#fioridivenerdì- – – – – coroncina di ellebori

Forse non durerà per sempre ma è così graziosa che non ho resistito a realizzarne un’altra.

Se non conoscete gli ellebori questa è la stagione più adatta per iniziare a fare la loro conoscenza.
Gli Helleborus, quelli orientalis già nei primi giorni di febbraio nelle zone più luminose e calde hanno iniziato la loro lunga fioritura e che continuerà lunga e abbondante fino a metà aprile.

A differenza dell’elleboro niger che è di colore bianco, l’orientalis è colorato, e negli ultimi anni in commercio ce n’è una vasta scelta.
Quelli con puntini scuri o chiari sui petali: -detti guttati-, quelli a fiore doppio, molti sfrangiati; e i colori sono molto: bianco, rosa tenui o accesi, bordeaux, gialli e anche neri.

Per far durare a lungo il fiore dell’elleboro coglietelo quando è a metà della sua fioritura. Non fatelo quando è appena fiorito perché appassirebbe, ma neanche troppo tardi perché avrà perso i suoi bei colori.

Per realizzare la coroncina scegliete dalla pianta i fiori più turgidi  e recidete il gambo con il solito taglio obliquo.

Disponete i fiori su una coroncina di muschio – dureranno più a lungo- e intrecciate tra loro dei rametti di betulla. Legate il tutto con un bel filo di seta, non stringete troppo perché il gambo dell’elleboro si spezza. Vaporizzare per dare un aspetto fresco.

Se volete apprezzare questo bellissimo fiore e saperne un pochino di più, cercatelo sul mio blog alla voce elleboro, troverete tanti articoli. Nuove idee per come utilizzarlo in composizione, oppure vivai dove è possibile acquistarlo. Se invece volete conoscere le note culturali cliccate qui

Domani – ma si ripete anche lunedì- allo SpazioCorsi ci sarà il Workshop ‘Festa di primavera’ e sicuramente utilizzeremmo oltre ai tanti fiori primaverili anche gli ellebori. Chi volesse partecipare può ancora farlo: tutte le info qui. Sono rimasti ancora due posti sia per sabato che per  lunedì.

#fioridivenerdì- – – –vendita e workshop alla mostra:“Soffio di primavera”

È arrivato marzo, è quasi primavera!

Oggi in laboratorio sarà già primavera, e lì, circondata da ranuncoli, muscari, crocus, tulipani, roselline e altri  fiori (alcuni molto insoliti per me), preparerò le composizioni floreali da portare sabato e domenica alla mostra-mercato ‘Soffio di primavera’, che si terrà a Villa Necchi Campiglio (Via Mozart n. 14, Milano).

Mi troverete nel campo da tennis coperto, con piccoli e grandi bouquet riposti in inusuali cache-pot pronti da portare a casa,  e svettanti fiori che spuntano da treillage realizzati con rametti di legno che ho raccolto nel bosco.

Se volete partecipare al workshop floreale gratuito che si terrà domenica alle 16.30 nel basement della Villa, scrivete a: fainecchi@fondoambiente.it o telefonate al numero: 02 76340121. Vi suggerisco di affrettarvi, i posti a disposizione sono limitati!

Vi aspettiamo numerosi!

Se volete conoscere qualcosa di me cliccate quie cercatemi tra gli espositori.

Un ‘soffio di primavera’ io ci sarò e voi?

Nel week-end  del 2 e 3 marzo a Villa Necchi Campiglio (Via Mozart n. 14, Milano) torna la mostra-mercato “Soffio di Primavera”, un appuntamento ormai fisso che inaugura l’inizio della stagione floreale milanese.

L’edizione 2019 sarà dedicata all’elleboro, fiore che tutti apprezziamo e ammiriamo. Ci saranno interessanti incontri sulla sua coltivazione,  ibridazione e un mio workshop floreale.

Ci sarò anch’io tra gli espositori, con le mie decorazioni floreali -da acquistare- dedicate all’inizio della primavera.
Troverete le composizioni già proposte in passato (che continuano a piacervi tanto) e qualche bella novità.

Domenica alle ore 16.30 terrò, nel basement della Villa, un workshop floreale dedicato all’elleboro.
Vi aspettiamo numerosi!

Le iscrizioni sono già aperte!

Per tutte le info cliccate qui

#fioridivenerdì- – – – – aspettando gli ellebori

Che voglia di avere corolle di ellebori da mettere nei vasetti o semplicemente da ammirare nelle aiuole.

E’ ancora un po’ presto per avere gli ellebori fioriti. Nel mio giardino alcune varietà iniziano a spuntare, i più vecchi, quelli sotto le camelie Sasanqua, fanno capolino da sotto terra, mentre quelli che si trovano vicino al cancello -piantati solamente due anni fa- non si vedono ancora.

