porte e con lei la bella stagione.20160220_fiori_sul_balcone_a_sud (1)Il balcone della camera di Benedetta  è rivolto a sud e nel tetto è stata ricavata un fioriera in rame dove poter posizionare vaschette o vasi.  Fino ad un mese fa c’erano i ciclamini bianchi che facevano compagnia alla Lantana selowiana piantata la primavera scorsa.

L’inverno è stato mite e la lantana non ha sofferto. Ma anche il ciclamino – anche se preferisce la mezzombra-  si è trovato benissimo con il sole dell’inverno. Ma ora il sole inizia ad alzarsi nel cielo, e i suoi raggi caldi lo potrebbero danneggiare. E’ ora di cambiare look al balcone. 20160220_fiori_sul_balcone_a_sud (3)Avevo voglia di un vestito nuovo per la mia casa -gli appassionati del giardino mi potranno capire- e cosi ho visitato il solito garden!
Tra le numerose proposte primaverili ho scelto delle piante perenni che possono fiorire e colorare il mio balcone per un periodo di due mesi. Il colore giallo della facciata mi ha portato a scegliere dei bianchi, dei gialli e un leggero rosa.
Mi ha guidato l’amico esperto indirizzandomi sulla Primula obconica nel color bianco ma con il centro giallo, sulla Tiarella e sui bulbi di Narcissus Marieke. Un narciso alto, con una corolla importante e ovviamente giallo.  

A casa ho formato le vaschette seguendo uno schema. L’intenzione è quella di avere un’alternanza ma non lineare. Se vi piace il mio stile, potete trovare lo schema cliccando qui 20160220_schema di vaschetta per balcone a sud. Ho scelto piante perenni, da sole, abbastanza alte in modo che svettino dalla grondaia e che fioriranno per due tre mesi.

20160220_fiori_sul_balcone_a_sud (4)E la lantana? E’ a farmi compagnia nel mio Spazio Corsi. Domani le cambierò la terra e poi la concimerò. L’ho posizionata vicino ai vetri per aiutarla a risvegliarsi. Mentre il ciclamino l’ho inserito nelle vecchie cassette in legno poste davanti alle vetrata. Il sole del mattino lo riscalda appena, una luce quasi da sottobosco, suo habitat ideale.

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#fioridivenerdì- – – – – curiosità sui bouquet del festival di Sanremo

Dietro le quinte della 66^ edizione del Festival della canzone italiana c’è fermento! Oltre agli artisti della musica ci sono quelli dei fiori. Un gruppo formato da sedici persone  lavora  a pieno ritmo per realizzare i bouquets che vediamo sul palco. Le splendide e ricercate creazioni vengono omaggiati alle cantanti e agli ospiti, uomini o donne che siano.

Sanremo 2016

immagini prese dal web

Ogni serata ha un tema floreale, e i bouquets sono tutti personalizzati, pensati per la persona che li riceve! -come dovrebbero sempre essere-  Prima di realizzarli si fa uno studio e si osserva la figura, in questo caso della cantante, il portamento, ed anche la sua carriera. E’ il caso del bouquet per Patty Pravo. Ma anche per gli ospiti si osserva la stessa regola. Ad esempio per le stars Nicole Kidman ed  Elton John il bouquet era assolutamente pensato e azzeccato!

Ma interessanti curiosità le trovate guardando il video dove Maria Cecilia Serafino dice che è rimasta male quando Morgan ha …

 

video_Sanremo

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#fioridivenerdì- – – – – i fiori di carta cotta

Io porto il materiale -i fiori di carta cotta- e tu mi insegni ad utilizzarli nella composizione floreale.
Si può fare? Mi chiede Lidia di Jardin de papier.
Nasce così un corso ad hoc, dove il protagonista è il fiore assoluto, senza altro elemento se non il contenitore.20160205_jardin_de_papier_1

La carta e i colori da sempre l’hanno affascinata, ma è durante un viaggio negli Stati Uniti che Lidia scopre la tecnica della carta cotta rimanendone affascinata. Dotata di grande manualità e pazienza inizia a cuocere e a colorare la carta crespa, e prendendo spunto dalle piante presenti in giardino, sua grande passione, realizza i primi fiori. Con il passare del tempo Lidia affina la tecnica apportando nuovi accorgimenti e –segreti– per rendere più veri i  fiori. Le corolle presentano sfumature e ‘macchie’ -come li definisce- , reali screziature aggiungo io.  20160205_jardin_de_papier_6Anche se i suoi fiori sono di fantasia, non li copia da uno vero. Io ho riconosciuto (?): tulipani, Camellia japonica ‘The Czar’, Paeonia suffruticosa, garofani e gemme di magnolia stellata.  20160205_jardin_de_papier_7Ottimi complementi d’arredo per luoghi dove non è possibile utilizzare dei veri fiori.
20160205_jardin_de_papier_4

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