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workshop di Pasqua al vivaio Spertini

Mi sono trovata benissimo alla mia prima

Non conoscevo nessuna iscritta, a differenza delle partecipanti che invece si conoscevano tutte.
Per loro il corso è stato un’occasione per imparare cose nuove come realizzare il centrotavola di muschio e l’arancia segna-posto e avere semplici nozioni di composizione floreale.

20160319_workshop_vivaio_Spertini (2)

Tutte hanno lavorato molto bene aiutandosi una con l’altra. Chi prendeva le misure, chi tagliava la rete, chi aiutava a fissarla al muschio.

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20160319_workshop_Spertini_1.pg

Costruito il centrotavola, decorarlo poi è stato facile e divertente. Avevamo l’imbarazzo della scelta! Giuseppe ci ha preparato tantissimi fiori.20160319_workshop_Spertini_.pg Ringrazio Marisa e Sabrina per le foto!

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#fioridivenerdì- – – – -tutti i fiori del mio giardino sulla tavola

La decorazione per la tavola l’ho realizzata questa mattina, prima di mettermi ai fornelli.
Ho pensato ad una composizione semplice ma d’effetto. Primaverile, allegra e poco ingombrante!centrotavola_con_provette_DSC_0520Per il centrotavola ho utilizzato un dono -molto gradito – che mi hanno portato da Parigi.  Tante provette in vetro unite tra loro. In ciascuna provetta ho sistemato quello che ho trovato in giardino. Non mi lamento però, visto il bottino

E’ ormai sera quando riesco a fare delle foto … abbiamo cucinato tutto il giorno per la cena e mi sono completamente dimenticata di scattare qualche foto …con la luce mi sarebbero venute un pochino meglio.
centrotavola_con_provette_DSC_0519Viole, Viburnum tinus, Helleborus niger, Mahonia, Camelia japonica
centrotavola_con_provette_DSC_0523Narciso, Bergenia cordifolia

Accanto ad ogni piatto le violette sono inserite in minuscoli vasi di vetro

 

 

dal giardino

 

I fiori -eduli- erano anche sulle pietanze. I petali gialli, bianchi e rossi delle primule decoravano gli gnocchi di patate viola conditi con burro e salvia.DSC_0554 DSC_0553

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workshop floreale al vivaio Spertini

Ricordo quella volta che visitai il vivaio,
una macchia arancione di Cosmos sulfureum costeggiava la vecchia serra. Ne rimasi affascinata e stupita, tanto da pensare, che la sognata Inghilterra a volte …è così vicina.

Sabato 19 marzo mi trovate al vivaio Piante Spertini per festeggiare l’arrivo della primavera e la vicinanza della Pasqua.locandina

Per festeggiare l’evento ho creato appositamente un cache-pot.
Realizzeremo insieme un contenitore nuovo, insolito e versatile.
Elegante per la mise en place primaverile e utile per il terrazzo ….  Il muschio -immancabile- , i tulipani, i dianthus, un po’ del viburnum, gli ovetti e tanto altro, saranno i nostri materiali.

Costo del corso comprensivo del materiale € 20 (a persona)prova_11

 Un grande onore far parte del ricco calendario che Piante Spertini ha organizzato per festeggiare le 80 primavere del vivaio!

Per iscrizioni Vivaio Piante Spertini 
piantespertini@libero.it  Tel. 0332-668501 oppure 0332-601162

Betti Calani 338 2144970

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Dedicato alle donne

E’ marzo, e all’ingresso dello Spazio Corsi, sulla vecchia persiana azzurra ho attaccato il mio ricamo con i coniglietti.
Aspettando che la Rosa Complicata fiorisca, ho appuntato una rosa in carta crespa, mia nuova passione.

Il coniglietto regala una foglia di insalata alla sua amata. E’ tutto quello che -forse- ha.
Un piccolo omaggio, una cortesia, un gesto d’affetto, un pensiero sincero, dettato dal cuore!
E’ quello che ci dovrebbe esserci tra le persone, sempre!

E oggi che non è la Festa della Donna, ma è la giornata dove si ricordano le donne, Ve lo dedico!
cuore con conigli

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#fioridivenerdì- – – – – gli ellebori ispirano a scrivere

Oggi sul mio blog ospito un pezzo di “scrittura & foto” di una mia cara amica: Anna Maroni

Anche lei come me – credo, siamo in molti –  è rimasta affascinata dalla bellezza degli ellebori, dai profumi delle fioriture invernali, dagli animali veri e in sasso che abitano e animano il giardino-vivaio di Susanna Tavallini.