Per decorare questa graziosa casetta degli uccelli ho utilizzato dei rami di Vaccinium Mirtyllus e dei fiori finti. Tra tutti quelli che ci sono in commercio ho scelto degli ellebori.

Accostare il fiore finto di stagione a dei rami freschi aiuta la composizione floreale ad essere quasi autentica. Un fiocco colorato di lana-corda e un uccellino hand-made rendono civettuola la casina. 

Ora l’ho posizionata sulla porta del mio primo laboratorio che a breve… cambierà destinazione d’uso. Mentre lavoro mi mette allegria!

Mari Crea Photographer nel mio giardino

Solitamente visitate il mio giardino attraverso le mie fotografie casalinghe. Oggi -invece- , i miei fiori ve li presento in una veste professionale.

Ho avuto il piacere di ospitare nel mio giardino -in occasione di un workshop realizzato insieme- Mari Crea, una fotografa professionista specializzata nel wedding, ma che ogni tanto fa un’eccezione.
Siamo diverse nei gusti, ed è forse per quello che siamo amiche da anni, e che da anni, ci divertiamo nel realizzare insieme:  workshop, mostre fotografiche, shooting di matrimoni, e …veri matrimoni.

Un’amica che ogni tanto riesco a convincere e a distoglierla dal suo adorato mondo wedding trascinandola per giardini e vivai.

Se volete farvi fare un ritratto o farvi fotografarvi nel vostro giorno più bello, vi invito a visitare il suo sito www.maricrea.it

Ecco i miei fiori secondo Mari.  Dal suo blog creamaricrea.blogspot.it

I fiori di Betti

Quando, lo scorso mese di marzo, sono stata a Carnago da Betti per il workshop di decorazione floreale e fotografia non mi sono limitata a fotografare l’accoglienza e lo svolgimento delle lezioni.
Mentre le gentili signore erano impegnate ad applicare praticamente i consigli di Betti, io mi sono dedicata all’esterno.
Anche se ancora un po’ “insonnolito” dal lungo inverno, il giardino era in procinto di esplodere e di mostrarsi nella sua veste migliore.
A voi alcuni degli scatti dei fiori del giardino.
Un modo gentile per augurarvi buon inizio di settimana.
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography
si è lasciata prendere la mano e ha fatto un altro post 😉
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I fiori di Betti II

Per non appesantire lo scorso post con troppe fotografie, ho deciso di dividerlo in due parti.
Pertanto, a chi a apprezza giardini e fiori dedico un’altra serie di scatti del giardino di Betti.
Intanto colgo l’occasione per augurare a tutti un buon primo maggio, sperando, anche, nella clemenza del tempo.
mari crea Photography
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography
Mari Crea Photography

Grazie! Mi conosce e sa che amo il giardino, i fiori, le piante e tutto ciò che è naturale.

#fioridivenerdì- – – – – gli ellebori ispirano a scrivere

Oggi sul mio blog ospito un pezzo di “scrittura & foto” di una mia cara amica: Anna Maroni

Anche lei come me – credo, siamo in molti –  è rimasta affascinata dalla bellezza degli ellebori, dai profumi delle fioriture invernali, dagli animali veri e in sasso che abitano e animano il giardino-vivaio di Susanna Tavallini.

Da Hellebora 2015

 Gli Ellebori di Susanna Tavallini2015.02.28 Vivaio La Montà primo fiore sottotitoloSerissimi, in pietra dei giardini, terracotta o ferro battuto antico, piccoli ranocchi, custodi del giardino, aspettano

Intorno, oltre il vialetto a bossi d’archi e gettate lineari, fioriscono gli ellebori. Meraviglie d’inverno, come velluti e damaschi, questi fiori elegantissimi parlano, nel loro andamento flessuoso, di un mondo scivolato lontano. E molto piemontese. Ecco, dunque, l’ Helleborus Dark, con le cuspidi morbide dei suoi petali tra porpora e violetto e le coroncine impazzite degli stami d’oro, racconta la storia di strappate crinoline e corse lungo corridoi che non  hanno fine.2015.02.28 Vivaio La Montà composiz Betti Calani[1]
Ma la Bela Madamin?
Passo nel gabinetto cinese, attraverso le sale di raso cilestre, cremisi, salice, fragola, canarino dell’appartamento della Regina, sosto nel Corridoio Persiano ad ascoltare i commenti di due dame. “Un amore! un amore!”. Si parla di lei; è dunque vicina. Eccomi nel gabinetto delle miniature, nella galleria pompeiana; un profumo acutissimo m’annuncia il penetrale del fiore riposto. E sulla soglia sosto abbagliato, dinanzi alla più delicata interpretazione vivente che mai sia stata fatta di
La toilette de la Mariée.