Da Hellebora 2015

 Gli Ellebori di Susanna Tavallini2015.02.28 Vivaio La Montà primo fiore sottotitoloSerissimi, in pietra dei giardini, terracotta o ferro battuto antico, piccoli ranocchi, custodi del giardino, aspettano

Intorno, oltre il vialetto a bossi d’archi e gettate lineari, fioriscono gli ellebori. Meraviglie d’inverno, come velluti e damaschi, questi fiori elegantissimi parlano, nel loro andamento flessuoso, di un mondo scivolato lontano. E molto piemontese. Ecco, dunque, l’ Helleborus Dark, con le cuspidi morbide dei suoi petali tra porpora e violetto e le coroncine impazzite degli stami d’oro, racconta la storia di strappate crinoline e corse lungo corridoi che non  hanno fine.2015.02.28 Vivaio La Montà composiz Betti Calani[1]
Ma la Bela Madamin?
Passo nel gabinetto cinese, attraverso le sale di raso cilestre, cremisi, salice, fragola, canarino dell’appartamento della Regina, sosto nel Corridoio Persiano ad ascoltare i commenti di due dame. “Un amore! un amore!”. Si parla di lei; è dunque vicina. Eccomi nel gabinetto delle miniature, nella galleria pompeiana; un profumo acutissimo m’annuncia il penetrale del fiore riposto. E sulla soglia sosto abbagliato, dinanzi alla più delicata interpretazione vivente che mai sia stata fatta di
La toilette de la Mariée.

***

   Maria Carolina Antonietta di Savoia Duchessa di Sassonia è in piedi, tra le sue cameriere chine o ginocchioni, intente all’opera delicata. La cognata, che presiede da parigina esperta, le ha tolto lo specchio di mano:
– Ti vedrai dopo,
mignonne, quand le rêve sera achevé.

   Maria Carolina è una visione abbagliante di neve e d’argento. Bianco il ciuffo di penne che le adorna l’alta acconciatura incipriata, bianco il viso passato alla cerussa, bianca la veste di raso splendente dal guardinfante mostruoso, bianche le scarpette, le ghirlande, il cagnolino, il ventaglio. In tanto candore spicca il rosso delle labbra e delle gote, il nero degli occhi e dei sopraccigli. La cognata stessa, Adelaide di Francia, nipote di Luigi XV, ha dipinto il volto della bimba sedicenne secondo che l’ultimo dettame di Parigi consiglia; le ha cancellato col cosmetico i delicati sopraccigli biondi e due altri ne ha disegnato a mezzo della fronte: nerissimi, arcuati, imperiosi. Molto s’è discusso sull’acconciatura; il parrucchiere di Corte, De Regault, voleva riprodurre con gl’immensi capelli biondi il Palazzo Madama o la Galera Capitana degli Stati Sardi; ma la Regina, la Principessa si sono opposte e l’artista ha costrutto con la chioma densa un edificio a tre piani, coronato da un nido dove una colomba cova teneramente assistita dalla compagna.

Ravissante! Ravissante! – mormora la cognata che le sta alle spalle puntandole di sua mano un fiore o una piega del guardinfante.[2]

E che dire, ora, dell’Helleborus Guttatus Yellow? Su uno sfondo tra un verde tenero e un giallo primula pallidissimo, una tempesta di gocce marsala invadono graziosamente il campo. Un giro sparso di granati minutissimi, piccole bocche miniate, stridio di grilli tra le tuie e gli allori. Cosa leggere, dunque, in questo affascinante Rorschach vegetale?

pensa una principessa delle nevi

volta in farfalla per un malefizio… [3]

A dominare l’area verde circostante, è la casa-castello settecentesca: ancora solido, squadrato, serio, il bell’edificio sfida, nel suo diritto di barriera, vecchio baluardo di mattoni sanguigni, il vento che sa di neve e soffia dai profili di cristallo del Rosa a sfiorare tetti, campanili, torri e ponti sospesi su antiche arcate.  Veloce, tenendo tra le mani due lunghe chiavi di ferro, Susanna Tavallini mi accompagna nelle scuderie, seminterrate a livello della parete di fondo e dal grande portone che si apre, invece, sulla strada principale del paese: << Qui, mio padre teneva i cavalli! >>. Ora, al posto dei sauri o dei roani, ci sono i gomitoli d’ombra agli angoli stondati del soffitto, gli intrecci scuri di ramaglie per le coperture esterne, gli attrezzi che non servono più e, su una mensola, alcune grate di reti sottili color ruggine.  Susanna ne sfila con agilità una e mi mostra come ottenere con poche semplici pressioni un fascinosissimo cachepot, abbracciato dall’interno da lunghi e sottili fasci d’erba essicata dal colore del topazio paglierino: il risultato è una sorta di nido, sede perfetta per un viburno rosa confetto o un’hamamelis stellata.

E il profumo è una bellezza magica.

[1] Composizione floreale di Betti Calani
[2] Guido Gozzano, Torino d’altri tempi – La bela madamin la völo maridè, in L’altare del passato, inPoesie e prose, Alberto De Marchi ( a cura di ), Milano, Garzanti, 1966, pp.  631 – 632.
[3] Op.cit., Del Parnasso, in Le farfalle – Epistole entomologiche, p. 346.
[4] Composizione floreale di Betti Calani.

Anna Maroni
“Tra poesia e giardini antichi, letteratura e profumo di cedrina, insegna letteratura italiana e latino al liceo scientifico di Varese”