***

   Maria Carolina Antonietta di Savoia Duchessa di Sassonia è in piedi, tra le sue cameriere chine o ginocchioni, intente all’opera delicata. La cognata, che presiede da parigina esperta, le ha tolto lo specchio di mano:
– Ti vedrai dopo,
mignonne, quand le rêve sera achevé.

   Maria Carolina è una visione abbagliante di neve e d’argento. Bianco il ciuffo di penne che le adorna l’alta acconciatura incipriata, bianco il viso passato alla cerussa, bianca la veste di raso splendente dal guardinfante mostruoso, bianche le scarpette, le ghirlande, il cagnolino, il ventaglio. In tanto candore spicca il rosso delle labbra e delle gote, il nero degli occhi e dei sopraccigli. La cognata stessa, Adelaide di Francia, nipote di Luigi XV, ha dipinto il volto della bimba sedicenne secondo che l’ultimo dettame di Parigi consiglia; le ha cancellato col cosmetico i delicati sopraccigli biondi e due altri ne ha disegnato a mezzo della fronte: nerissimi, arcuati, imperiosi. Molto s’è discusso sull’acconciatura; il parrucchiere di Corte, De Regault, voleva riprodurre con gl’immensi capelli biondi il Palazzo Madama o la Galera Capitana degli Stati Sardi; ma la Regina, la Principessa si sono opposte e l’artista ha costrutto con la chioma densa un edificio a tre piani, coronato da un nido dove una colomba cova teneramente assistita dalla compagna.

Ravissante! Ravissante! – mormora la cognata che le sta alle spalle puntandole di sua mano un fiore o una piega del guardinfante.[2]

E che dire, ora, dell’Helleborus Guttatus Yellow? Su uno sfondo tra un verde tenero e un giallo primula pallidissimo, una tempesta di gocce marsala invadono graziosamente il campo. Un giro sparso di granati minutissimi, piccole bocche miniate, stridio di grilli tra le tuie e gli allori. Cosa leggere, dunque, in questo affascinante Rorschach vegetale?

pensa una principessa delle nevi

volta in farfalla per un malefizio… [3]

A dominare l’area verde circostante, è la casa-castello settecentesca: ancora solido, squadrato, serio, il bell’edificio sfida, nel suo diritto di barriera, vecchio baluardo di mattoni sanguigni, il vento che sa di neve e soffia dai profili di cristallo del Rosa a sfiorare tetti, campanili, torri e ponti sospesi su antiche arcate.  Veloce, tenendo tra le mani due lunghe chiavi di ferro, Susanna Tavallini mi accompagna nelle scuderie, seminterrate a livello della parete di fondo e dal grande portone che si apre, invece, sulla strada principale del paese: << Qui, mio padre teneva i cavalli! >>. Ora, al posto dei sauri o dei roani, ci sono i gomitoli d’ombra agli angoli stondati del soffitto, gli intrecci scuri di ramaglie per le coperture esterne, gli attrezzi che non servono più e, su una mensola, alcune grate di reti sottili color ruggine.  Susanna ne sfila con agilità una e mi mostra come ottenere con poche semplici pressioni un fascinosissimo cachepot, abbracciato dall’interno da lunghi e sottili fasci d’erba essicata dal colore del topazio paglierino: il risultato è una sorta di nido, sede perfetta per un viburno rosa confetto o un’hamamelis stellata.

E il profumo è una bellezza magica.

[1] Composizione floreale di Betti Calani
[2] Guido Gozzano, Torino d’altri tempi – La bela madamin la völo maridè, in L’altare del passato, inPoesie e prose, Alberto De Marchi ( a cura di ), Milano, Garzanti, 1966, pp.  631 – 632.
[3] Op.cit., Del Parnasso, in Le farfalle – Epistole entomologiche, p. 346.
[4] Composizione floreale di Betti Calani.

Anna Maroni
“Tra poesia e giardini antichi, letteratura e profumo di cedrina, insegna letteratura italiana e latino al liceo scientifico di Varese”

#fioridivenerdì – – – – – – conoscere gli ellebori di Susanna Tavallini

Se siete smaniosi di conoscere le nuove varietà degli ellebori, programmate una gira fuori porta a Roasio al Vivaio LA MONTA’. Anche quest’anno Susanna Tavallini  ci attende per la mostra mercato dedicata agli ellebori.
Un appuntamento fisso ed atteso che ogni anno si rinnova.

Nel secondo week end della mostra e precisamente sabato 28 febbraio alle ore 11 sarò presente per una lezione di composizione floreale con l’elleboro.

Vi aspetto, non occorre prenotare  e la dimostrazione è gratuita!

hellebora 2015_1